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lunedì 2 aprile 2007

Civitavecchia: protocollo d'intesa per reinserimento detenuti - Rebibbia: L'arte entra in carcere

2 aprile 2007
CIVITAVECCHIA: PROTOCOLLO D'INTESA PER REINSERIMENTO DETENUTI

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio Angiolo Marroni, il direttore della casa circondariale di Civitavecchia Giuseppe Tressanti, il presidente del consorzio Lavoro & Libertà Mauro Pellegrini e l'assessore provinciale alla mobilità e ai trasporti Michele Civita hanno siglato un protocollo d'intesa per l'avvio di nuove attività sociali e formative finalizzate al reinserimento dei detenuti.

Quest'ultimi si occuperanno di informatizzare le oltre ventimila schede che compongono l'archivio dell'Albo dell'autotrasporto della Provincia di Roma, permettendo così di migliorarne la gestione. Inoltre, a breve il Consorzio Lavoro & Libertà, grazie alla Provincia di Roma, inizierà la formazione dei detenuti coinvolti nel progetto, i quali saranno retribuiti per le loro prestazioni.

L'insegnamento riguarderà, in particolare, l'uso di computer, scanner e programmi software, in modo da far acquisire ai detenuti la preparazione indispensabile per portare a termine il progetto. Il percorso formativo mira a sensibilizzare e responsabilizzare i reclusi offrendo loro, una volta espiata la pena, una opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro.

REBIBBIA: L'ARTE ENTRA IN CARCERE

Presso gli istituti penitenziari romani di Rebibbia sono stati presentati, nei giorni scorsi, tre cortometraggi realizzati dai detenuti e nati nei laboratori di arte contemporanea. L'iniziativa nasce grazie al progetto l'Arte entra in Carcere realizzato dalla cooperativa Eva D. Toklas Produzioni, in collaborazione con l'associazione di volontariato Roma Insieme.

Nell'istituto romano i detenuti hanno realizzato i loro corti, legati rispettivamente ai laboratori del Sogno della nostra libertà, prodotto da e con le detenute di Rebibbia femminile, Fuori di qui, Nuovo Complesso maschile, e Mariposa, con la sezione G8 del Nuovo Complesso. I filmati, vogliono illustrare come in una lente di ingrandimento i diversi modi di vivere come donna, e nella diversità come uomo, la dura realtà del carcere in tutte le sue molteplici sfaccettature.