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venerdì 3 giugno 2011

Genova: musica e Costituzione per la Festa della Repubblica
Torino: compagni di cella diventano “supporters” anti-suicidi
Palermo: immobile confiscato luogo di solidarietà
Piacenza: inaugurato 20° sportello di Avvocati di strada

Genova: musica e Costituzione per la Festa della Repubblica (fonte La Repubblica Genova)

Genova: musica e Costituzione per la Festa della Repubblica

In occasione della Festa della Repubblica, l’Associazione Nazionale Magistrati ligure e il Comitato per lo Stato di diritto hanno organizzato la kermesse La Costituzione in musica. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma Genova città dei Diritti ed è finalizzata a celebrare in modo speciale la ricorrenza del 2 giugno in coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’evento ha avuto luogo in mattinata a Sanremo, presso il Cinema Centrale, e nel pomeriggio a Genova, nell’atrio del Palazzo Ducale, dove gli studenti hanno letto passi e commenti della Costituzione, accompagnandoli da intermezzi musicali, brani eseguiti dagli allievi del Conservatorio Paganini, e memorie di attori, magistrati, avvocati e insegnanti. La Presidenza della Repubblica si è compiaciuta per l’iniziativa e non ha escluso che in futuro possa parteciparvi lo stesso presidente Napolitano.

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Torino: compagni di cella diventano “supporters” anti-suicidi

La solitudine è molto spesso una costante del dolore detentivo e quando viene associata a situazioni di forte disagio psicologico rischia di diventare l’anticamera del suicidio. Pietro Buffa, direttore del carcere Le Vallette di Torino, ha dato il via allo studio di un progetto che punta a risolvere questo problema, basandosi sulla solidarietà fra detenuti, che condividendo lo stesso percorso carcerario possono riuscire a capire, meglio di chiunque altro, la condizione dolorosa dei compagni di cella. Come hanno già sperimentato nelle carceri anglosassoni, l’iniziativa, che dovrebbe essere messa a punto già nelle prossime settimane, coinvolgerebbe su base volontaria i detenuti appellanti e con una condanna di primo grado non inferiore agli otto mesi, ai quali verrebbe chiesta la disponibilità, previa adeguata formazione, di offrirsi come accompagnatori dei compagni di cella che mostrano disagio psicologico, per dare loro sostegno costante attraverso il dialogo e la vicinanza. Il progetto verrà affiancato dall’adozione di ulteriori procedure sia durante le traduzioni sia al momento dell’ingresso in carcere, sia in itinere, al fine di scongiurare il più possibile gesti autolesionistici e anticonservativi.

Il direttore del penitenziario torinese ha spiegato l’obiettivo del progetto: “Vogliamo sperimentare un nuovo modello di comunità all’interno del carcere, perché tutti sono responsabili morali degli altri. All’interno della struttura la prima cosa che abbiamo capito è che le persone non vanno mai lasciate da sole in cella, per questo chiederemo aiuto ai detenuti che vogliono impegnarsi, li formeremo, coinvolgendoli nell’accompagnamento senza, però, delegare loro compiti né di cura né di controllo che devono continuare ad essere svolti dall’amministrazione. Quello che ci preme sottolineare - ha proseguito Buffa - è che questo non è il carcere della disattenzione. Spesso dobbiamo fare i conti con carenza di mezzi e di risorse, ma sarebbe ingiusto sia per chi qui lavora, sia per chi qui vive, pensare che problemi come i suicidi non ci toccano o ci toccano in modo marginale, poiché da sempre c’è grande attenzione a questi temi, un’attenzione che puntiamo a rafforzare ulteriormente”.

Un progetto che non punta semplicemente alla soluzione concreta di un problema, seppur estremamente drammatico come questo, ma coinvolge l’intera comunità carceraria, facendo sì che si stringa, come in un abbraccio, intorno al singolo in difficoltà.

[MCF]


Palermo: immobile confiscato luogo di solidarietà


Palermo. Un immobile confiscato alla mafia è diventato la nuova sede dell’Associazione di Volontariato Penitenziario. Trasmesse, durante l’inaugurazione, alcune scene dello spettacolo teatrale Lamentu per la morte di Peppino Impastato. Grande l’impegno dell’Associazione negli istituti penitenziari di Ucciardone e Pagliarelli, dove lavora al sostegno dei detenuti sin dal novembre del 2000. Biblioteca, guardaroba, colloqui di sostegno morale e scolastico, oltre a corsi di lingua italiana per gli stranieri, i servizi che soci volontari dell’associazione offrono ai detenuti, progetti finalizzati ad un loro ottimale reinserimento nella società. Oltre alle persone all’interno del carcere, la onlus si occupa delle loro famiglie all’esterno, aiutandole nello svolgimento di pratiche burocratiche, organizzando donazioni di indumenti o materiale bibliografico. Lo straordinario contributo dell’As.Vo.pe permette a chi sta scontando la pena di far fronte ai disagi e alle difficoltà connesse alla reclusione. I laboratori creano un legame affettivo con l’esterno e allo stesso tempo sostituiscono la famiglia lontana, evitando che i detenuti si sentano abbandonati ed improduttivi.

[VB]


Piacenza: inaugurato 20° sportello di Avvocati di strada

Consentire un effettivo accesso alla giustizia anche agli emarginati è il compito precipuo dell’Associazione Avvocato di Strada Onlus, che da anni mette in campo professionisti volontari che scendono letteralmente per le vie dei principali centri italiani al fine di ricevere gli homeless, direttamente presso i centri di accoglienza e i dormitori pubblici e offrendo loro assistenza legale gratuita. A Piacenza gli avvocati volontari hanno unito le loro prestazioni alle attività consuete della Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio. Il risultato è stato presentato il 27 maggio scorso in occasione dell’inaugurazione del nuovo sportello legale per le persone senza dimora, che ha portato a quota venti il numero delle città che aderiscono alle iniziative dell’associazione e ne ospitano i servizi. Fanno parte del virtuoso circuito oltre seicento avvocati volontari, che dal 2001 ad oggi hanno aperto più di seimila pratiche nelle città di Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Milano, Macerata, Modena, Napoli, Padova, Pescara, Roma, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto, Trieste.

L’esigenza di un’azione di tutela legale, prestata da professionisti volontari, in favore di persone in situazione di forte marginalità nasce nel 2000 da una semplice constatazione: spesso la vita di strada rende queste categorie un facile bersaglio di chi la legge deve farla rispettare. Questo accade non perché i senza tetto siano meno rispettosi della legge ma perché è facile incorrere in problematiche legali per chi vive nella condizione di invisibilità in cui essi sono ridotti, anche solo per problemi relativi alla residenza anagrafica. Inoltre l'associazione per la sua specificità ha rappresentato in questi anni un osservatorio privilegiato sul disagio sociale. Le necessità che di volta in volta vengono espresse dai senza dimora, forniscono indicazioni importanti sulle lacune della società odierna e sugli interventi utili a tentare di ridurle.

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