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venerdì 11 maggio 2007

Roma: i detenuti di Rebibbia espongono i loro mosaici - Carcere e meditazione: a Rossano (Cs) il primo esperimento per il recupero dei reclusi - Regione Toscana: nuovo accordo per tutela salute in carcere

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11 maggio 2007
ROMA: I DETENUTI DI REBIBBIA ESPONGONO I LORO MOSAICI

La dépendance della Casina delle Civette a Villa Torlonia ospita dall'8 al 13 maggio la VII edizione della mostra L'arte del mosaico, progetto a cura del 2° Centro Territoriale Permanente per l'Educazione degli Adulti, realizzato grazie al sostegno tecnico del III Municipio e con il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale della Regione Lazio.

In esposizione anche i mosaici realizzati da 25 detenuti del carcere di Rebibbia e in particolare della Terza Casa per Tossicodipendenti e della Casa di reclusione maschile. I manufatti sono il risultato dell'armonico e paziente accostamento di tante piccole tessere, diverse per forma, materiale, colore e rappresentano, quindi, un'opera di valore perchè unici e irriproducibili.
CARCERE E MEDITAZIONE: A ROSSANO (CS) IL PRIMO ESPERIMENTO PER IL RECUPERO DEI RECLUSI

E' possibile la rieducazione e la riabilitazione dei detenuti attraverso la meditazione? E' questa la sfida che l'associazione Frontiere del possibile insieme alla direzione del carcere calabrese intendono vincere nel processo di risocializzazione dei detenuti nella struttura di Rossano.

Un'esperienza di questo tipo è la prima in Italia, ma ha alle spalle l'esperimento avviato in India a partire dal 1994 e che ha visto ridursi i casi di recidiva dal 70 al 35%. Gli operatori della struttura calabrese si augurano di conseguire almeno analoghi risultati.

Sull'iniziativa un articolo pubblicato su Il Messaggero del 6 maggio scorso.
REGIONE TOSCANA: NUOVO ACCORDO PER TUTELA SALUTE IN CARCERE

Siglato un protocollo d'intesa tra Regione, Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria e Centro Giustizia Minorile Toscana e Umbria. E' il primo passo per l'attuazione della Legge regionale 64/2005 che sancisce il diritto di tutti, detenuti compresi, ad avere le stesse opportunità e prestazioni sanitarie assicurate dal Servizio Sanitario Regionale.

Il protocollo consente d'intensificare l'impegno su progetti già avviati quali l'assistenza sanitaria negli istituti penitenziari, l'introduzione della cartella clinica informatizzata, la realizzazione di aree di degenza negli ospedali del Servizio regionale e lo sviluppo di un Osservatorio sulla sanità penitenziaria. Tra le priorità, inoltre, il servizio per la tutela della salute mentale e il sostegno all'assistenza sanitaria nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo e nella Casa di cura e custodia femminile di Sollicciano.