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venerdì 23 aprile 2010

Dozza: la letteratura è dolce evasione
Brissogne: i panni sporchi non si lavano solo in casa

Libri

Dozza: la letteratura è dolce evasione

Oggi  è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. Purtroppo è condiviso che proprio nell’era dell’informazione gli italiani leggono sempre di meno, ma un dato confortante in questa giornata arriva dai detenuti.
 

Nel carcere della Dozza a Bologna si legge, eccome! La biblioteca Sala Borsa dal 2006 presta i suoi libri anche ai detenuti e se nel corso del primo anno le richieste erano state 43, durante il 2009 sono salite a 1439. Narrativa contemporanea, letteratura classica e poesia, le arti e la musica costituiscono per i detenuti un ottimo modo per evadere, almeno con la fantasia, e conoscere il mondo esterno, forse molto di più di chi vive fuori dalla cinta carceraria.
 
Tra gli autori più apprezzati  Dan Brown, Robin Cook, John Grisham, ma anche italiani come Sveva Casati Modignani, Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri. Una curiosità: tra i libri stranieri i più richiesti sono quelli in cinese e in albanese.
 
All’inizio del progetto Sala Borsa ha svolto un’indagine sui bisogni culturali dei detenuti, in modo da poter soddisfare in seguito le loro richieste che vengono esaudite grazie al coordinamento tra le biblioteche cittadine e le tre biblioteche penitenziarie, con il tramite di Sala Borsa e dei volontari.
 
Il servizio di prestito ai detenuti fa parte della più ampia attività di prestito a domicilio ed è frutto della collaborazione tra il comune di Bologna, il carcere e i volontari di Ausilio per la Cultura.

 
 
Brissogne: I panni sporchi non si lavano solo in casa
 
Nei giorni scorsi è stata inaugurata una vera e propria lavanderia interna alla casa circondariale di Brissogne. Prima ed unica al momento nel carcere valdostano, la lavanderia rappresenta un’importante attività lavorativa per tre detenuti che vi presteranno servizio  con un regolare contratto di lavoro.
 
Gestita dalla Cooperativa Sociale Les Jeunes Relieurs del Consorzio Trait d’Union la lavanderia non si limiterà al solo servizio interno: insieme agli indumenti dei detenuti, infatti, ci sono già le prime commesse esterne, come quelle degli anziani utenti del servizio di assistenza domiciliare del Comune di Aosta.
 
Una importante occasione di sviluppo per il carcere valdostano e di servizio per la comunità esterna, che attua quanto previsto dal Regolamento Penitenziario 2000 ovvero l’affidamento di attività lavorative a imprese e cooperative esterne in cui i detenuti possano lavorare in condizioni molto simili a quelle delle realtà esterne.
 
Un’apprezzabile opportunità per i detenuti che si inserisce in una progettualità più ampia la quale prevede anche l’impegno lavorativo dei detenuti sul territorio, come sottolineato dal direttore del carcere Domenico Minervini.
 
Il progetto, promosso all’interno dell’iniziativa comunitaria Equal Pari è stato preceduto da fasi preparatorie seguite e accompagnate dall’Agenzia regionale del lavoro e da un corso formativo cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.
 
Più volte oggetto di confronto ed aggiornamento nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio per la verifica dell’applicazione del Protocollo d’Intesa tra il Ministero di Giustizia e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il progetto è stato possibile grazie a un impegno della Presidenza della Regione in stretta collaborazione con i responsabili territoriali dell’amministrazione penitenziaria.
[BT]