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martedì 29 agosto 2017

Teatro carcere - Arrivano gli Ubu: evasioni patafisiche, patascuola e varieté.
CC Civitavecchia - Risveglio: un laboratorio di cinema, tanta passione e il Cielo tra le sbarre.
Borsellino e "Ubu re", paladini del bene e del male, in scena dentro e fuori il carcere.

Evasioni patafisiche al PraT

La patafisica è la scienza che studia le regole delle eccezioni, dimostra la coincidenza degli opposti e trova soluzioni immaginarie a problemi decisivi, come il calcolo della superficie di Dio.
Questo secondo il suo inventore, Ubu padre, sovrano di magnifica stupidità e codardia, creato dallo scrittore e drammaturgo Alfred Jarry alla fine del XIX secolo per raccontare con toni grotteschi e corrosivi i lati oscuri del potere.

Dalla patafisica “scienza” prende il nome la corrente artistica considerata antesignana del surrealismo e che dalla sua nascita non ha mai smesso di influenzare con nonsense e paradossi la creatività di scrittori, drammaturghi, comici e musicisti (vi si sono ispirati , fra i tanti, Satie e Capossela, Fo e Bergonzoni).
Tuttora la patafisica vanta istituzioni improbabili, una gerarchia, un calendario perpetuo ed oggi anche una Patascuola.

A fondarla è stato Paolo Billi - dal 1998 direttore artistico di laboratori presso l’istituto minorile della Pratello prima ed ora anche alla casa circondariale di Bologna – per formare chi vuole lavorare sulla drammaturgia in carcere perché, precisa; “ non bastano né la volontà, né la pratica”e l’esigenza di formazione è sollecitata dall’aumento di richieste di giovani che vogliono fare teatro con i detenuti. I corsi si terranno da novembre 2017 a luglio 2018  presso il Teatro del Pratello, al n.°53 dell' omonima via bolognese, e si articolano in tre moduli:propedeutica, fondamenti e tirocinio. La scuola  non è  riservata agli addetti ai lavori, ma aperta a studenti, insegnanti, educatori. Oltre alle materie artistiche, l'offerta formativa; comprende vittimologia, giustizia riparativa e approfondimenti vari  sui temi del reato e della privazione della libertà.

Si è scelto di chiamarla Patascuola, chiariscono gli organizzatori, perché affiancherà il progetto triennale "Le Patafisiche" avviato dal  Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna  che vede tutte le realtà che vi aderiscono (sette istituti penitenziari per adulti e i servizi di giustizia minorile) impegnate ad arricchire di nuove gesta l'epopea Ubu e a reinterpretare; lo stile funambolico e farsesco di Jarry.

Dopo "Punch Ubu e il Passator cortese" messo in scena a Parma dalla Compagnia dei Ritiranti , e dopo Mere Ubu varieté realizzato dalla compagnia della Pratello al femminile della Dozza, appuntamento nel cortile dei Servizi di Giustizia minorile il 31 agosto e il 1 settembre con  Evasioni patafisiche, installazione con repliche ogni 30 minuti dalle ore 21, interpretata da adulti e minori in esecuzione penale esterna per la regia di Paolo Billi.

A seguire, il 29 settembre, nell’ambito del Festival internazionale a Ferrara, "Irresistibile ascesa degli Ubu" (produzione Teatro Nucleo) mentre a gennaio alla Dozza arriva "Mere Ubu, impresaria di teatro in carcere", in cui Billi, per onestà intellettuale - visto che gli Ubu ci circondano ma sono anche un po’dentro di noi - prende in giro il suo stesso teatro e il voyeurismo del pubblico di teatro carcere.

Nel 2016, solo negli istituti penitenziari per adulti, sono stati attivati 233 laboratori teatrali che hanno coinvolto 4120 detenuti uomini e 409 donne (Dati Dipartimento amministrazione penitenziaria).

[AB]

Casa circondariale di Civitavecchia Risveglio: un laboratorio di cinema, tanta passione e il Cielo tra le sbarre
 

La Casa circondariale di Civitavecchia, in collaborazione con l'Associazione culturale Real Dreams, il Sistema Museale di Ateneo dell'Università della Tuscia, la Casa editrice Davide Ghaleb, sono orgogliosi di presentarvi Risveglio, il film dei detenuti del nuovo istituto Penitenziario di Civitavecchia.

