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venerdì 4 marzo 2011

Altamura: il Parco dei Templari strappato alla mafia
Corleone: studenti stranieri al museo della legalità
Giustizia a teatro: se la Storia processa i suoi grandi

una sala del Parco dei Templari (fonte: http://bari.repubblica.it)

 

Altamura: il Parco dei Templari strappato alla mafia

Grazie alla collaborazione fra pubblico e privato l’ex banchettificio della mafia pugliese continuerà a fare da cornice a romantici matrimoni ed in più potrà vantare una nuovissima gestione con a capo uno degli chef maggiormente apprezzati d’Italia.

Per iniziativa dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sarà Gianfranco Vissani, cuoco due stelle Michelin, a portare avanti l’attività dell’ex Parco dei Templari.

Si tratta di una struttura alberghiera di lusso specializzata in ristorazione ed in banchetti di nozze, sequestrata nel 2002 nell’ambito di un’operazione della Direzione investigativa antimafia nei confronti di un appartenente alla criminalità organizzata pugliese. Il bene, poi confiscato in via definitiva, dopo una lunga vicenda giudiziaria è stato liberato e assegnato ad una nuova gestione lo scorso 4 febbraio.

Il parco, da cui prende il nome la struttura, fu realizzato dai Templari su un vecchio insediamento fortificato del 1118, voluto per accogliere e proteggere i  pellegrini diretti in Terra Santa durante le crociate. Il complesso è in ottime condizioni di manutenzione, si estende per oltre 70 mila metri quadrati ed ha un valore di oltre 16 milioni di euro.

Il progetto è stato presentato lo scorso 28 febbraio in conferenza stampa  dal sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, dal sindaco di Altamura Mario Stacca e dal prefetto Mario Morcone, direttore dell'ANBSC. Quest’ultimo ha dichiarato che “il sequestro dei beni confiscati alla criminalità organizzata deve essere una occasione di ricchezza del territorio. Lo Stato con l'avvio di partnership con privati intende valorizzare e rilanciare questo bene, tutelando e, se possibile, incrementando posti di lavoro".

Anche Mantovano ha insistito  sull’importanza di preservare i posti di lavoro e garantire fonti di ricchezza e di sviluppo per il territorio. Del resto, ha sottolineato il sottosegretario ricordando la confisca di una catena di supermercati nel trapanese del boss mafioso  Matteo Messina Denaro, le istituzioni non possono permettere che passi l’assioma “la mafia dà lavoro e lo Stato no”.

Lo chef, intanto, ha già incontrato i 40 lavoratori della struttura ed ha manifestato la volontà di puntare sulla valorizzazione delle produzioni gastronomiche locali per dare continuità alle attività del Parco dei Templari. Secondo Vissani: “sarà un ristorante pronto ad ospitare grandi eventi e feste familiari, a ricevere la visita di un’autorità come a diventare punto di riferimento per un normale lavoratore. E vogliamo anche abbassare i prezzi“.

L’obiettivo è quello di confermare il calendario delle numerosissime prenotazioni di catering già fissate, garantendo elevati standard di qualità dell’accoglienza e del servizio. La stagione dei ricevimenti nuziali si riapre il 25 marzo con due matrimoni…. Tanti auguri e buon appetito!

[MCF]


Corleone: studenti stranieri al museo della legalità

I valori della legalità e della democrazia ed il rispetto dei diritti umani sono stati al centro dell’incontro tra i giovani siciliani dell’Istituto Comprensivo Statale Emanuele Armaforte di Altofonte e gli studenti provenienti da scuole spagnole, polacche e lituane, facenti parte del progetto europeo Comenius. Il programma persegue sia l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la comprensione di culture diverse che il fine di aiutare i giovani ad acquisire le competenze necessarie ad un proprio sviluppo personale e al raggiungimento di una cittadinanza europea attiva.

Per celebrare lo scambio  il numeroso gruppo di studenti, circa una cinquantina, si è recato al Museo della Legalità di Corleone, inaugurato il 15 Agosto 2010. Il museo, sorto all’interno della palazzina appartenuta alla famiglia Provenzano fino al 1985, confiscata nel 2001 e restituita alla comunità solo 9 anni dopo, rappresenta un vero e proprio laboratorio antimafia che racconta, attraverso immagini e video, le varie tappe dell’escalation malavitosa dall’800 ai giorni nostri.

Un’occasione irrinunciabile per dimostrare ai giovani ospiti il desiderio di riscatto da parte di quei territori prigionieri della criminalità e soprattutto per non dimenticare le crudeltà commesse da coloro che hanno abbandonato il cammino della legge e della giustizia.

[MVC]


Giustizia a teatro: se la Storia processa i suoi grandi

Saranno Nichi Vendola e Gabriella Carlucci a vestire i panni degli imputati nei processi che si terranno mercoledì 23 marzo e lunedì 11 aprile prossimi al Teatro Petruzzelli di Bari. Il governatore della Regione Puglia e l'onorevole e sindaco di Margherita di Savoia saranno infatti i protagonisti degli ultimi due appuntamenti con l’iniziativa Giustizia a Teatro.

La rassegna di processi-spettacolo, ultima esperienza di rappresentazioni teatrali ad ambientazione giudiziaria, nasce da un'idea del Comitato Scientifico Organizzare la Giustizia presieduto dal procuratore del tribunale di Bari Antonio Laudati, in collaborazione con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri Bari. Scopo dell'iniziativa, accorciare le distanze tra cittadini e meccanismi processuali attraverso la messa in scena di imputazioni a personaggi ben noti al grande pubblico che la storia non aveva ancora chiamato a deporre e che forniranno l’occasione per ripercorrere alcuni dei temi più cari all’attualità italiana e non.

Ad aprire il ciclo, lo scorso 17 gennaio, la vicenda dei 62 marinai che trafugarono le spoglie di San Nicola a Myra, in Turchia, nel 1087. Michele Emiliano, sindaco di Bari, è stato il capo della spedizione Matteo “Sparro”, prima di passare il testimone al senatore Gaetano Quagliariello, il 5 febbraio, che ha impersonato l’imperatore di Germania e Italia, Federico II di Svevia.

Un’aula giudiziaria a fare da scenografia e tre diversi verdetti per ciascuno degli imputati: tecnico quello di magistrati e avvocati, eccezionalmente fuori dai loro tribunali naturali; mediatico da parte dei direttori delle principali testate pugliesi; popolare quello del pubblico in sala. Due i cartellini. Dicotomici come ogni vera conclusione giudiziaria: rosso o bianco. Condannato o assolto.

Tre verdetti, quindi, anche per i protagonisti dei prossimi processi in cui il rivoluzionario napoletano Masaniello fornirà il pretesto per parlare di meridionalismo e del contributo dei meridionali alla causa dell’unificazione nazionale. A portare avanti le ragioni dell’accusa un pm d’eccezione, Giancarlo Caselli, fronteggiato dalla difesa di Giuseppe Spagnolo, avvocato del foro barese.

Il procuratore di Matera Celestina Gravina e il penalista Egidio Sarno si confronteranno invece nell’ultima serata quando, sul banco degli imputati, salirà Lucrezia Borgia. La vicenda della più celebre delle castellane rinascimentali, attuale oggi quanto ieri, sarà l’occasione per parlare del ruolo della donna e in particolare di quel modello di donna che del potere non è vittima ma artefice. Il pollice più importante sarà comunque quello della giuria popolare, perché - come ha chiosato il procuratore Laudati presentando l'iniziativa - “non è vera giustizia quella che non è condivisa dai cittadini”.

[CG]