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venerdì 27 agosto 2010

Siracusa: ludoteca del mare per i figli dei detenuti
Modena: gli orti del Sant’Anna, fra carcere e città

Siracusa: una parte della ludoteca del mare per i figli dei detenuti

Siracusa: ludoteca del mare per i figli dei detenuti

Nell’istituto penitenziario Cavadonna di Siracusa è stata allestita una ludoteca dedicata ai bambini che fanno visita ai genitori detenuti del carcere. Colorata, realizzata con materiali riciclabili e rievocante gli spazi liberi marini, questa location permetterà, da una parte, di ridurre l’impatto violento e negativo che il minore ha nell’accedere alla struttura penitenziaria e, dall’altra, di sviluppare un rapporto più diretto fra genitore e figlio.

I bambini saranno accolti da un gruppo di volontari dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, addestrati attraverso il Sistema Formativo Integrato, con giochi, laboratori ed iniziative finalizzate alla conoscenza dei principi basilari del rapporto uomo-natura e della corretta gestione delle risorse ambientali.

Inaugurata lo scorso mese, il progetto nasce da un protocollo d’intesa tra ministero della Giustizia e ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio, a sostegno delle famiglie dei detenuti con la messa in opera di progetti educativi per i minori.

[GG]


Modena: gli orti del Sant’Anna, fra carcere e città


I detenuti del carcere di Sant’Anna di Modena prendono parte alla vita di quartiere attraverso la vendita all’esterno dei prodotti biologici coltivati all’interno della stessa casa circondariale. E’ il secondo anno per il progetto Gli orti di S. Anna, nato in occasione della Festa dei vicini, organizzata dal Comune modenese per creare un momento di aggregazione tra gli abitanti del quartiere.

Fino ad ottobre, l'ultimo sabato del mese i volontari di Carcere-città, gruppo che dal 1986 si occupa dei detenuti della Casa circondariale, allestiscono un mercatino contadino per la vendita, affiancati da due detenuti che lavorano in condizione di semilibertà dentro il Sant'Anna, dalle ore 9 alle ore 12:30.

All’interno del carcere, ad occuparsi di ortaggi e miele rigorosamente biologici e di stagione, sono una decina di detenuti agricoltori. Di certo un modo per rendere meno pesante la vita carceraria, uscire dall’isolamento ed entrare in contatto con il mondo esterno. Ma non solo. Come spiega Paola Cigarini, presidente di Carcere-città, i detenuti “apprendono un mestiere e imparano le regole del lavoro. Inoltre, crescere una pianta e curarla giorno per giorno spinge a riflessioni di altro tipo nel rapporto con il prodotto".

[GG]