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venerdì 8 luglio 2011

Caserta: da terre camorra a terre don Peppe Diana
Bari: musica di De Andrè entra in carcere
Augusta: Prometeo in-carcerato
Carcere: apre un asilo nido a Opera

logo Festival Impegno Civile

Caserta: dalle terre di camorra alle terre di don Peppe Diana

Artisti, rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo, sindacati e associazioni, docenti universitari e studiosi, tutti uniti per rispondere alle intimidazioni giunte dalla malavita organizzata contro il riutilizzo a sfondo sociale dei beni confiscati. Oltre ad essere un segnale alla camorra, è un messaggio per le amministrazioni locali, che stanno mettendo in discussione il modello di riutilizzo delle strutture sottratte alla criminalità organizzata sviluppato in provincia di Caserta.

È sulle terre sottratte alle mafie che nasce il primo Festival dell’Impegno Civile, una manifestazione che prevede decine di spettacoli, concerti, mostre, tavole rotonde, incontri e presentazione di libri. L’iniziativa è promossa dal Comitato Don Peppe Diana e Libera Caserta, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, patrocinato dalla Regione Campania e dalla Provincia di Caserta.

È proprio all’interno di uno dei beni confiscati dalle forze dell’ordine e dello Stato che prende il via il Festival, la Casa Famiglia dei Felicioni che si trova a Trentola Ducenta. Dopo il pre-Festival in provincia di Napoli, inizierà il percorso di concerti, spettacoli, mostre e convegni tra Castel Volturno, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Sessa Aurunca. Alla Conferenza stampa partecipano il magistrato Donato Ceglie e Mauro Baldascino dell’Osservatorio Regionale sui Beni confiscati, membri del Comitato Scientifico del Festival.

“Abbiamo deciso di presentare il Festival nella Casa Famiglia dei Felicioni come atto simbolico - afferma Valerio Taglione, referente di Libera Caserta. “Stiamo vivendo un momento molto delicato, che vede da un lato le scelte non condivisibili di alcune amministrazioni locali che decidono di revocare l’affidamento di alcuni beni confiscati, dall’altro la recrudescenza di atti intimidatori della criminalità organizzata che è tornata a far sentire le proprie minacce. Rispondiamo rafforzando la restituzione di questi beni alla collettività con momenti artistici, culturali e di riflessione, ma anche proponendo il modello di economia sociale, sviluppo e occupazione che, proprio a partire dai beni confiscati, si è realizzato in questi anni”.

[VB]


Bari: la musica di De Andrè entra nel carcere

Un concerto ispirato a Fabrizio de Andrè per trasformare un momento di svago in un momento di profonda riflessione sulle esperienze della vita, all’interno del carcere Piccinni di Bari. Nasce così il progetto Amico Fragile, realizzato dalla Libera Orchestra Barese, una band di avvocati-musicisti nata poco più di un anno fa per volontà del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Manuel Virgintino.

“Il progetto - ha detto il procuratore Laudati, presente all'incontro - rappresenta un altro tassello per la costruzione di un laboratorio di giustizia a Bari. Una giustizia che deve restare inflessibile dinanzi alla violazione delle leggi, ma che deve anche avere un volto umano e riconquistare la fiducia dei cittadini”.

“Un progetto musicale – spiega Virgintino – che nasce non solo dal bisogno di devolvere parte del nostro tempo e della nostra professionalità per un fine sociale, con la piena consapevolezza che nell’esistenza di ognuno di noi, prima o poi, vi sia un momento in cui dobbiamo pagare il nostro debito con la vita. Una vita che per alcuni si traduce in esistenze più felici e tranquille che per altri. Di qui la necessità di regalare parte del nostro tempo e della nostra musica a chi, per varie vicissitudini, è inciampato nelle sciagure della vita più di altri. Portare, poi, ai detenuti di Bari le canzoni di Fabrizio de André  sono un’occasione di riflessione unica sull’esistenza stessa della vita, ma anche un momento di grande emozione in un ambiente difficile”.

“Continua la proficua sinergia tra la Provincia di Bari e la Procura della Repubblica, un’istituzione sempre più aperta e attenta al territorio. Un’iniziativa di alto valore sociale – afferma il Presidente Schittulli – che consentirà di portare un pò di serenità ai detenuti, offrendo loro l’opportunità di sentirsi finalmente parte integrante del mondo esterno, al di là della condizione di disagio in cui vivono e della restrizione della libertà”.

[VC]


Augusta: Prometeo in-carcerato

Sold out per lo spettacolo Prometeo In-carcerato realizzato con la collaborazione con la biblioteca di Siracusa ed il comune di Siracusa, che si svolge nell’arena Gattabuia, il teatro all’aperto del carcere di Augusta nei giorni 4,5,7,8,9, Luglio.

Lo spettacolo è aperto alla cittadinanza. A renderlo noto è il direttore del carcere megarese, Antonio Gelardi, che aggiunge nella sua nota: “La divulgazione dell’evento è stata fatta attraverso librerie, centri culturali, e per la prima volta, attraverso social network. La preparazione è stata possibile grazie allo straordinario lavoro della Polizia Penitenziaria che ha filtrato e controllato centinaia di nominativi per evitare presenze 'sgradite' o inopportune. Ora è tutto pronto, posti esauriti”.

[DP]


Carcere: apre un asilo nido a Opera

Da settembre nel carcere di Opera partirà un asilo nido per i figli degli agenti di polizia penitenziaria, ma anche per i figli di coloro che, pur non lavorando all’interno della casa penitenziaria, abitano a Opera o in uno dei comuni della zona Sud di Milano. L'asilo nido aziendale, che ospiterà trenta bambini, è stato realizzato con il contributo di Regione Lombardia, che ha finanziato con 64.000 euro i lavori di ristrutturazione di un immobile già esistente nell'area adiacente il carcere. Altri fondi sono stati destinati dalla Provincia di Milano, dal Comune di Opera e da un istituto bancario.

“E' un'iniziativa - ha commentato l'assessore Giulio Boscagli - che, da un lato, sottolinea la perfetta collaborazione interistituzionale e, dall'altro, è un esempio di come esperienze del genere siano una vera ricchezza che merita di essere conosciuta”.

“Il progetto è stato presentato e approvato da Regione Lombardia, che lo ha ritenuto idoneo a ricevere i fondi previsti dal nostro bando nidi aziendali - ha continuato Boscagli - in quanto consente maggiore serenità, soprattutto alle mamme di questi bambini, nell'affrontare gli impegni di lavoro con la certezza che i loro figli si trovano a contatto con altri coetanei, in una struttura gestita da professionisti, con la possibilità di vivere interessanti percorsi educativi".

Nel carcere è già operativo il Centro estivo, riservato non solo ai figli di chi lavora nella struttura o vi è detenuto, ma aperto anche al pubblico per tutto il periodo della chiusura delle scuole. “Un servizio - ha precisato il direttore della Casa circondariale Siciliano - che traduce il nostro impegno orientato ad offrire condizioni sempre migliori a chi qui sconta la sua pena, ma anche agli agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano a Opera”.

[VC]