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venerdì 18 febbraio 2011

Profumo di Fumne al carcere di Torino
Dalle Alpi alla Lucania: maratona per le vittime di mafia

La fragranza Fumne alla prova-olfatto (www.lastampa.it)

Profumo di Fumne al carcere di Torino

Fragranze fiorite passano attraverso le sbarre della casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino portando una ventata di freschezza in un luogo chiuso, anche agli odori dell’esterno. Rosa, tuberosa, mughetto, gelsomino, fiore di zagara, muschio e ambra irrompono nelle giornate delle detenute grazie ad un laboratorio che le ha rese protagoniste della creazione di un profumo.

Lezioni olfattive – pratiche e teoriche – del tutto simili a quelle tenute all’Università di Cosmetologia di Ferrara, sono state portate all’interno della struttura detentiva piemontese che, in questa occasione, è diventata una vera e propria “olfattoteca”, ospitando ben 200 impalpabili fragranze.

L’iniziativa è stata presentata lo scorso 15 febbraio a Palazzo Madama in una conferenza stampa a cui ha partecipato Laura Tonatto, famosissimo “naso” italiano che nella sua lunga carriera ha lavorato, tra l’altro, ad una collezione di profumi su misura per la regina Elisabetta II.

La nota professionista ha prestato molto volentieri il suo tempo alla realizzazione di questo progetto, che grazie alla collaborazione dell’associazione culturale lacasadipinocchio – da anni impegnata a promuovere diversi laboratori formativi all’interno del carcere torinese – ha dato a 15 detenute, fra i 25 ed i 55 anni, la possibilità di creare un profumo con componenti integralmente scelte da loro.

Per partecipare all’iniziativa la creatrice di fragranze non ha voluto conoscere le storie di queste persone: “sono donne come noi, semplicemente meno fortunate”, inoltre, ha aggiunto la Tonatto: “ho conosciuto in questo periodo persone molto in gamba che hanno deciso di dedicare la loro esistenza ad un mondo che sa molto bene cosa è il dolore”.

Il prodotto finale del progetto è Profumo di Fumne fragranza floreale che prende il nome dal logo che caratterizza tutte le produzioni del laboratorio carcerario e che in piemontese significa “profumo di donne”. Non è un caso quindi che la nuova fragranza sarà lanciata sul mercato proprio in occasione della prossima Festa della Donna.

Per festeggiare in un modo denso di significato e diverso dal solito una festività importante e sempre attuale, dando fiducia a donne che, non meno di tutte le altre, meritano una seconda possibilità. Se la vendita di Fumne andrà bene, infatti, in carcere è già pronto uno spazio per proseguirne la produzione.

[MCF]


Dalle Alpi alla Lucania: maratona per le vittime di mafia


La pace va per…corsa è il titolo di una maratona che attraverserà tutto lo stivale, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, per ricordare le vittime di mafia. La carovana nazionale è promossa dall’associazione Libera, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e in collaborazione con il Miur. Saranno, infatti, gli studenti di vari istituti ad improvvisarsi maratoneti, in un percorso all’insegna della legalità lungo il quale incontreranno monumenti e simboli della lotta al crimine organizzato, oltre ai luoghi più significativi della storia risorgimentale.

Prima tappa in provincia di Asti, si parte il 18 febbraio alle 8.30 dalla piazza di Castell’Alfero, patria di Giovan Battista De Rolandis che nel 1794 inventò il tricolore, distribuendo a Bologna durante i moti insurrezionali delle coccarde bianche, rosse e verdi. Podisti in partenza, gli atleti dell’associazione Ambasciatori d’Asti, accompagnati nel tratto successivo dai bambini delle elementari e poi ancora dagli studenti della scuola media. Nell’ultimo pezzo, in direzione Moncalvo, parteciperanno anche gli studenti della città aleramica.

Forti e importanti i valori che transiteranno idealmente nel passaggio di testimone. Messaggi di pace, legalità, partecipazione, democrazia, memoria, solidarietà per celebrare eroi senza volto, persone che lavorano quotidianamente dando il meglio e diventano celebri solo dopo essere stati ammazzati dai malavitosi, ma anche eroi per caso, vittime innocenti che hanno perso la vita “accidentalmente” in vili lotte tra cosche.

Il taglio del traguardo è a Cascina Graziella, casolare intitolato alla memoria di Graziella Campagna, 17enne siciliana dipendente di una lavanderia, uccisa da due sicari nel 1985 per avere involontariamente letto un biglietto con alcune informazioni riservate, trovato nella tasca di una giacca appartenente ad un mafioso messinese. La cascina, acquistata in precedenza dal braccio destro di Bernardo Provenzano, da alcuni anni è stata sequestrata e destinata ad un progetto umanitario per la costruzione di un centro di assistenza a donne con problemi di dipendenza o vittime di violenze.

La carovana podistica interesserà venti regioni e si concluderà il 19 marzo a Potenza dove si celebrerà la 16ma Giornata Annuale Nazionale della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime delle Mafie.

[DL]