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venerdì 8 ottobre 2010

Jailhouse: musica fra carcere e rock
Enna: consegna diplomi Progetto Arcobaleno
Il carcere che cambia: via al progetto Crescere educando

Logo Jailhouse Rock

Jailhouse: musica fra carcere e rock

Un mix di carcere e rock nel nuovo programma Jailhouse rock, “suoni, suonatori e suonati dal mondo delle prigioni”, di Radio Popolare Roma (103.3 fm). In onda ogni mercoledì alle ore 20, il programma è condotto da Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, uniti da un lungo impegno nell’associazione Antigone, con il supporto dell’inviato speciale da Rebibbia, il direttore del carcere Carmelo Cantone. La musica per raccontare storie passate e presenti che attraversano il mondo carcerario.

Il titolo del programma prende il nome della canzone portata al successo da Elvis Presley con la volontà di rievocare nella mente dei radioascoltatori la scena finale (e indimenticabile) del film The Blues Brothers: la Band al completo è di nuovo in prigione, dopo aver trionfato nella propria missione per conto di Dio, e suona per i compagni detenuti il brano Jailhouse Rock.

La trasmissione è trasmessa anche in streaming sul sito di Radio Popolare Roma, e gli ascoltatori possono intervenire in diretta per esprimere opinioni, per raccontarsi e raccontare.

 
[GG]

Enna: consegna diplomi Progetto Arcobaleno

Si è concluso giorni fa il progetto Arcobaleno, un percorso formativo con l’obiettivo primario di fare acquisire ai detenuti delle carceri di Enna, Nicosia e Piazza Armerina, competenze valide nel campo del restauro del mobile antico.

Consegna dei diplomi e delle borse di studio agli 8 detenuti che in quasi un anno, affiancati da due maestri artigiani, Angelo Scalzo e Maria Angela Sutera, hanno ristrutturato sculture policrome e arredi antichi di Prefettura, Camera di Commercio ed altri enti, con estrema abilità e creatività.

Un percorso realmente valido per il loro reinserimento nella società una volta riacquistata la libertà e un contributo a far diminuire il rischio di “sbagliare di nuovo”, come ha spiegato Salvo Flerese, garante regionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti: “E’ stato accertato, dati alla mano, che i detenuti che riescono ad avere un mestiere ed a trovare un lavoro difficilmente pensano a delinquere”.

Ma soprattutto la validità dell’iniziativa del carcere di Enna è confermata dalla soddisfazione degli stessi partecipanti. “Usciti dal carcere possiamo dire di avere un mestiere – ha dichiarato Giuseppe C. – Poi mi fa piacere cercare di far rivivere al meglio tutto quello che è stato importante nel passato; acquisire queste tecniche che consentono di far brillare cose che erano state quasi abbandonate”.
 
[GG]

Il carcere che cambia: via al progetto Crescere educando

Aiutare circa 300 minori la cui vita è stata segnata dal carcere nel loro “difficile” percorso di crescita per facilitarne il reinserimento nella società, è questo lo scopo principale del progetto Crescere educando.

Si tratta di un vero e proprio programma di formazione e educazione che coinvolgerà, per un periodo di due anni, gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 21 anni del circuito penale minorile di Palermo, Caltanissetta e Messina. In un percorso che unisce teoria e pratica, i ragazzi saranno impegnati nella realizzazione di due imbarcazioni a vela di 6 metri, impareranno a leggere e scrivere una sceneggiatura per ricavarne un cortometraggio ed inoltre potranno conoscere dall'interno il mondo della radio e di Internet per poi creare una web radio.

Le diverse attività si svilupperanno sia dentro che fuori le mura dei centri e delle comunità e saranno gestite dalle cooperative sociali coinvolte nel progetto: ''Azzurra'', ''Giovanni Paolo II'', ''Infomedia'', ''Santa Agostina'', ''Efrem'' e dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. In un territorio, come quello siciliano, dove forte è la tendenza a tornare a delinquere dopo il periodo di detenzione, ecco un’iniziativa che si propone di sostenere concretamente questi giovani nello sviluppo di un progetto di vita nella legalità. "Per questi territori particolarmente a rischio di criminalità minorile - spiega Michele Di Martino, direttore del Centro per la Giustizia Minorile - questo progetto attiva azioni di contrasto all'aggancio e contro le consorterie mafiose".

Un progetto innovativo e di alto valore sociale, finanziato dall'assessorato regionale alla Famiglia e che si inserisce nel programma quadro ''Giovani protagonisti di sé e del territorio''. Una proposta, che nasce da sentimenti di comprensione e accettazione nei confronti di questi adolescenti che spesso hanno alle spalle situazioni familiari e personali dolorose, cercando di responsabilizzarli rispetto alle proprie azioni, senza colpevolizzarli.

"Crescere educando - ha evidenziato il coordinatore del progetto, Giorgio Urbano - è un progetto connotato da una forte valenza educativa e non meramente punitiva. I ragazzi vedono attraverso noi una possibilità reale, con una motivazione giusta, di uscire fuori dalla delinquenza e dalla tossicodipendenza".
 
[FM]