salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 26 febbraio 2010

Beccaria: va in scena l’Antigone.
Fuori dall’emarginazione dentro la città: arredi urbani a Bologna.

Antigone al carcere Beccaria

Beccaria: va in scena l’Antigone

La grande tragedia greca di Sofocle, che illustra l’eterno conflitto tra legge etica e legge dello stato, è in scena da ieri grazie ai ragazzi del carcere minorile di Milano che restituiscono così una nuova immagine di sé all’esterno, dimostrando che anche in carcere si può dare vita all’arte.

Con Antigone si apre la stagione teatrale Errare humanum est…Reloaded del teatro Puntozero di Milano che porterà sul palcoscenico la compagnia del regista Giuseppe Scutellà, per metà costituita dai ragazzi detenuti, che da dieci anni lavora con il carcere minorile.

Attraverso i laboratori teatrali all’interno del carcere, i ragazzi possono cimentarsi con i testi classici della tragedia greca, nonché con la mentalità del lavoro, e attraverso questi compiere una sorta di percorso alternativo per poter “liberare” la propria mente ma anche il corpo, così come dichiarato dal regista in un’intervista su Affari Italiani.

Grazie alla possibilità di stare dietro le quinte, inoltre, alcuni lavorano come tecnici di luci, macchinisti o tecnici del suono e non mancano esempi di ragazzi che, una volta usciti, continuano il loro lavoro, anche ottenendo importanti soddisfazioni.


Fuori dall’emarginazione dentro la città: arredi urbani a Bologna

Bologna. Il Centro di Giustizia Minorile del Pratello, l’Ufficio esecuzione penale e i servizi sociali del comune hanno indicato un gruppo di ragazzi “difficili” tra i 17 e i 25 anni, sia italiani che stranieri, che creeranno un intervento di arredo urbano nel parco pubblico giardino Marinai d’Italia, nel quartiere Navile.

L’iniziativa rientra nella terza edizione del progetto Idee verdi da CondiVivere che impegna i ragazzi in un corso di 400 ore con il metodo del cantiere-scuola e successivamente in stages nelle aziende del settore edile e verde pubblico, per chi avrà acquisito un livello comportamentale e tecnico adeguato.

Il progetto, organizzato dall’Associazione Terra Verde onlus e finanziato da provincia e comune di Bologna e Fondazione del Monte, mira all’inserimento lavorativo e sociale di ragazzi che hanno alle spalle un passato di detenzione, di violenza o tossicodipendenza, o comunque coinvolti in esperienze che hanno impedito di seguire i percorsi formativi tradizionali, fornendo loro competenze spendibili nel mondo del lavoro. 

Guidati da tecnici esperti, affiancati dagli educatori e da insegnanti dell'Istituto professionale edile di Bologna che quest’anno ha aderito all’iniziativa, i ragazzi con un passato difficile hanno una chance in più per uscire dalla condizione di marginalità sociale, attraverso due percorsi professionali distinti (attività edili e giardinaggio).

La collaborazione con le imprese locali infatti, si è già rilevata fruttuosa nelle passate edizioni: alcuni partecipanti sono riusciti ad ottenere un contratto di lavoro.


[BT]