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lunedì 5 settembre 2011


Teatro e carcere: Passi Sospesi alla 68a Mostra di Venezia
Parma: La casa di Betzaida, rifugio per ricominciare a vivere

Locandina teatro e carcere

Teatro e carcere: Passi Sospesi alla 68° Mostra di Venezia

Il teatro come strumento di cambiamento, per favorire il recupero sociale attraverso la partecipazione attiva ad un progetto comune. È dal 2006 che Passi Sospesi è attivo negli istituti penitenziari di Venezia con questo obiettivo. E così anche quest’anno Michalis Traitsis, direttore artistico di Balamòs Teatro e responsabile del progetto finanziato dal Ministero della Giustizia e dal Comune del capoluogo veneto, presenta, nell’ambito della 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il video Passi Sospesi 2011 di Marco Valentini, documentario relativo all’omonimo progetto girato in forma di work in progress.

Domani alle ore 15, presso l’Area Incontri Digital Expo dell’Hotel Excelsior, si accendono le luci sull’attività di laboratorio teatrale svolta nella casa circondariale maschile di Santa Maria Maggiore di Venezia, che lo scorso 26 luglio ha chiuso i battenti con la rappresentazione teatrale Storie Italiane, e l’attività di laboratorio teatrale ancora in corso nella casa di reclusione femminile di Giudecca, sempre a Venezia, dove è attualmente in corso di elaborazione uno studio sulle Troiane di Euripide.

Al termine della proiezione del video documentario, via ai lavori della conferenza su L’esperienza del progetto teatrale Passi Sospesi negli istituti penitenziari di Venezia: lavorare al maschile e lavorare al femminile. Esperienze, metodologie, riflessioni. L’ingresso ad entrambe le iniziative è libero ed aperto a tutti e non necessita del pass per la Mostra del Cinema.

[MVC]


Parma: La casa di Betzaida è un rifugio per ricominciare a vivere


Ha aperto i battenti il 25 luglio scorso e già riceve decine di richieste. La casa di Betzaida è un rifugio, pensato per gli ex detenuti che, appena usciti dal carcere, non hanno la possibilità di ricostruirsi una nuova vita. La casa di accoglienza si trova a Parma in Via Giuseppe Rossi, dove un normale appartamento è stato adibito in modo da poter ospitare  gli ex carcerati e non solo: la casa famiglia infatti offre un posto letto anche ai detenuti beneficiari di “permessi premiali” e a quelli in affidamento.

Il progetto è stato promosso dall’associazione San Cristoforo e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, grazie anche alla collaborazione con il Forum Solidarietà, il Centro servizi per il volontariato di Parma. L’associazione, in occasione della ricorrenza del Santo, ha dato vita ad una nuova realtà che si propone di guidare gli ex galeotti che non hanno la fortuna di avere una famiglia alle spalle, fino al loro inserimento in società permettendogli di trovare anche una occupazione. “Certo in un periodo di crisi come questa le cose non sono affatto facili”, dice Don Umberto Cocconi, il presidente dell’associazione San Cristoforo, ma intanto i primi ospiti della casa famiglia hanno già trovato lavoro”.

Il recupero presso la nuova struttura inizia proprio dalle attività che l’associazione svolge regolarmente, come i traslochi, il trasporto e le operazioni di sgombero merci. In effetti l’associazione è avvezza da tempo alle attività di reintegrazione sociale, visto che è dal 2003 che si muove a favore delle persone in difficoltà. Gli ospiti della Casa di Betzaida vengono scelti già dalle carceri grazie all’ausilio di alcuni volontari che collaborano con la stessa associazione; in questo modo l’affidamento può partire per tempo e garantire ai detenuti una sorta di soggiorno anticipato. I controlli periodici che la polizia e i carabinieri svolgono non arrecano nessun fastidio ai vicini che, dice Don Umberto, “hanno accolto ben volentieri il progetto”.  La sostanza è che centri di accoglienza come questi sono punti importanti, da tenere bene a mente perché rappresentano una seconda famiglia

[FU]