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venerdì 26 maggio 2006

Caltagirone: recupero sociale a Casa Sturzo. Minori: a Molfetta prende il largo il progetto Marinando. Napoli: a Poggioreale un progetto di impresa

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26 maggio 2006
CALTAGIRONE: RECUPERO SOCIALE A CASA STURZO

E' decollato il progetto che prevede l'apertura di un cantiere per la ristrutturazione dell'immobile appartenuto ai fratelli Sturzo a Caltagirone. Il fondo di 40 ettari, di suggestiva bellezza paesaggistica, è destinato ad ospitare alcuni detenuti in fase finale di pena e le loro famiglie. L'opera, che si propone come programma alternativo alla detenzione, è finalizzata al reinserimento sociale dei carcerati ed è finanziata dalla Regione Sicilia in accordo con il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del ministero della Giustizia.
MINORI: A MOLFETTA PRENDE IL LARGO IL PROGETTO MARINANDO

Il progetto sperimentale Marinando mira al reinserimento sociale e lavorativo dei minori detenuti negli IPM italiani. Dopo aver frequentato un corso sulle attività ittiche e sul trasporto marittimo, centocinquanta ragazzi saranno al lavoro a bordo di pescherecci e imbarcazioni mercantili. Ogni ragazzo seguito da due tutor, della Giustizia Minorile e del Corpo Capitanerie di Porto. I primi quaranta ragazzi salperanno dal porto di Molfetta. L'iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra ministeri della Giustizia, delle Infrastrutture e Comando Capitanerie di Porto. Sull'iniziativa, un articolo pubblicato su Popotus, inserto del quotidiano Avvenire.
NAPOLI: A POGGIOREALE UN PROGETTO DI IMPRESA

Creazione, organizzazione e gestione di una impresa commerciale e artigiana per detenuti vicini alla riammissione in libertà. E' questa l'idea realizzata da Claudio Flores, coordinatore dell'area pedagogica della casa circondariale di Poggioreale, con la collaborazione di Casartigiani, Unione degli industriali della provincia di Napoli, Ascom Oplonti (Associazione generale del commercio servizi e turismo), e Istituto Pantano arti e mestieri. L'obiettivo è quello di promuovere l'imprenditorialità attraverso l'autoimpiego e il lavoro autonomo in un'area priva di potenzialità occupazionali. Il corso, della durata di quattrocento ore, prevede inoltre una successiva assistenza tecnica degli allievi ormai liberi o, in misura alternativa, l'attività di consulenza esterna completamente gratuita.