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venerdì 8 aprile 2011

Emilia Romagna: protocollo e rassegna teatrale per fare sistema
Bologna: operatori edili con Dozza in cantiere
Palermo: Calcio d’inizio al Pagliarelli

Locandina rassegna Stanze di Teatro

Emilia Romagna: protocollo e rassegna teatrale per fare sistema

Stanze di teatro in carcere è una rassegna itinerante, ossia un percorso che invita ad attraversare quei luoghi della detenzione che sono stati contaminati dal teatro. Un protocollo d’intesa, firmato da Regione Emilia Romagna, Coordinamento Teatro Carcere e Prap, vuole a tal proposito favorire il recupero e il reinserimento sociale delle persone detenute, grazie allo stanziamento di 30 mila euro.

Non la semplice rappresentazione di risultati artistico-performativi ma l’intera realtà carceraria romagnola messa a sistema in quanto espressione di innovazione e nuove professionalità. Teatro e carcere compongono ormai un binomio consolidato e costituiscono un luogo d’incontro, fisico e mentale, di realtà reciproche. Il progetto Stanze nasce, in questo senso, per aprire le porte di un labirinto carcerario, non in quanto luogo che intrappola e imprigiona, ma come posto nel quale giungere alla consapevolezza di sé dopo un attraversamento necessario.

Si comincia questo venerdì 8 aprile, alle ore 15.30 presso i laboratori del Centro La Soffitta - Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Quattro stanze da attraversare: si va dall’installazione teatral-musicale Spoon river story. La collina in-cantata, realizzata dal Gruppo Elettrogeno e i Fiori Blu con gli attori detenuti della Casa circondariale di Bologna, alla dimostrazione di training teatrale con i detenuti della Casa di reclusione di Castelfranco Emilia. Passando per momenti di riflessione: ad Armando Punzo, punto di riferimento artistico ed organizzativo che con la sua Compagnia della Fortezza è oramai titolare della più importante esperienza nazionale del settore, è affidata la stanza della lectio dalla quale racconterà la sua avventura ultraventennale. Mentre, la stanza del dialogo vedrà interloquire il Procuratore Generale di Bologna Maria Longo e il regista e portavoce del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna Paolo Billi. E ancora, due spettacoli compiuti: Il mio vicino realizzato dal Teatro Nucleo a Ferrara e La verità salvata da una menzogna, della compagnia Teatro del Pratello a Bologna. Concluderà questa prima tappa la Compagnia della Fortezza di Armando Punzo che presenterà in prima nazionale Il sogno di Faust liberamente ispirato al Faust di Fernando Pessoa.

Un’iniziativa, dunque, che mira a costruire una rete finalizzata a favorire la visibilità di diverse realtà regionali, promuovendone le interazioni con le politiche culturali e sociali del territorio. “In questo modo – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti – si comprende come fare cultura significhi non tanto proporre una mera sequenza di appuntamenti bensì un percorso che si caratterizza per i grandi e significativi risultati raggiunti. Il teatro, così, esprime il suo grande potenziale come fondamentale fattore di benessere”.

Il protocollo è valido fino al 2015 e vede coinvolti circa un centinaio di detenuti, una ventina per istituto (6 carceri in tutto). Questa di Bologna è solo la prima di tre tappe che riprenderanno a giugno e ottobre con il contributo della Fondazione teatro comunale di Ferrara e di Emilia Romagna Teatro fondazione di Modena.

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Bologna: operatori edili con Dozza in cantiere

È ripartita la nuova edizione del progetto Dozza in cantiere, organizzato e gestito dall’Istituto professionale edile di Bologna e finanziato dalla Provincia mediante le sovvenzioni del Fondo sociale europeo. Attraverso un corso di 460 ore, di cui 120 di stage presso il servizio di Manutenzione ordinaria dei fabbricati (Mof), 12 detenuti del carcere bolognese potranno conseguire un certificato attestante la loro competenza professionale in materia edile.

La selezione dei partecipanti è avvenuta in base alle loro attitudini individuali, alle esperienze lavorative pregresse, all’ammontare della pena rimasta da scontare e alle indicazioni della dirigenza carceraria. L’iniziativa prevede un percorso formativo teorico e pratico sulle attività di manutenzione e muratura all’interno del carcere che permetta ai detenuti di imparare a lavorare in sicurezza e dia loro l’opportunità di inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro.

Alla fine del periodo di studio, il 30 giugno prossimo, i partecipanti sosterranno un esame per ottenere l’attestazione della qualifica professionale, mentre i tre allievi migliori saranno integrati in qualità di operatori edili dipendenti nella Mof.

[MVC]


Palermo: Calcio d’inizio al Pagliarelli

Sono 48 i detenuti del carcere Pagliarelli di Palermo che aderiranno al progetto Calcio d’inizio che, sotto la guida di Ignazio Arcoleo, ex giocatore e allenatore della squadra Rosanero, si occuperanno della realizzazione di un campo da calcio prima e della formazione di una squadra poi. E’ un progetto biennale di formazione, educazione e reinserimento sociale quello che il Pagliarelli sta portando avanti con la collaborazione di Confcooperative, Coni, Accademia Psicologia Applicata, associazione Orizzonti Onlus e associazione Idea.

“Aiutare la persona a capire che la condizione di detenuto non è una condanna definitiva nei confronti della società” è l’obiettivo dell’iniziativa e sarà perseguito, afferma l’assessore regionale alle attività sociali Andrea Piraino, attraverso attività che “colleghino l’esperienza dentro il carcere con quella successiva al periodo di reclusione in modo da favorire l’integrazione socio-lavorativa del soggetto indispensabile per non farlo tornare a delinquere”.

E’ la “politica dei piccoli passi” quella che secondo la direttrice del carcere, Francesca Vazzana, può seriamente “contribuire ad arginare il disagio sociale”. E proprio di piccoli passi saranno fatti i percorsi formativi, al termine dei quali, i detenuti coinvolti nel progetto si distingueranno in operai edili, elettricisti, custodi e manutentori del campo di calcio. Costruzione che resterà simbolo di un’esperienza che, come sottolinea il presidente dell’associazione Orizzonti onlus, Ernesto Mangiapane, potrà offrire alla comunità scientifica anche uno spazio di confronto e dibattito su tutto ciò che riguarda le problematiche del sociale e dell’inclusione socio lavorativa dei soggetti svantaggiati”.

[CG]