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venerdì 15 luglio 2011

Firenze: i detenuti si prendono cura dell’Arno
Palermo: La Vita è Bella nel bene confiscato alla mafia
Caserta: volontari organizzano campo della legalità
Teatro e minori: laboratorio a Sassari

Detenuto raccoglie rifiuti sulla sponda dell'Arno (fonte: http://www.piazzadellenotizie.it)

Firenze: i detenuti si prendono cura dell’Arno

Rispetto dell’ambiente, senso di cittadinanza e di appartenenza al territorio: questi i valori che hanno fatto da sfondo alla giornata di riqualificazione ambientale. Quattro detenuti della Casa Circondariale maschile Mario Gozzini di Firenze, più conosciuta come Solliccianino, si sono dedicati alla riqualificazione di una sponda dell’Arno, provvedendo inoltre a differenziare i rifiuti raccolti.

Otto ore in 'regime di permesso premio' concesse dal magistrato di sorveglianza Grazia Riccucci,  per dar vita ad un’iniziativa che rientra nelle attività proposte dalla Provincia di Firenze, nell’ambito di protocollo d’intesa tra due enti, che collaborano per portare avanti percorsi formativi legati all’educazione ambientale per giovani detenuti. Preziosa, a tal proposito, la collaborazione del Laboratorio Didattico Ambientale di Villa Demidoff.

Il progetto ha, inoltre, visto la collaborazione di Quadrifoglio spa, che ha fornito materiale per la differenziata, e dell’Associazione Amici della Zecca, che opera nel reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, ai quali ha offerto ristoro durante la giornata. Hanno coordinato l’iniziativa alcuni Ufficiali Idraulici della Direzione Difesa del Suolo della Provincia di Firenze.

“L’obiettivo didattico del progetto educativo di quest’anno - commenta Margherita Michelini, direttrice della Casa Circondariale Gozzini - è stato quello di non limitarsi alla teoria, ma di passare anche alla pratica”.

L’evento coinvolge direttamente, infatti, un gruppo di detenuti nell’attività di recupero delle aree circostanti il fiume. Obiettivo, favorire lo sviluppo di condotte virtuose e socialmente apprezzabili, partendo proprio dal carcere, luogo tradizionalmente deputato a sanzionare comportamenti antisociali e devianti.

[VB]


Palermo: La Vita è Bella nel bene confiscato alla mafia

A Ciaculli, quartiere di Palermo che fu teatro di una delle più sanguinose stragi di mafia della storia, nasce un centro di formazione per giovani responsabili, preparati, eticamente pronti a creare la società del futuro. La sede è una villa confiscata al boss Salvatore Montalto, convertita a centro studi La Vita è Bella, nato dall’impegno portato avanti da tempo da padre Antonio Garau dell’Associazione Jus Vitae.

La struttura diventa anche domicilio della fattoria didattica l’Arca di Noè, rivolta ai bambini e ai diversamente abili, gestita dai volontari dell’associazione. Durante l’inaugurazione,  il primo anno di attività del Centro viene presentato attraverso uno spettacolo di pupi, dal titolo Giovani e futuro in un ambiente legalmente solidale.

L’obiettivo è promuovere la documentazione e la formazione, facendo conoscere le vicende legate alla mafia, perché non può esserci sviluppo civile, né democratico, senza una partecipazione attiva della società civile. Il messaggio è, quindi, un forte segnale ed uno stimolo per continuare la battaglia per la legalità.

Previsti sedici incontri formativi rivolti a ragazzi palermitani dai 16 ai 30 anni, lezioni alle quali prenderanno parte docenti universitari, rappresentanti sindacali, della magistratura, del mondo ecclesiastico, oltre a protagonisti del mondo del lavoro e dell’economia. Fra gli argomenti affrontati, la Costituzione italiana, la moneta, sindacato e impresa, comunicazione, economia e legalità, la cittadinanza attiva nelle zone a rischio, il saper scrivere per lavorare.

