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venerdì 7 maggio 2010

Mamme in carcere: Auguri!

Immagine della mostra fotografica La bellezza dentro, donne e madri nelle carceri italiane

Mamme in carcere: Auguri!

Il rapporto madre-figli, si sa, è un legame che difficilmente può essere spezzato, anche in caso di condizione detentiva.


Dopo il monito del ministro Angelino Alfano che ha rilevato come ci siano ancora troppi bambini in carcere a causa della condizione detentiva delle madri, e in occasione della festa della mamma, vogliamo dare omaggio a tutte quelle detenute che si sono distinte per spirito d’iniziativa nell’affrontare al meglio e con creatività la loro detenzione.


Donne, ma soprattutto madri che costrette a vivere all’interno delle mura carcerarie non hanno perso la voglia di fare. A Pozzuoli le Lazzarelle producono il caffè, e la bellezza delle detenute non passa inosservata, tanto da coinvolgerle in una sfilata di moda. Bellezza e carcere, un binomio possibile e messo in mostra, prima a Ravenna e poi a Roma.


Le donne in carcere non si fermano, continuano a creare. Da Torino, dove le detenute producono abiti e borse con un occhio all’ecologia alle isole: in Sardegna si impara l’arte del filet di Bosa.


Ultima iniziativa in termini di tempo a Milano: nel carcere di Bollate le detenute mettono in mostra degli arazzi creati da loro stesse in un anno di lavoro al fine di ricavare il denaro per aprire un laboratorio tessile all’interno del carcere. Gli arazzi saranno esposti e messi in vendita il 14 maggio alla Galleria Accademia Contemporanea.


La loro esperienza con le studentesse del corso di Terapeutica artistica dell’Accademia di Brera è diventata già un libro, Arazzi della legalità, presentato il 4 maggio dalla direttrice del carcere Lucia Castellano e dall’attrice Lella Costa.


La condizione delle donne detenute nella sezione femminile di Bollate, nata nel 2008 con 40 ospiti, è stata definita dalla direttrice del carcere milanese come un “carcere nel carcere” ma può essere estesa a tutte le donne detenute in Italia.


Nelle carceri italiane, però, si continua a creare, si continua ad essere madri.

[BT]