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venerdì 12 marzo 2010

La Polizia Penitenziaria al Nauticsud. Con il progetto Mare per cambiare, le imbarcazioni fanno rotta verso il carcere. Oggi la visita del guardasigilli.

Stand della Polizia Penitenziaria al NauticSud 2010

Napoli. Il gommone Rib1, due veicoli elettrici Segway, una autovettura Subaru Impreza STI Sport Sedan, l’auto elettrica Gemfur, sei modellini in scala 1:20 delle motovedette in dotazione al Corpo, un modellino dinamico delle motovedette classe V e Z in scala 1:40 e del materiale storico della motonave Gennaro Cantiello. Questo e altro è in esposizione presso lo stand della Polizia Penitenziaria alla 41a edizione del Nauticsud, il salone internazionale della nautica in corso alla Mostra d’Oltremare di Napoli ed al Marina di Mergellina fino al 14 marzo 2010.

Nel pomeriggio di venerdì 12 marzo, la visita del ministro della Giustizia Angelino Alfano allo stand.

Nei 750.000 metri quadri di superficie espositiva, fra aree scoperte e coperte, il Servizio Navale della Polizia Penitenziaria espone, per il decimo anno consecutivo, le potenzialità e la tecnologia offerte del settore nautico al servizio della giustizia. Si pensi solo a tutte le imbarcazioni in dotazione della Polizia Penitenziaria che garantiscono il normale svolgimento del lavoro del Corpo anche in mare.

Fra le iniziative presentate quest'anno, particolare rilievo assume il progetto di recupero “imbarcazione-detenuti” messo a punto dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, che si inserisce pienamente nell'esigenza manifestata proprio dal presidente del Nauticsud Lino Ferrara che, nei giorni scorsi, aveva evidenziato come bisognerebbe incentivare la produzione italiana nel settore della nautica: “Da imprenditore non posso non evidenziare che esistono rottamazioni per auto e motocicli, per computer ed elettrodomestici, ma nulla per la nautica. L’augurio è che vedendo la produttività di settore e leggendone il volano produttivo anche in chiave turistica, ci si possa rendere conto del settore e magari trarne valide considerazioni”.

Detto fatto. Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Napoli, grazie al lavoro della Base Navale di Nisida e del Centro Penitenziario di Secondigliano, ha infatti organizzato il progetto di recupero “imbarcazione-detenuti”. Un progetto unico, mai sperimentato, che ha ricevuto l’assenso del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con il quale è stato possibile trasferire un’imbarcazione tipo Partenautica presso il Centro Penitenziario di Napoli Secondigliano per essere sottoposta a lavori di restauro ad opera dei detenuti dell'istituto.

Il progetto risponde ad una duplice funzione sociale: un’opportunità di tipo trattamentale per i detenuti e una fattiva solidarietà verso i soggetti disabili. I detenuti parteciperanno ad un lavoro di pubblica utilità in quanto, una volta terminato il restauro, l’imbarcazione sarà destinata a scopi sociali, quali le attività nautiche per i diversamente abili. A breve inizieranno i lavori di restauro che dureranno circa un anno e riguarderanno opere di falegnameria, meccanica, elettricità, idraulica, elettronica, carpenteria navale, design di interni, con la supervisione tecnica di personale competente del settore navale messo a disposizione gratuitamente dal cantiere Gestioni Nautiche e la partecipazione del personale di Polizia Penitenziaria della base navale di Napoli. 

In futuro con la stessa imbarcazione si potranno effettuare escursioni guidate nella Baia delle Tartarughe di Porto Paone, Nisida e la Caiola. La cerimonia ufficiale del varo vedrà la partecipazione degli enti coinvolti e delle autorità.

Gli organizzatori del Salone rendono noto che quest’anno si è registrato un incremento di pubblico pari all’8%, un dato destinato certamente a salire di qui alla chiusura del 14 marzo. Sono oltre 320 i marchi e le ditte presenti, 110 le imbarcazioni a mare per le prove tecniche e 30 le imbarcazioni a mare per il segmento velico.


[BT]