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venerdì 1 luglio 2011

Milano: reclusi Sportivi Dentro
Calabria: progetto legalità al Festival del lavoro
Venezia ricicla: dal tendone alle borse
Biblioshopper: i libri che entrano nel carcere

Immagine quadrangolare Sportivi Dentro (fonte: www.corriere.it)

Milano: reclusi Sportivi Dentro

Aspromonte Volley e Sound Volley sono  le due squadre protagoniste di Sportivi Dentro, il  primo quadrangolare di pallavolo promosso da Edison per i detenuti della  Casa di Reclusione di Opera (Milano). Il torneo vede in prima linea sedici detenuti che, dopo nove mesi di allenamento, sfidano i due gruppi ospiti UISP Volley e Visitors Volley

Il progetto è coordinato da Marina Signorelli, docente di educazione fisica con consolidata esperienza nelle carceri, coadiuvata dagli allenatori Claudio Cice e Simone Putignano. Un osservatore d’eccezione valuta la tecnica di gioco, Mauro Berruto, nuovo allenatore della Nazionale Maschile di pallavolo.

Sono venticinque i detenuti interessati, tutti di età compresa tra 23 e 57 anni e con almeno due anni di pena ancora da scontare.  La buona condotta è condizione di ammissione al torneo: possono prendervi parte solo coloro che hanno dimostrato di aver appreso i valori alla base del gioco di squadra, nonché del vivere civile. Il fine della competizione è infatti un percorso di rieducazione in vista del reinserimento sociale. Rispetto, sacrificio, osservanza della regole, e spirito di squadra sono qualità che vanno al di là dello sport, e accompagneranno i detenuti anche fuori dalla cella.

La pallavolo entra nelle carceri e diventa un efficace strumento di insegnamento di educazione civica, migliorando i rapporti tra i carcerati e favorendo un ottimale reinserimento nel tessuto sociale.

[VB]


progetto_legalitaCalabria: progetto legalità al Festival del lavoro

Dopo il successo del progetto La legalità cresce sui banchi di scuola, promosso dalla Commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare guidata da Benedetto Di Iacovo, in sinergia con l’assessorato regionale al lavoro e la Presidenza della Regione Calabria, l’iniziativa – che ha ricevuto il premio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano – sarà presentata a Treia alla seconda edizione del Festival del Lavoro. Saranno presenti i più importanti rappresentanti nazionali del mondo politico, istituzionale, sindacale e associativo, tra cui il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi.

In occasione della tavola rotonda Concorrere nella legalità, Di Iacovo è intervenuto dicendo:”Sono onorato dell’invito a questo importantissimo Festival dove porto l’orgoglio di tutti quei calabresi che ogni giorno si adoperano per costruire una regione moderna, efficiente e legalitaria. È un riconoscimento di altissimo valore per la regione Calabria, frutto dell’intenso lavoro che abbiamo svolto e stiamo facendo insieme all’assessore al lavoro Francescantonio Stillitani, al dirigente generale del dipartimento alla Presidenza, Franco Zoccali e col sostegno decisivo del governatore Giuseppe Scopelliti, che da subito ha creduto nel nostro lavoro. Da Treia rivolgo un ringraziamento a lui e alla sua giunta così come ringrazio il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico. Il nostro obiettivo è ribaltare con le buone prassi gli stereotipi culturali nel lavoro che finora hanno penalizzato non solo la Calabria ma l’intero Mezzogiorno. L’imperativo è insistere sulla strada della modernizzazione al fine di rendere la Calabria competitiva e regolare”.

Alcuni ministeri stanno pensando di replicare il progetto legalità calabrese in altre regioni d’Italia. L’Ordine nazionale dei Consulenti del Lavoro, nella persona di Marina Calderone e la Fondazione Studi, nelle persona del presidente Rosario De Luca, intendono coinvolgere la Commissione regionale per l’emersione nella elaborazione di futuri progetti per promuovere la legalità e la regolarità nel mercato del lavoro.

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Venezia ricicla: dal tendone alle borse

Dal tendone utilizzato per l’altare nella messa all’aperto di papa Benedetto XVI al parco di San Giuliano di Mestre a Venezia sono state ricavate borse e cartelle. È l’idea realizzata dai detenuti della cooperativa Rio Terà dei Pensieri di Venezia, che hanno riciclato e riadattato le tele della struttura e prodotto diversi oggetti di uso quotidiano: borse, cartelle, copri-quaderno, copri-libro, già disponibili e messi in vendita con un prezzo che vara dai 15 ai 20 euro.

“In un’ottica di intelligente riciclo dei materiali utilizzati, che sin dall’inizio ha guidato gli organizzatori della visita – spiega il patriarcato di Venezia – le tele raffiguranti mosaici che hanno ricoperto l’abside e l’altare allestiti per la messa con Benedetto XVI sono state affidate alla cooperativa Rio Terà dei Pensieri. E da parecchi giorni i detenuti che lavorano nel laboratorio di pelletteria sono impegnate a farne borse, cartelle ed altri oggetti utili”.

La coop veneziana opera da tempo nelle carceri, attuando percorsi formativi e di inserimento lavorativo in attività produttive che cercano di restituire a uomini e donne una concreta possibilità di ripresa.

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leggere in prigione Genova: arrivano i biblioshopperBiblioshopper: i libri che entrano nel carcere

Libri che fanno viaggiare, insieme alla voce della cultura, un importante messaggio equo-solidale, come la stoffa di cui sono fatti. Sono i nuovi biblioshopper, veri e proprio punti vendita, per rifornire di libri la biblioteca del carcere di Chiavari e tutte quelle del territorio collegate al centro del sistema bibliotecario provinciale.

I nuovi contenitori per i libri sono di un tessuto realizzato da una cooperativa di donne del Burkina Faso. Il progetto mette quindi in luce la positiva collaborazione tra carcere, enti locali ed associazioni, oltre all’inestimabile apporto dei detenuti. Attraverso la cultura si prepara il futuro reinserimento nella società civile, creando un luogo di pace dedicato al cambiamento.

I nuovi biblioshopper sono realizzati con il sostegno degli assessorati alle Carceri e alla Cultura della Provincia di Genova, e realizzati dai carcerati del laboratorio O’Press curato dalla Bottega Solidale nella sezione Alta Sicurezza del Carcere di Marassi. Il logo è ideato da uno dei detenuti di Chiavari nel concorso di idee per il progetto grafico-artistico bandito dagli studenti della sezione penitenziaria del Caboto.

“La sezione Alta Sicurezza è legata ai reati più gravi, ma il giusto equilibrio tra sicurezza e attività tratta mentali, anche in un contesto così difficile, riesce a produrre iniziative bellissime come questa, dimostrando che i semi della cultura del lavoro e della legalità possono dare frutti ovunque”, dice il direttore del carcere di Chiavari, Paola Penco.

[VB]