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venerdì 11 marzo 2011

SFIDE: 30 diplomi al carcere di Rieti
Ravenna: gli studenti Liberi dalle mafie
Dei delitti e delle pene
: mostra-convegno sulle carceri

Renata Polverini consegna diplomi ai carcerati di Rieti (fonte: www.rietilife.it)

SFIDE: 30 diplomi al carcere di Rieti

Si è conclusa con una battuta di Renata Polverini, lo scorso lunedì 7 marzo, la consegna dei diplomi ai detenuti del carcere di Rieti: "È una delle poche volte in cui sono stata contenta di non trovare qualcuno", ha scherzato la presidente della Regione Lazio quando le è stato comunicato che per alcuni dei carcerati che avevano preso parte al Progetto S.F.I.DE si era ormai concluso il periodo di detenzione.

S.F.I.DE è il Sistema Integrato di Formazione per detenuti curato dall'Associazione Temporanea di Scopo con Enaip Lazio, ente capofila, che ha visto impegnati 700 allievi detenuti in corsi professionali organizzati nella più ampia cornice del progetto Chance, promosso e finanziato dall'Assessorato all'Istruzione della Regione Lazio, in collaborazione con l'Ufficio del Garante dei Detenuti, le Direzioni di tutti gli istituti penitenziari della Regione, la rete delle scuole del Lazio presenti nelle carceri (in particolare i Centri territoriali permanenti) e l'Università di Tor Vergata. L'iniziativa è stata pensata nell'ottica di una migliore diffusione del tema della formazione professionale per le persone in stato detentivo, al fine di garantire pari opportunità di accesso ai servizi formativi e di orientamento attraverso la realizzazione di un sistema di azioni innovative nel campo della formazione professionale e dell'accompagnamento al lavoro.

Proprio l'indirizzamento degli allievi verso ambiti professionali e lavorativi immediatamente fruibili all'uscita dal carcere è stato l'obiettivo ultimo dei corsi tenuti nel carcere di Rieti. Qui i detenuti hanno seguito lezioni di italiano per stranieri, di alfabetizzazione informatica e di avviamento a lavori edili polivalenti. Trenta sono stati i diplomi professionali consegnati nel corso della cerimonia a cui hanno preso parte, fra gli altri, insieme al governatore della Regione, anche il presidente della Provincia Fabio Melilli, il sindaco di Rieti Giuseppe Emili  e il garante dei detenuti Angiolo Marroni.

Al termine della manifestazione la governatrice Polverini ha invitato i detenuti ed ex detenuti reatini a ricordare che “questi corsi possono dare la vera libertà, che non è uscire dalle sbarre ma è l’indipendenza economica che vi fa scegliere di non commettere reati”. Parole di incoraggiamento che ricordano quell’articolo 27 della Costituzione in cui il legislatore ha voluto stabilire che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

[CG]


Ravenna: gli studenti Liberi dalle mafie

Terza edizione del progetto Liberi dalle mafie, nato con l’intento di respingere ogni forma di corruzione e di promuovere i principi di legalità e giustizia. La manifestazione, sostenuta ed organizzata dall’istituzione Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna, ha permesso a studenti ed insegnanti delle scuole medie di approfondire i temi relativi al fenomeno mafioso in Italia, attraverso numerose iniziative.

Gli alunni, infatti, hanno partecipato ad alcuni laboratori proposti dall’associazione Pereira, partner del progetto, fingendosi sindaci, imprenditori e liberi cittadini. In questo modo hanno potuto sperimentare le difficoltà e gli interessi politico economici propri dell’amministrazione di una città, soprattutto di fronte a problemi rilevanti come quello dell’evasione fiscale. Gli studenti, poi, hanno incontrato, in vari e significativi appuntamenti, parenti di vittime di mafia e personaggi del calibro di Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera che collabora all’iniziativa, Giuseppe Ayala, magistrato,  Carlo Lucarelli, giornalista e scrittore e Stefania Pellegrini, docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna.

Il percorso ha previsto, altresì, la visione del film Alla luce del Sole, tratto dalla storia di don Pino Puglisi, ed il confronto con le testimonianze dirette delle cooperative che, ogni giorno, sono impegnate nel riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Dal 14 al 18 marzo, inoltre, è prevista la distribuzione della pasta Libera Terra della cooperativa Placido Rizzotto di San Giuseppe Jato (Palermo) in tutte le mense scolastiche a cura dell’impresa Camst di Villanova di Castenaso. Da quest’anno il progetto è potuto entrare anche nelle scuole superiori grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna e della coop Adriatica.

[MVC]

 


Dei delitti e delle pene: mostra-convegno sulle carceri
 
Inaugurata a Pelago (FI) una rassegna fotografica ispirata all’opera di Cesare Beccaria, con il patrocinio delle Camere Penali di Firenze, Prato e Pistoia. L’esposizione, intitolata appunto Dei delitti e delle pene, è in programma dal 5 marzo al 23 aprile 2011, presso la Fondazione Lanfranco Baldi.
 
Un incontro insolito, anche se non del tutto inedito, quello tra arte e giustizia, orchestrato in una serie di binomi incisivi, che hanno caratterizzato questa mostra-convegno. A partire dalla stessa composizione espositiva, divisa in due parti tra interni ed esterni, quasi a simboleggiare l’interiorità della pena e l’estraneità del delitto. La prima sezione, infatti, dedicata alle pene, è costituita dalle immagini di Alessandro Mencarelli, avvocato penalista che da anni unisce la professione alla passione per la fotografia. Oggetto dell’obiettivo di Mencarelli è il carcere come luogo di attesa. Nelle sue istantanee ritrae dettagli di interni delle carceri immortalati nei momenti d’attesa prima di incontrare i suoi assistiti per il colloquio.
 
La seconda parte, invece, rende merito ai delitti della mostra, essendo dedicata agli esterni di abitazioni divenute famose per essere state teatro di omicidi. Da Cogne a Montecchio di Crosara, da Garlasco a Novi Ligure, il tempo ritratto da Fulvio Guerrieri e Paola Della Valle è quello tragico e immobile che si sostanzia nell’agghiacciante normalità di insospettabili mura domestiche.
 
Duplice è stato il pretesto anche all’interno della stessa giornata inaugurale, a margine della quale è stato organizzato il convegno dal titolo 247 anni dopo, cui hanno partecipato diverse figure del mondo della giustizia che, a partire dagli ideali illuministi dell’opera di Beccaria, pubblicata appunto 247 anni fa, hanno cercato seppur marginalmente di fare il punto sull’attuale situazione carceraria in Italia. Tra i relatori presenti Roberto Bartoli, docente di Diritto Penale dell’Università Firenze, Emilio Santoro, docente di Sociologia del Diritto, Università di Firenze, Alessandro Margara, presidente della Fondazione Michelucci, Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate (MI), Michele Passione, membro del Direttivo della Camera Penale di Firenze e dell’Osservatorio Carceri dell'Unione delle Camere Penali Italiane.
 
[DL]