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venerdì 6 agosto 2010

Roma: detenuti operatori ecologici nella città antica
Arte e accoglienza nelle carceri di Ragusa e Modica

Roma, una veduta della città antica (http://orizzonti.fotoblog.it)

Roma: detenuti operatori ecologici nella città antica

Indosseranno la divisa dei netturbini cinque detenuti del carcere di Rebibbia impegnati fino al 31 dicembre in lavori di pulitura e di manutenzione ordinaria delle aree archeologiche romane. Partita lo scorso 1° agosto, con la prima “passata di scopa” al Foro di Traiano, l’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa tra Sovrintendenza ai beni culturali del Comune, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e azienda di igiene urbana di Roma (Ama). Questi speciali operatori ecologici, appositamente formati dall’Ama, lavoreranno tre ore al giorno per cinque giorni settimanali ricevendo un compenso. L'Ama fornirà le attrezzature per lo svolgimento delle operazioni e provvederà allo smaltimento dei rifiuti raccolti.

Il progetto venne avviato in via sperimentale il 15 agosto e l'8 dicembre dello scorso anno sempre all'interno delle aree archeologiche romane. “Nasce per offrire una possibilità di reinserimento ai detenuti - spiega il sindaco di Roma Gianni Alemanno - e lancia il modello di sforzo comunitario nella lotta contro il degrado, che coinvolga cittadini e volontariato, scommettendo sulla dignità delle persone e sul loro recupero”. Dello stesso parere è Franco Ionta, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: “Questa iniziativa è un’occasione di reinserimento. Chi lavora non delinque e in questo modo non solo facciamo un’opera di recupero culturale, ma anche di sicurezza”.

La conferma della bontà dell’iniziativa arriva dalle parole di uno dei cinque detenuti partecipanti: ''Questo lavoro mi aiuta ad alleggerire la condanna e mi serve come riscatto sociale. Ho fatto degli sbagli, ma in questo modo faccio anche qualcosa per Roma. Poi avere un lavoro in questo momento di crisi è importante''.


Arte e accoglienza nelle carceri di Ragusa e Modica

Che l’arte sia un modo per migliorare la vita all’interno delle carceri è ferma convinzione dell’assessorato provinciale alle Politiche Sociali di Ragusa che ha organizzato corsi di pittura e decoupage per i detenuti delle case circondariali di Ragusa e Modica. "Queste attività sottraggono gli ospiti delle carceri ai rischi dell’ozio forzato – sottolinea il direttore del carcere di Ragusa Santo Mortillaro – contribuiscono a formarne, ad arricchirne, a indirizzarne la personalità verso obiettivi di autovalorizzazione e recepimento dei valori comunemente condivisi, punto di partenza nel percorso di rieducazione".

Altro progetto messo in cantiere sempre per iniziativa della Provincia di Ragusa e approvato dal Tavolo Tecnico Operativo delle Case Circondariali si chiama Grisù. Un’équipe dell’associazione socio-sanitaria-culturale Ci Ridiamo su di Ragusa accoglierà i bambini figli di genitori detenuti all’entrata degli istituti e li intratterranno con le più varie attività ludiche in aree attrezzate ad hoc fino al momento del loro incontro con i genitori. Il fine è quello di rendere meno traumatico l’ingresso nelle carceri dei bimbi.

[GG]