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venerdì 24 settembre 2010

Verona: detenuti giurati del Premio E. Salgari
Campania: dalle sbarre al palcoscenico
Genova: detenuti a pranzo con i figli

Premio Emilio Salgari 2010

Verona: detenuti giurati del Premio E. Salgari

Il romanzo Le balene lo sanno. Viaggio nella California messicana di Pino Cacucci ha vinto il Premio di letteratura avventurosa Emilio Salgari 2010. Lo ha deciso una giuria di lettori che, per la prima volta, è stata un po’ diversa rispetto alle precedenti due edizioni del concorso: ben trenta detenuti-lettori della Casa Circondariale di Montorio, a Verona, hanno infatti letto ed espresso la propria preferenze fra la triade di opere finaliste, dopo aver incontrato e chiacchierato con gli autori delle stesse (Mino Milani, Alfredo Colitto e Pino Cacucci).

La “giuria carceraria” ha poi conosciuto in anteprima il nome del vincitore al quale è stata assegnata una menzione speciale, letta da un giurato in permesso premio in occasione della premiazione ufficiale a Negrar, presso la Galleria Vason Caprini. Agli scrittori è stato anche consegnato un nuovo numero di MicroCosmo, pubblicazione dal carcere di Verona, con uno speciale sulle testimonianze sia dei detenuti che degli scrittori.

Stupendo ed insolito modo per far entrare in contatto il mondo carcerario con quello letterario, l’esperienza è stata così commentata da Maurizio, uno dei giurati: “Il carcere, per quanti muri e stereotipi possa costruire, finisce sempre, se lo vogliamo, per unire anziché separare le persone. Lo sforzo condiviso stabilisce un forte legame che va oltre i giudizi e i pregiudizi. Perché il carcere sia esperienza di vita, un luogo che non genera solo dolore ma fornisca anche la cura”.

L'iniziativa, che inaugura la presenza dell’istituto penitenziario alle future edizioni del Premio Salgari, è stata promossa dal garante dei diritti dei detenuti di Verona e realizzato dall’associazione culturale MicroCosmo con il Consorzio Pro Loco Valpolicella.

[GG]

Campania: dalle sbarre al palcoscenico

E’ partita la sesta edizione di Il carcere possibile, la rassegna teatrale organizzata dall'omonima Onlus con il Teatro stabile di Napoli. Si tratta di 11 spettacoli teatrali provenienti da 12 istituti di pena della Campania presso la sala Ridotto del Mercadante. Iniziata il 20 settembre al Teatro Stabile di Napoli, l'ultima rappresentazione della rassegna si terrà il 27 settembre nella Casa Circondariale di alta sicurezza di Benevento per consentire la messa in scena del laboratorio teatrale tenuto dalle detenute che non possono usufruire di permessi neanche se scortate.

Gli spettacoli, sono il risultato finale di un lungo lavoro di preparazione che ha coinvolto detenuti, registi, attori, magistrati, operatori penitenziari, polizia penitenziaria e associazioni di volontariato negli Istituti penitenziari campani di: Airola, Ariano Irpino, Arienzo, Benevento, Eboli, Lauro, Nisida, ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa e di Napoli, Poggioreale, Santa Maria Capua Vetere e Secondigliano.

Un grande progetto nato nel 2003 nell'ambito di un articolato programma di solidarietà sociale, civile e culturale verso i cittadini detenuti promosso dalla Camera Penale di Napoli, in collaborazione con lo Stabile e il Provveditorato dell’amministrazione penale regionale, finanziato dal Ministero della giustizia attraverso il provveditorato Regionale.

“Siamo fieri di questo sesto anno di lavoro – spiega il responsabile Riccardo Polidoro - soprattutto in considerazione dello stato delle carceri nella nostra regione”. Elogi per l’iniziativa anche dal presidente dell'associazione Il carcere possibile, Sandro Forlani: “Questo progetto educativo è importante per il reinserimento sociale del detenuto. Che acquista maggior valore quando si parla di minorenni e nel progetto sono coinvolti i due carceri minorili di Nisida e di Airola'”.

[FM]

Genova: detenuti a pranzo con i figli

Spazi aperti e famiglie, questa la nuova ricetta del carcere di Chiavari. Nell’Area Verde dell’istituto di pena, infatti, ai detenuti che ne hanno fatto richiesta, è data la possibilità di pranzare con i propri bambini e le famiglie.

Un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l'assessorato alle Carceri della Provincia di Genova, che ha messo a disposizione specifici buoni per acquistare i generi alimentari per i pasti, la direzione della Casa Circondariale, la Polizia Penitenziaria che tutela la sicurezza degli incontri e gli assistenti volontari che provvedono all'acquisto dei prodotti per questi pasti con le famiglie delle persone recluse.

L'Area Verde di 120 metri quadrati, realizzata con il finanziamento della Provincia, l'impegno diretto dei reclusi e la collaborazione di aziende, scuole e associazioni, si trasforma così per qualche ora in un particolare spazio di convivialità che accoglie detenuti e familiari. Un modo, per continuare il proprio ruolo di genitori e coltivare gli affetti più cari anche durante il difficile periodo della detenzione. “Per questo - secondo l’assessore Milò Bertolotto - il nuovo direttore della Casa Circondariale Paola Penco, in collaborazione con la Provincia ha promosso la possibilità degli incontri proprio nell'Area Verde nella convinzione che queste collaborazioni, con il forte impegno anche della Polizia Penitenziaria e dei volontari siano il segno di una comune attenzione a un fattore molto importante come il diritto alla genitorialità anche all'interno del carcere''.

Un tema questo legato a quello dell’umanizzazione della pena, che cerca di rispondere alle esigenze delle persone detenute facendo particolare attenzione ai minori coinvolti, i soggetti più esposti nei casi di detenzione di un genitore.  “Uno spazio che non è nato per abbellire il carcere – ha detto un detenuto all’inaugurazione – ma per dare ai nostri figli la possibilità di reggerne meglio l’impatto”.

[FM]