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martedì 28 marzo 2017

Casa di reclusione di Volterra:
presentazione lavori di restauro
della Torre del Maschio

Casa di reclusione di Volterra
Venerdì 31 marzo, alle ore 17, cerimonia di presentazione dei lavori di recupero architettonico della Torre del Maschio di Volterra, la fortificazione laurenziana ospitata all’interno della casa di reclusione della città in provincia di Pisa. Il giorno successivo, 1 aprile, dalle ore 10 alle ore 18, il Maschio potrà essere visitato dai cittadini di Volterra per la prima volta dalla sua costruzione.
 
Da secoli, oramai, la grande fortezza medicea, la cosiddetta “fortezza vecchia”, anche denominata la Femmina, edificata nel 1342 da Gualtiero di Brienne, duca d’Atene e signore di Volterra, ospita la casa di reclusione, in un luogo suggestivo che domina le colline sottostanti. A seguito della guerra detta delle Allumiere (terminata con il Sacco di Volterra - 1472), Lorenzo il magnifico dà l’ordine a Francesco di Giovanni di Matteo, detto il Francione (1428-1495), di erigere la “fortezza nuova”, la Torre del Maschio appunto, come simbolo della politica di egemonia della Repubblica Fiorentina sulla Città di Volterra. 
 
È stata Maria Grazia Giampiccolo, direttore della casa di reclusione, a dare il via, a suo tempo, all’iter burocratico necessario alla realizzazione di un progetto finalizzato al recupero architettonico della Torre del Maschio e del cortile circostante. Grazie alla collaborazione con uno dei maggiori esperti nazionali in architettura fortificata, il Prof. Domenico Taddei, di Firenze, già professore presso l’Università di Pisa, della cattedra di Architettura e Composizione Architettonica presso la Facoltà di Ingegneria civile e Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli, gli interventi di restauro - finanziati da Cassa delle Ammende, dal Comune e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra - sono stati eseguiti nel rispetto delle caratteristiche stilistiche, formali e cromatiche originali della fortificazione. 
 
L’iniziativa è importante non solo perché volta a restituire alla città un luogo suggestivo e ricco di storia (vi furono imprigionati membri della Congiura dei Pazzi, ma anche personaggi leggendari, come il Conte Felicini e l’adultera Caterina Picchena), ma in quanto ad essa si legano gli accordi in corso con il Comune di Volterra per l’attuazione di specifici eventi a favore della città realizzabili anche grazie all’impiego lavorativo di detenuti, che, in questo modo, potranno  accrescere le proprie competenze e possibilità occupazionali.
 
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