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venerdì 17 novembre 2006

Treviso: progetto in carcere con i Minori alla porta. Bari: un tutor per i figli dei detenuti sottoposti al carcere duro

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17 novembre 2006


TREVISO: PROGETTO IN CARCERE CON I MINORI ALLA PORTA


Adozioni a vicinanza riguarda specificatamente il mondo del carcere. L'iniziativa nasce dalla Caritas diocesana di Treviso all'interno del progetto Minori alla porta, prevede interventi contro il disagio dei minori, dall'affido all'adozione, e interventi di sostegno a minori con genitori in carcere o nomadi, con genitori separati o accuditi solo dalla madre.

L'obiettivo è creare reti di solidarietà umana per promuovere un crescita sana dei ragazzi che, senza colpa, si trovano a vivere situazioni di disagio. L'indifferenza dei più e la miseria di certe condizioni umane abbandonate a se stesse possono generare persone frustrate, sofferenti psichici, ma possono anche degenerare in forme di illegalità, disordine sociale, micro o macro criminalità. Le tipologie di intervento si spalmano su diversi bisogni: l'alimentazione (borse spesa, latte, buoni pasto scolastici), la salute della persona (medicine, interventi sanitari), il dignitoso inserimento sociale (doposcuola, testi scolastici, associazioni giovanili, attività estive, campi scuola). Non mancano i momenti di sensibilizzazione nei plessi scolastici, nelle comunità, nei gruppi e tramite i mass media locali.


BARI: UN TUTOR PER I FIGLI DEI DETENUTI SOTTOPOSTI AL CARCERE DURO

Crescere nella legalità è il primo progetto sperimentale non repressivo di lotta alla criminalità, nato da un'idea del Comune di Bari in sinergia con procura dei minori, procura della Repubblica e forze di polizia.

L'obiettivo che si propone è quello di realizzare un piano di lavoro di prevenzione e di educazione attraverso interventi ad hoc, come l'istituzione di un tutor per il recupero e l'integrazione di minori abituati a vivere in un contesto mafioso. Inoltre, grazie al monitoraggio sul territorio e la cooperazione tra le varie istituzioni, verranno attivati enti di assistenza e associazioni di volontariato al fine di seguire quei minori che hanno i loro genitori detenuti in regime di carcere duro con programmi mirati e caso per caso.

Il capo della procura minorile, Saverio Occhiogrosso, guiderà il lavoro di coordinamento fra la magistratura e i servizi sociali.