salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 30 aprile 2010

Uomini dentro: l’immaginario di costrizione tra passato e presente

Logo mostra Uomini dentro

Uomini dentro: l’immaginario di costrizione tra passato e presente

Genova. Si è inaugurata ieri, presso la Torre Grimaldina del Palazzo Ducale, alla presenza del presidente della Fondazione Palazzo Ducale Luca Borzani, dell’assessore al Personale con delega alle carceri Milò Bertolotto, e del direttore della casa circondariale di Marassi Salvatore Mazzeo, la mostra Uomini dentro… l’immaginario di costrizione.

Risultato di un progetto interdisciplinare e organizzata da insegnanti, operatori e detenuti del carcere genovese, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 16 maggio e rappresenta un legame immaginario tra la storica condizione detentiva della Torre Grimaldina e quella attuale dell’istituto di reclusione Marassi, che vedrà i detenuti, il sabato e la domenica, anche in veste di guide dei visitatori.

Nelle antiche celle delle carceri storiche genovesi si incontrano segni dei reclusi di ieri e nuovi graffiti dell’era multimediale: frammenti autobiografici di parole scritte sui muri ma anche di suoni e immagini. I detenuti, inoltre, hanno realizzato materiale per le istallazioni e la grafica del materiale di comunicazione.

Personalità illustri soggiornarono nelle carceri di Palazzo Ducale, come Niccolò Paganini e Jacopo Ruffini, patriota e amico di Giuseppe Mazzini. La Torre era destinata a detenuti politici o persone colpevoli di crimini particolarmente efferati nonché, nelle parti superiori, a esponenti della nobiltà in attesa di riscatto. Nella Cella Campanaria, destinata a nobili e aristocratici, infatti, sono presenti dipinti di stemmi, insieme a vedute del porto e soldatini in fila risalenti al Seicento.

A testimonianza del fatto che la condizione di reclusione è spesso stimolo per l’espressione artistica e l’immaginario, basta ricordare Silvio Pellico che scrisse Le mie prigioni proprio tra le mura di una cella e, a Genova, Marco Polo con il suo Milione, rinchiuso nella prigione di Palazzo San Giorgio.

Come in passato, anche oggi la creazione artistica matura e scaturisce anche a causa della carcerazione. Il materiale artistico oggetto dell’esposizione nasce dalla vita quotidiana del carcere, dal lavoro nei laboratori didattici svolti tra gli spazi chiusi e si esplica in un percorso tra passato e presente nella vita dei detenuti.

La mostra è visitabile fino al 16 maggio 2010 presso la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, con orario 10-13 e 15-18, tutti i giorni tranne il lunedì. Il biglietto intero costa 4 euro, il ridotto 3.

Sarà possibile anche acquistare magliette equosolidali realizzate all’interno della sezione di alta sicurezza, frutto di un laboratorio tenuto dagli insegnanti della scuola grafica attiva all’interno dell’istituto.


[BT]