salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 7 gennaio 2011

Milano: cavalli in carcere a Bollate
Schegge di vita: almanacco carcerario per i bimbi di Rebibbia
Solidarietà senza confini: da San Vittore un dono alla Madunina

Immagine dei cavalli nel carcere di Bollate

Milano: cavalli in carcere a Bollate

“Gli  animali in carcere aiutano a riportare rispetto, dignità e soprattutto amore, ingrediente principale per la motivazione al cambiamento”.
È una frase di suor Pauline Quinn che nel 1981 era riuscita a far istituire, per la prima volta, all'interno di un penitenziario americano, un corso di formazione per le detenute: avrebbero imparato ad addestrare i cani, provenienti dai canili, per farli diventare capaci di assistere i disabili motori, non udenti o non vedenti. Ormai negli Stati Uniti non si costruiscono più carceri senza canili interni. Anche perché i tentativi di evasione, di violenza e di suicidio sono diminuiti a dismisura, grazie a questa attività.

Iniziative simili vengono portate avanti anche in Italia. Dal 2007, infatti, l’Associazione Salto Oltre il Muro (ASOM) opera attivamente presso la II° Casa Circondariale di Milano Bollate, dove è responsabile del progetto Cavalli in carcere, un percorso riabilitativo nella devianza sociale mediato dal cavallo.

L’idea si concretizza in un corso di formazione per artieri indirizzato a detenuti preventivamnete selezionati e interessati ad imparare questo mestiere. Il corso di formazione è volto a promuovere il  reinserimento  sociale e lavorativo di persone in esecuzione di pena detentiva, garantendo una competenza nella gestione del cavallo e di una scuderia.

La rilevanza del progetto va ben oltre l’aspetto pratico della gestione dell’animale, il forte impatto emotivo che il cavallo ha sulla popolazione carceraria che se ne prende cura avvalora, infatti, l’importanza delle Attività Assistite da Animali (AAA). Lavorare con un animale di mole così imponente, infatti, obbliga ad un comportamento che necessariamente deve abbassare difese e aggressività per trovare una via di comunicazione non verbale che porti al rispetto reciproco. Nella relazione uomo – cavallo il confronto è sempre diretto, chiaro, onesto e non giudicante e permette al detenuto di elaborare metafore importanti utili alla rielaborazione di comportamenti pregressi.

Un’altra finalità dell’iniziativa è quella di andare incontro al sempre crescente interesse rivolto alla tutela del benessere animale.  La II° casa di reclusione Bollate Milano, infatti, in virtù del suo stato giuridico risulta essere il luogo adatto per l’accoglienza di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, abusati, destinati al macello o arrivati a fine carriera. Per ora il progetto si basa essenzialmente sul lavoro volontario e la struttura ancora non può garantire la continuità dell’operato da svolgere con i cavalli per la mancanza di un campo coperto, è stata però proposta un’altra lodevole iniziativa: l’adozione a distanza dei cavalli del carcere.

Detenuti e cavalli sono due mondi che hanno in comune la reclusione, ma che nel contesto del progetto Cavalli in Carcere si confrontano su un piano di libertà reciproca con l’obiettivo comune di darsi entrambi una seconda opportunità.

 [MCF]

Schegge di vita: almanacco carcerario per i bimbi di Rebibbia

Non un semplice calendario solidale, ma un assortimento di foto inedite e spiazzanti dei detenuti accompagnate da importanti contributi scritti da loro stessi e dagli operatori attivi dentro e attorno al carcere di Rebibbia, a cominciare dal direttore dell'istituto, Stefano Ricca.

Il calendario 2011 Schegge di vita nella Casa di Reclusione Rebibbia è il risultato di un percorso formativo alla cui realizzazione hanno partecipato e contribuito, senza alcun onere, tutti i protagonisti della realtà carceraria. Sponsor di prestigio alla presentazione dell'almanacco, che si terrà presso Casetta Rossa (via Magnaghi, 14) saranno gli autori Maria Falcone, docente presso i gruppi pedagogici del medesimo istituto di reclusione e Luca Leone, giornalista e saggista; Antonella Barone del Dipartimento della Amministrazione penitenziaria; Giulia Merenda, docente sceneggiatrice e regista.

I proventi della commercializzazione del calendario, escluse le spese di produzione, saranno devoluti all'associazione Roma Insieme, che si occupa dei bambini del nido di Rebibbia-Femminile, al fine di migliorare la condizione dei piccoli costretti loro malgrado a vivere chiusi in un ambiente degradato, grigio e inadeguato rispetto alle loro esigenze di crescita. Ancora una volta il tempo carcerario si fa metafora di un momento non meramente detentivo ma anche formativo e costruttivo per chi vive l'esperienza della reclusione.

[MP]

Solidarietà senza confini: da San Vittore un dono alla Madunina

Milano. In origine è stato un appello di solidarietà, alla fine ne è nata un'iniziativa che ha portato un po’ di luce nel buio dei corridoi carcerari. E i confini si sono dileguati, le sbarre smaterializzate e la generosità ha avuto la meglio sulla sfiducia e la tristezza. Questa è la morale della favola che ha visto sei detenuti sudamericani del carcere di San Vittore donare 100 collane realizzate a mano, alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano per il restauro della Grande Guglia che sorregge la statua della Vergine.

Non è un miracolo di Natale, uno di quei gesti di buonismo che fanno capolino tra le pagine ingrigite di un'Italia che si appresta affannata ad affrontare un nuovo duro anno di crisi. E' un dono che, come tutti i doni, porta beneficio a chi lo fa prima ancora di chi lo riceve. "I sei ragazzi - spiega Rosalba Riva, una volontaria del carcere - mi hanno detto 'noi siamo milanesi temporaneamente, siamo extracomunitari e, usciti dal carcere, saremo sicuramente rimpatriati, ma vogliamo dare queste nostre creazioni per il restauro del Duomo'".

Un secco no alla xenofobia e all'intolleranza, alla disperazione e allo svilimento. Ascoltando l'appello del Cardinale Dionigi Tettamanzi lo scorso ottobre, i detenuti si erano immediatamente trovati d'accordo per rispondere come meglio potevano alla richiesta di sostegno economico per il restauro della Cattedrale. E così hanno seguito un corso di oreficeria, le lezioni con Rosalba, la consulenza dei maestri orafi milanesi, per realizzare 100 rosari che portano il marchio Collana Corona. Questa etichetta del made in San Vittore è stata anche registrata e tutelerà la produzione del penitenziario anche a livello internazionale.

Le spese sono state sostenute interamente da Rosalba e la speranza è che con l'aggiunta delle donazioni si possa avviare un progetto di reinserimento stabile per i reclusi di San Vittore. Le 100 collane sono esposte al Duomo Infopoint di Via Arcivescovado e si possono acquistare con un'offerta minima di 25€ alla Veneranda Fabbrica per il restauro della Grande Guglia. La Curia Ambrosiana e il Cardinale Tettamanzi hanno espresso il loro plauso per l'iniziativa che, a detta dei detenuti, gli ha permesso di ritrovare una dignità persa al varcare dell'uscio carcerario.

[EdS]