Più o meno così dovrebbero essere i titoli di testa del cortometraggio di e con Pietro Benedetti,  che questa sera alle 21 verrà proiettato presso il Museo della Città e del Territorio a Vetralla (Via di Porta Marchetta 2)  

"Risveglio" è il film che i detenuti del nuovo Istituto penitenziario di Civitavecchia hanno realizzato, al termine del Laboratorio cinematografico "Un cielo tra le sbarre". Due incontri a settimana per un totale di 5 ore a settimana e 20 ore mensili; 5 mesi e mezzo per complessive 100 ore che sono state ripartite in laboratorio di scrittura e avvicinamento alla recitazione, laboratorio di ripresa video e riprese del progetto filmico, laboratorio di montaggio video, creazione di colonne sonore e, infine, assemblaggio del girato; 37 i detenuti che hanno seguito il laboratorio, con passione e assiduità, rinunciando ad altre attività; 56 i minuti del cortometraggio realizzato. Non sono solo numeri, sono impegno, concentrazione, rinuncia e voglia di imparare. Sono un voler guardare oltre quelle sbarre e cercare il cielo, proprio come il laboratorio di cinematografia o cinematerapia si é chiamato.

La presentazione verrà introdotta da Diana Ghaleb e al dibattito parteciperanno l'attore e regista Pietro Benedetti, gli attori Luisa Stagni, Pino di Persio e Roberto Tesoro, e Davide Boninsegna per la Real Dreams.

Dunque, stasera a tutti verrà presentato il prodotto finale del laboratorio di cinematografia, frutto dell'impegno e della passione che i detenuti hanno saputo e voluto mettere in questa bella possibilità che gli è stata offerta, ma chi con loro ha trascorso i quasi sei mesi di studio, Pietro Benedetti, ha già capito che "il laboratorio si dovrà rifare, lì e dove sarà possibile."[fea]

Trailer del film Risveglio
 

Borsellino e "Ubu re", paladini del bene e del male, in scena dentro e fuori il carcere

Paolo Borsellino come Orlando e Palermo come Roncisvalle, teatro di una morte annunciata. Il giudice, abbandonato dai vertici dello Stato, come il paladino, tradito da Gano di Maganza, e gli uomini della scorta eroici come la retroguardia carolingia, annientata in un’imboscata. Il parallelismo tra il giudice Borsellino e l’eroe della Chanson de Geste è il tema portante de “Il Corno di Olifante” scritto da Patrizio Pacioni e diretto da Antonio Turco, rappresentato stasera dalla “Compagnia Stabile Assai” della casa di reclusione di Rebibbia nel piazzale del Sacro Cuore di Sant’Ilario dello Jonio (RC).

Lo spettacolo rientra nel programma della seconda edizione di “Un palcoscenico oltre le sbarre”, manifestazione ideata da Elena Gratteri e Maria Teresa Badolisani, presidente e vicepresidente dell'Associazione di Promozione Sociale "Politeia - Dentro la Città”. Il testo, ispirato da analogie e ricorrenze (i venticinque anni dalla strage di via d’Amelio, i 500 anni dell’Orlando Furioso), coniuga diversi spunti espressivi – testimonianze storiche e pathos del teatro dei pupi, cronaca ed enfasi cavalleresca - sostenuti da un sound eterogeneo di musica popolare siciliana (Alfio Antico, Rosa Balistreri e Ignazio Buttitta), canzoni d'autore (Battiato e Ivano Fossati) e blues rurale (Robert Johnson e Memphis Slim).

Congiure e faide ma in un luogo senza tempo, simbolo di un eterno riproporsi della “maschera del potere”, non mancano neanche nell’"Ubu re” di Alfred Jarry, messo in cantiere dal laboratorio Teatro Nucleo della casa circondariale di Ferrara guidato da Horacio Czertok, reduce a sua volta dall’ispirazione cavalleresca con "Me che libero nacqui al carcer danno” drammaturgia sulla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, portata dai detenuti attori sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara.

La messa in scena dell'opera di Jarry si annuncia come particolarmente ambiziosa, non solo per quanto riguarda l’elaborazione di un testo considerato precursore del teatro dell’assurdo di Samuel Becket, ma anche perché prevede un coordinamento di tutti i laboratori teatrali degli istituti penitenziari aderenti al progetto di Teatro in carcere in Emilia Romagna (Ferrara, Bologna, Forlì, Ravenna, Modena e Parma), impegnati in altrettante varianti sul tema di “Ubu re”.

La prima parte del percorso teatrale sarà presentata nell’ambito del festival di giornalismo Internazionale a Ferrara nel teatro della casa circondariale il 29 settembre 2017, anche se le prenotazioni degli spettatori esterni si chiuderanno il 31 agosto.

Gli interessati devono inviare richiesta e dati anagrafici a info@teatronucleo.org. Per informazioni e dettagli è possibile anche chiamare i numeri 0532.464091 o 348.9655709.[AB]


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