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venerdì 7 ottobre 2005

Busto Arsizio: una scultura "per la vita" - Bollate: corso d'informatica on line per detenuti - Roma: Eco-taxi guidati da detenuti

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7 ottobre 2005
Detenuti Busto Arsizio e Associazione donatori midollo osseo : una scultura "per la vita"

Presso il Terminal I dell'aereoporto di Milano Malpensa è stata collocata una scultura a favore dei trapianti di midollo osseo dal titolo "La valenza mondiale del trapianto di midollo osseo".
Alta quasi tre metri, in ferro e sasso, è stata realizzata da cinque detenuti della Casa circondariale di Busto Arsizio insieme a due artisti, Simone Massara e Diego Petoletti e rappresenta due emisferi su cui poggiano un donatore e un ricevente, allacciati tra loro da un filo.
Bollate: corso d'informatica on line per detenuti
Nel corso della manifestazione Expolearning 2005, Lucia Castellano, direttrice della Casa di reclusione di Bollate (Milano), presenta l'esperienza dei detenuti nel campo dell'e-learning. Alcuni di loro, hanno usufruito di un corso di informatica, in aula e on-line, messo a disposizione dalla multinazionale Cisco System. Il corso permette ai detenuti di conseguire la certificazione CCNA (Cisco Certified Network Associate), riconosciuta dalle aziende del settore. Due dei partecipanti hanno completato l'intero percorso formativo e sono, da oggi, i primi istruttori in Europa all'interno di una casa di reclusione. Attualmente, i due detenuti-istruttori sono coinvolti in un progetto con alcune scuole dell'hinterland milanese. Le attività previste riguardano l'installazione e la manutenzione dell'infrastruttura di rete degli edifici scolastici.
Roma: Eco-taxi guidati da detenuti

Una iniziativa promossa dalla cooperativa sociale romana, Blow Up, in collaborazione con l'Assessorato del lavoro del comune di Roma e il Ministero dell'ambiente, per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di detenuti che possono usufruire di misure alternative di reclusione. Si chiama Eco-Taxi, un servizio di "risciò", ancora in corso di realizzazione, nella zona Ztl di Trastevere, nel centro di Roma, attuato attraverso una ventina di biciclette dotate di un motorino che entrerà in funzione nelle fasi di "sforzo". L'idea di base del progetto è quella di rendere autonomi i detenuti in questa loro attività, infatti i proventi del servizio andranno a loro totale beneficio, sperando che questa esperienza possa crescere e creare opportunità di lavoro per molti giovani disagiati e con esperienza di carcere alle spalle.