salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 28 maggio 2010

Rebibbia: in mostra le donne multietniche
I fiori della speranza di Secondigliano
Il Futuro nelle carceri: che il recupero abbia inizio

Locandina progetto Donne multietniche

Rebibbia: in mostra le “donne multietniche”

Roma. Donne multietniche è il nome del progetto che prevede la mostra-mercato di opere d’arte realizzate dalle detenute della casa circondariale femminile di Rebibbia.

Nei giorni 28 e 29 maggio, presso l’ipercoop Casilino (via Casilina, 1011) e il supermercato di Colli Aniene (via Francschini), ceramiche, batik, mosaici, quadri e sculture, coi colori dell’Africa, del Medio Oriente e del Sudamerica possono essere visionate ed acquistate dal pubblico.

Donne multietniche è il risultato del lavoro di circa 15 ragazze, in maggioranza straniere, che frequentano il corso di decorazioni organizzato dal liceo statale d’arte Roma2 all’interno dell’istituto, patrocinato dal ministero della Giustizia, dalla provincia di Roma e dal garante dei detenuti del Lazio. Il ricavato delle vendite andrà in parte alle detenute e in parte al liceo artistico per l’acquisto di materiali destinati al corso.

[MVC]

 

I “fiori della speranza” di Secondigliano

Napoli. Migliaia di piantine colorate, coltivate dai detenuti dell’istituto penitenziario di Secondigliano sotto la guida esperta di tecnici giardinieri, sono messe in vendita, domenica prossima, nella villa comunale di Napoli.

Sono i Fiori della speranza del corso di giardinaggio, organizzato dalla direzione penitenziaria di Secondigliano e l’assessorato all’Ambiente del comune di Napoli, che ha dato la possibilità a nove reclusi di imparare il mestiere di giardiniere. Il ricavato della vendita sarà devoluto a Telefono Azzurro che, a sua volta, con questo denaro realizzerà, proprio all’interno dell’istituto penitenziario partenopeo, spazi accoglienti per i figli dei detenuti e i loro familiari.


Il Futuro nelle carceri : che il recupero abbia inizio

Terra Futura, la mostra delle buone pratiche, quest’anno sarà caratterizzata dalla presenza in anteprima di uno stand dedicato al progetto Recuperiamoci che si occupa del lavoro e delle attività produttive dei detenuti. L’iniziativa in programma a Firenze (Fortezza da Basso) dal 28 al 30 Maggio, nasce da un’idea di Paolo Massenzi, progettista creativo e animatore dell'iniziativa, dalla collaborazione con Ruggero  Russo di Binario Etico di Roma,  Andrea Favati di Informatici Senza Frontiere Toscana. Lo stand verrà inserito nel Padiglione Spadolini al secondo piano (Stand A5A), all’interno dell’area tematica “Azioni Globali – Welfare” e allestito unicamente con materiali di recupero.

Se è vero che il lavoro nobilita l’uomo ed è uno degli strumenti basilari per reinserire il recluso nella società civile, è proprio questo l’obiettivo che ci si propone di raggiungere impegnando numerosi detenuti nelle carceri italiane in attività produttive di ogni sorta: realizzazione di accessori in pelle e materiale riciclato, vino, piante ornamentali, oggetti in ferro battuto, gioielleria e molto altro. Accanto allo stand di Recuperiamoci, infatti, ci sarà uno spazio dedicato a C’è del buono un emporio dove verranno messi in esposizione e anche in vendita i prodotti carcerari.

Ciò che si ricaverà dalle vendite, una parte verrà utilizzata per la retribuzione ai detenuti e l’altra verrà investita nel progetto di mappatura delle buone attività carcerarie, la cui presentazione si terrà nei giorni della fiera.  In questo modo al pubblico sarà data la possibilità di conoscere le attività portate avanti all’interno delle carceri, muovendo dal fatto che al centro del progetto c’è il concetto di recupero. E’ utile recuperare e riutilizzare i materiali di scarto ma lo è ancora di più farlo insieme al recupero di una persona e della sua dignità.

[CCL]