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giovedì 25 maggio 2017

Dalla Biennale alla Giudecca: l'artista Mark Bradford
sponsor di un negozio di economia carceraria
Rebibbia: Hamlet in prova aperta, aspettando il debutto

   

Mark Bradford con operatori della cooperativa Rio Terà dè Pensieri

Dalla Biennale alla Giudecca: l'artista Mark Bradford sponsor di un negozio di economia carceraria

Dopo Torino, dove a ottobre è stato inaugurato Freedhome, anche Venezia da qualche giorno ha il suo concept store di prodotti dal carcere grazie al finanziamento dell’artista statunitense Mark Bradford, rappresentante degli Stati Uniti alla 57a Esposizione internazionale d’arte alla Biennale di Venezia (13 maggio - 26 novembre).

Bradford, da sempre interessato ai temi sociali e ideatore di Art + Practice, organizzazione che incoraggia l'impegno artistico di giovani dai 16 ai 24 anni in condizioni di vulnerabilità sociale, ha incontrato nei mesi scorsi detenuti degli istituti veneziani, apprezzando le caratteristiche etiche ed estetiche dei prodotti provenienti dai tanti laboratori che offrono formazione e lavoro.

Partner del progetto sperimentale, che avrà la durata di sei anni, la cooperativa Rio terà de’ pensieri da molti anni impegnata nell'inserimento lavorativo di detenuti e di persone in esecuzione penale nel territorio di Venezia.

L’iniziativa rientra nel programma di “Processo collettivo”, una campagna di sensibilizzazione internazionale sull’attualità dei sistemi penali promossa dall’artista statunitense.

Il negozio, dove lavora uno staff di persone in esecuzione penale, si trova nella centralissima Fondamenta dei Frari vicino a Rialto, un luogo ideale per far conoscere e vendere ai cittadini e ai molti visitatori di passaggio i prodotti artigianali realizzati dai detenuti e dalle detenute : t-shirt, cosmetici biologici, oggettistica oltre all'ormai storica linea“Malefatte”, borse e accessori realizzati con materiali riciclati dalle donne della casa di reclusione della Giudecca.

L'attività di "Processo collettivo" non è comunque solo commerciale: il negozio sarà anche un punto di riferimento per gli ex detenuti che vi potranno ricevere informazioni sui servizi disponibili in città, tra cui l’accesso alla formazione, al lavoro, all’alloggio e ai servizi sanitari.


[AB]

 

Rebibbia: Hamlet in prova aperta, aspettando il debutto
 

Il 18 maggio, i detenuti attori del Teatro libero di Rebibbia, diretti da Fabio Cavalli, hanno presentato in anteprima il nuovo spettacolo Hamlet in Rebibbia che debutterà nel mese di ottobre, in occasione della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di una prova aperta, che si é tenuta nell'ambito dell'Open Day di presentazione delle attività dell'Università Roma tre. Due le attrici professionisti, mentre il resto é composto da detenuti attori che fanno compagnia assieme da 15 anni e da tre anni godono anche del supporto degli studenti e dei professori del DAMS (Roma Tre) che, all'interno del carcere, devono svolgere obbligatoriamente un laboratorio. 
 
Il lavoro messo in scena è un Amleto, come dice il regista Fabio Cavalli, "poverissimo", del quale vengono rappresentati pezzi ma che, al tempo stesso, innova il linguaggio e guadagna in contemporaneità, parlando i dialetti del nostro sud: parla napoletano, siciliano, calabrese, ma questo non gli fa perdere profondità e forza. Il marcio, che il testo originale colloca in Danimarca, sul palco di Rebibbia diventa malaffare nostrano e Amleto, che incontra il fantasma del padre morto e che vuole vendicarlo, decide però di muovendosi secondo giustizia, indagando sui presunti colpevoli e ricercando le prove del delitto.
 
La prima sarà il 30 ottobre e, in quell'occasione lo spettacolo verrà trasmesso al Teatro Studio del Parco della Musica, in occasione della Festa del cinema di Roma e potra essere visto in streaming contemporaneamente in tutti i teatri italiani.
 
Applausi alla fine della prova aperta, applausi per chi con impegno e serietà sta lavorando per dimostrare, come dice Fabio Cavalli, "come si può fare teatro contemporaneo", per chi in quel tempo sospeso ha sbriciolato pareti e sbarre, strappando dalle poltrone il pubblico  e portandolo via con sè. Chi era presente ha promesso di esserci il giorno del debutto e li applaude ancora mentre pian piano abbandonano il palco.

[fea]