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venerdì 20 maggio 2011


XIX Capaci: il ricordo si fa epicentro della cultura della legalità

logo XIX anniversario della strage di Capaci

Sono già trascorsi 19 anni dalla strage che ha stroncato la vita di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli uomini della sua scorta. Il magistrato palermitano rimane una figura indelebile, insieme al suo collega Paolo Borsellino, della storia del nostro paese: un simbolo della lotta al crimine organizzato. Insieme, due eroici magistrati antimafia, ma anche due altissimi esempi di comportamento. Con il loro sacrificio hanno dimostrato che la pianta infestante del fenomeno malavitoso non va semplicemente potata, assicurando alla giustizia i responsabili diretti, ma estirpata, intervenendo sulle sue radici che sono di tipo economico, sociale e culturale.

Anche quest’anno, le innumerevoli commemorazioni non intendono limitarsi all’aspetto celebrativo, ma puntano ad instaurare un percorso di conoscenza, consapevolezza e responsabilità con l’obiettivo di integrare la memoria civile all’interno di un disegno più ampio di cultura della legalità, al fine di crescere con le istituzioni e rendere effettivo l’impegno di magistratura e forze dell’ordine. È questo il senso delle tante iniziative avviate questa settimana e che culminano a Palermo con l’appuntamento di lunedì 23 maggio, giorno in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci e data simbolo per la legalità e l’antimafia.

A dare il la, nei giorni scorsi, è stata la scuola elementare Giorgio La Pira che ha sfilato in una lunga marcia per le vie del capoluogo siculo, attraverso I luoghi di Falcone, passando per la casa natia del giudice in via Castrofilippo, l’oratorio Santa Teresa alla Kalsa e il convitto di piazza Settangeli dove ha studiato. L’iter si è concluso a via Notarbartolo con la consueta apposizione di biglietti e pensierini sulla magnolia dedicata al magistrato. I giovani si sono poi esibiti in un musical dedicato ai temi ambientali e alla sensibilizzazione nei confronti della raccolta differenziata, in opposizione alla gestione mafiosa del sistema dei rifiuti.

Anche le Nazionali basket e calcio Magistrati scendono in campo per non dimenticare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quest’anno le manifestazioni agonistiche sono sponsorizzate dal Centro regionale Trapianti con l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità ma al contempo sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione degli organi. In occasione dell’evento l’assessorato alla Sanità ha stanziato alcune borse di studio per un valore di diecimila euro da destinare a studenti delle scuole superiori che si saranno distinti nell’elaborazione di prodotti (temi, spot, ricerche) sul tema della donazione e della legalità.

Torna ad animare il centro di Palermo anche Il villaggio dei Diritti e della Legalità che, giunto alla sua terza edizione, si arricchisce di nuovi protagonisti. Quest’anno accanto alle forze dell’ordine, ai volontari delle associazioni pizzo free e impegnate nel recupero delle terre confiscate, insieme a personaggi dello spettacolo e ai poliziotti e i giudici americani che lavorarono con Falcone, partecipano anche i giovani migranti e gli studenti del circondario. Esplicative le parole del presidente della Provincia Giovanni Avanti, che ha detto: “Parlare di legalità non può prescindere dall’affermazione quotidiana dei diritti dei cittadini da preservare accanto al rispetto delle regole e dei doveri. Per questo il Villaggio nell’edizione 2011 assume anche un importante valore multiculturale ospitando la testimonianza di tanti giovani immigrati che nel nostro territorio sono impegnati a costruirsi un futuro. Un futuro che sarà anche quello nostro e dei nostri figli. Di fronte agli avvenimenti degli ultimi mesi, alle masse di migranti in fuga verso l'Europa, la sfida per i Diritti e la Legalità diventa ancora più complessa ma nel contempo più irrinunciabile”.

L’inaugurazione è prevista sabato alle 9:30 con i pizzini della legalità che i ragazzi delle scuole e i cittadini possono appendere all’albero in piazza Verdi, in ricordo di quello di via Notarbartolo. Segue la proiezione della docufiction Io ricordo, diretta da Ruggero Gabbai e liberamente tratta dal libro Per questo mi chiamo Giovanni. Degustazioni dei prodotti provenienti dai terreni confiscati e dalle imprese che dicono no al pizzo sono poi disponibili presso gli stand allestiti in piazza. Ad aprire la giornata di domenica, un concerto della fanfara del XII battaglione dei carabinieri. Alle 18 incontro multiculturale con l’Agorà dei diritti umani e civili, per parlare di flussi migratori dal Maghreb e dall’Africa sub Sahariana insieme alle associazioni che si occupano di immigrazione e integrazione degli studenti stranieri. Conclude questa due giorni di preparazione, la premiazione della prima edizione del concorso Giuseppe Di Matteo: La Storia e il Sogno con i lavori dei ragazzi delle scuole della provincia.

Contemporaneamente, da Civitavecchia e da Napoli, due navi, messe a disposizione dalla Snav e simbolicamente battezzate Giovanni e Paolo, salpano in direzione del capoluogo siciliano. A bordo 2500 studenti accompagnati dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e dal presidente di Libera Don Luigi Ciotti. Ad accoglierli al porto, intonando l’inno di Mameli l’indomani mattina, le delegazioni delle scuole di tutta la Sicilia. Ad invadere le piazze e i luoghi della manifestazione, migliaia di studenti provenienti da tutta Europa, che nel corso dell’anno scolastico hanno partecipato al concorso Il mondo che vorrei promosso dal Miur e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone. Cuore della manifestazione è un convegno ospitato nell’aula bunker dell’Ucciardone, dove si svolse il maxiprocesso, dal titolo Giovanni e Paolo, due italiani. Con l’occasione viene firmato dal ministro Gelmini e dal presidente del Forum degli Oratori Italiani, don Marco Mori, un Protocollo d’Intesa per promuovere l’impegno degli studenti in attività di volontariato sociale e di educazione alla legalità. In serata, sempre all’insegna del ricordo, a Villa Trabia terza edizione di L’Antimafia s’a canta, promossa dall’organizzazione giovanile Amunì. Ad avvicendarsi sul palco le band dei Venus & the Monkeys, Carmina Solis, Hank!, Munnizza, Iotatò.

Anche Rai Gulp commemora il tragico evento mandando in onda Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi, cartoon coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte in collaborazione con la Regione Sicilia, che racconta sotto forma di metafora la lotta alla mafia condotta dai due giudici palermitani. Il cartone animato da dicembre sarà anche un libro firmato da Rai Eri con la prefazione di Manfredi Borsellino. Elogiato come prodotto per l’infanzia anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sarà inserito in un kit sulla legalità prodotto dalla Regione Sicilia e distribuito gratuitamente nelle scuole.

Iniziative commemorative anche a Firenze: all’interno della mostra-mercato dell’ecosostenibilità Terra Futura si svolge l’evento Vinciamo i clan. Un progetto contro le mafie, durante il quale viene illustrato un progetto al quale aderiscono i sindacati Filca-Cisl (federazione italiana lavoratori costruzioni e affini), Fiba-Cisl (federazione italiana bancari assicurativi) e Siulp (sindacato italiano unitario di polizia). Per la prima volta cittadini, sindacato e istituzioni si sono alleati per rompere il fronte dell’indifferenza verso il crimine organizzato. A seguire è previsto anche un incontro con le scuole con la proiezione dello stesso cartoon su Falcone e Borsellino e di un filmato realizzato dagli studenti dell’Iti Leonardo da Vinci, intitolato Cento Passi.

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