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venerdì 12 febbraio 2010

Carceri: a Pozzuoli è l’ora del caffè.
Il verde tra le mura: laboratorio floro-vivaistico a Castrovillari.

Caffè Lazzarelle - Il Mattino

Carceri: a Pozzuoli è l’ora del caffè

A che bell’ò cafè pure in carcere ‘o sanno fa, co’ à ricetta ch’à Ciccirinella compagno di cella ci ha dato mammà. Così cantava Fabrizio De Andrè nel 1990. Dopo 20 anni, grazie al progetto Chicco Solidale finanziato dall’assessorato alle politiche sociali della regione Campania, dieci detenute gestiranno interamente la prima fabbrica di torrefazione nel carcere di Pozzuoli. 

Produzione, tostatura e confezionamento di chicchi di ottima qualità provenienti da Brasile, Costa Rica, Colombia, Guatemala, India ed Uganda impegneranno le detenute per 6 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, per poter mettere in commercio, nei circuiti tradizionali e in quelli dell’economia equa e solidale, pacchetti rosa da 250 grammi di caffè con il nome di Lazzarelle.

Formate per l’occasione come esperte in tecniche di torrefazione e tostatura, le ospiti della casa circondariale si occuperanno inoltre della gestione dei magazzini, della pulizia e della cura e manutenzione di macchine e locali, con il supporto delle associazioni Il Pioppo e Giancarlo Siani, insieme alla cooperativa partner del progetto Officine.ecs.

Il progetto, proposto con entusiasmo dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania e dalla casa circondariale femminile di Pozzuoli, mira ad offrire alle Lazzarelle un’opportunità di crescita professionale finalizzata al reinserimento lavorativo delle stesse, una volta scontata la pena.


Il verde tra le mura. Laboratorio Floro-Vivaistico al carcere di Castrovillari

A Castrovillari, nel cosentino, è stato siglato un protocollo d’intesa tra il provveditorato dell’amministrazione penitenziaria regionale e l’assessorato provinciale all’Ambiente. Il comune ha dato in comodato gratuito alcuni terreni limitrofi il carcere per poter realizzare un laboratorio agricolo, di serre e vivai al fine di offrire a chi sconta la pena un percorso detentivo alternativo e per promuovere il recupero dei detenuti nella società.

Il progetto mira a valorizzare le risorse umane e culturali dei reclusi nonchè la loro sempre maggiore interazione con il territorio e prevede anche un corso di formazione floro-vivaistica. Si crea, così, occupazione lavorativa all'interno del carcere attraverso la realizzazione di un'azienda vivaistica, caratterizzata da elementi che riportano al luogo esterno per antonomasia.

L'iniziativa, illustrata nei giorni scorsi nella sala convegni della casa circondariale di Castrovillari alla presenza del  provveditore regionale della Calabria del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Paolino Maria Quattrone e del direttore del carcere Fedele Rizzo, si inserisce in un'ottica di progressiva apertura e sviluppo esterno della pena detentiva.


[BT]