Strumento fondamentale che fornirà ai giovani il contributo di importanti scambi di esperienze, di informazione, orientando il loro impegno alla lotta alle mafie, a valori quali solidarietà, cooperazione e buone pratiche di amministrazione della cosa pubblica.

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Caserta: volontari organizzano campo della legalità

Arci Toscana, Arci e Cgil di Pisa e Caserta hanno organizzato un campo di legalità a Parete (CE), un centro della provincia campana, nell’ambito del progetto Terra di lavoro e di dignità.

Il campo coinvolge 12 volontari pisani che sono protagonisti di un’esperienza di antimafia sociale accanto al circolo Arci Nero e non solo di Caserta. Essi lavorano per bonificare due terreni confiscati alla camorra nei territori di Parete e Casapesenna, svolgendo attività di assistenza ai braccianti agricoli immigrati che lavorano in quel territorio attraverso la gestione di un servizio mensa. Durante la giornata si svolgono attività di formazione con persone impegnate nell’attività di contrasto alla camorra.

[VC]


Teatro e minori: laboratorio a Sassari

Si è svolto nei locali dell’Ufficio servizio sociale minorile di Sassari il laboratorio I mestieri del Teatro 2011, promosso dal USSM locale e realizzato in collaborazione con la Compagnia La Botte e il Cilindro. Il nuovo progetto nasce in seguito ad un esperienza pilota del 1998 nata per attivare il Protocollo d'intesa del dicembre 1996 tra il Ministero della Giustizia e l'Ente Teatrale Italiano.

L'obiettivo principale è migliorare le condizioni di vita dei ragazzi con problemi penali attraverso diverse forme di opportunità di promozione dello sviluppo della persona e l'organizzazione di attività di formazione scolastiche, culturali, ricreative tra cui il teatro. La parte conclusiva dei lavori, a cui hanno partecipato il direttore del Centro di Giustizia Minorile di Cagliari, Sandro Marilotti, la direttrice del USSM, Grazia Mazzoni, e l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sassari, Michele Poddighe, si è concretizzata in un’articolata mostra che ha raccolto foto, video, disegni, maschere, ed elementi di scenografie e costumi frutto del lavoro svolto dai ragazzi nella corso del laboratorio. Nei mesi scorsi gli animatori de La Botte e il Cilindro, guidati dal regista Pier Paolo Conconi, hanno coinvolto i ragazzi nel percorso di studio di quella che sarà la prossima produzione della Compagnia: Cappuccetto Rosso.

“Si è partiti dal lavoro sul testo e sulle atmosfere evocate dalla fiaba classica - dice Conconi - per sperimentare le diverse opportunità narrative e di azione che la fiaba stessa ha suggerito al gruppo. In seguito si è passati alla visione di una serie di materiali, filmici e fotografici, che hanno dato lo spunto per l’ideazione di elementi di costume e di scenografia possibile”. Tutto il materiale prodotto sarà alla base dello studio che la Compagnia proseguirà nei mesi futuri, fino al debutto previsto per il mese di gennaio 2012. Questo consentirà ai ragazzi del laboratorio, se vorranno, di poter affiancare la Compagnia nel lavoro che verrà.

“L’intento è quello di offrire ai ragazzi opportunità e interessi stimolanti - dice Grazia Mazzoni - e alternativi, utili alla loro crescita individuale. Lavorare alla creazione di uno spettacolo mostra efficacemente come si possa sviluppare dal niente un progetto concreto. Ognuno contribuisce con il proprio apporto alla creazione di un prodotto finale in un importante percorso di autostima”.

Durante il laboratorio, realizzato al Ferroviario, i ragazzi coinvolti nel progetto sono stati impegnati in una serie di incontri durante i quali hanno potuto assistere e collaborare in prima persona ad alcuni momenti di prova, allestimento e spettacolo in un’esperienza formativa costruita su cooperazione, sperimentazione e apprendimento.

[VC]