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venerdì 17 settembre 2010

Firenze: detenuti riparano le bici rimosse
Bologna: Provarci gusto, delizie per il palato nel carcere minorile
Milano: asilo nido per figli guardie carcerarie

Detenuto aggiusta bicicletta

Firenze: detenuti riparano le bici rimosse

Riprenderà a breve, nel carcere di Sollicciano e nell’Istituto minorile Meucci, il servizio di riparazione delle biciclette rimosse per violazioni del codice stradale. Su proposta dell’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, la giunta comunale di Firenze ha, infatti, rinnovato la convenzione con la Cooperativa Ulisse e i due istituti penitenziari scaduta qualche mese fa.

Meccanici d'eccezione saranno quindi a lavoro nei due laboratori interni agli istituti di pena per sistemare i mezzi a due ruote che si accumulano nei depositi comunali e acquisiti dal comune come oggetti abbandonati perché non reclamati.

Quest’anno l'intesa, è stata rinnovata con un elemento di novità aggiuntivo: la previsione che il 2% delle biciclette riparate siano destinate all''amministrazione comunale. Secondo l'accordo, infatti, il comune s’impegna a donare alla Cooperativa sociale Ulisse le biciclette necessarie all'attivazione delle officine dei due istituti di pena. Le bici riparate saranno poi vendute dalla cooperativa e i relativi proventi dovranno essere destinati esclusivamente alla prosecuzione dell'attività.

Tra gli impegni della cooperativa Ulisse, vi sarà, oltre a quello di utilizzare il ricavato della vendita per la prosecuzione delle attività previste dal protocollo, anche quello di assumere come soci-lavoratori il numero di detenuti necessario a svolgere il lavoro di riparazione.

La direzione del carcere di Sollicciano e quella dell’istituto Meucci da parte loro si assumono l’obbligo di individuare i soggetti da avviare al lavoro nelle officine, di favorire l’attività lavorativa e formativa dei detenuti assicurando il rispetto degli orari programmati, di attivarsi perché le persone che rientrano nel progetto scontino la pena nelle due strutture. E per quanto riguarda il Meucci anche di concedere in comodato gratuito alla Cooperativa Ulisse i locali individuati all’interno dell’istituto.

Secondo i responsabili delle strutture carcerarie l’iniziativa rappresenta un valido strumento di socializzazione nonché un’esperienza di grande utilità per il reinserimento socio - lavorativo dei detenuti.

[FM]

Bologna: Provarci gusto, delizie per il palato nel carcere minorile


Apprendere i trucchi del mestiere del mondo della ristorazione è l’opportunità offerta ai giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorenni (Ipm) di Bologna. Nella nuova cucina-laboratorio, dal nome Provarci gusto, si prepareranno pasticcini e gelati, ma anche pane, pizza, lasagne e tante altre delizie per il palato.

La creazione del laboratorio è stata accompagnata dall’attivazione di corsi di formazione, a cura del Fomal (Fondazione Opera Madonna del Lavoro, ente di formazione accreditato dalla Regione Emilia-Romagna) per diversi profili della ristorazione riconducibili alla qualifica regionale di “Operatore della ristorazione”.

Nato nel settembre 2009 su iniziativa del Centro Giustizia Minorile per l’Emilia Romagna, e sostenuto, oltre che da risorse della Giustizia Minorile, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il progetto coinvolgerà la quasi totalità dei ragazzi che all’interno dell’Istituto si trovano nella fase denominata “orientamento”, che si avvicenderanno nella frequenza dei diversi moduli. Il laboratorio garantirà l’attività formativa nell’ambito della ristorazione per almeno 10-15 anni.

Grande investimento di risorse ed energie pubbliche e private per una scommessa sul futuro dei giovani ospiti dell’istituto: una qualifica professionale che potrebbe favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro una volta fuori dalle mura del carcere. In tal senso si è espresso l'assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi: “Formazione a un lavoro vero e facilmente spendibile all’esterno”.
 
[GG]

Milano: asilo nido per figli guardie carcerarie

Non solo i detenuti vivono la realtà carceraria. Per questo il carcere di massima sicurezza di Opera, alle porte di Milano, avrà un nido aziendale per i figli delle guardie penitenziarie che vi lavorano. L’area potrà ospitare fino a 40 bambini da uno a tre anni. Il provvedimento di attuazione è stato firmato dalla giunta provinciale di Milano martedì scorso.

Ha posto l’accento sulla valenza sociale dell’intervento l’assessore alle politiche sociali, Massimo Pagani: “In questi mesi ho visitato le realtà carcerarie della nostra provincia. Solo lo stretto contatto con chi vive quella realtà può capire l’urgenza di certi interventi, per creare delle condizioni le più possibili normali, e parlo sia dei detenuti che del personale al servizio”.

[GG]