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lunedì 6 febbraio 2017

Rebibbia: la poesia in carcere con le emozioni fuori

Rebibbia, interno cella
"Utilizziamo vari strumenti trattamentali, come quello della scuola, del fornire un'istruzione scolastica, perchè le stesse persone detenute possano attraverso la pena, riconquistare la dignità di sè stesse". Inizia così, con le parole di Ida Del Grosso, direttrice della Casa circondariale di Rebibbia femminile, il bel servizio realizzato da Fuori TG del TG3- RAI, dal titolo Poesia in carcere con le emozioni fuori.

Girato all'interno di Rebibbia che ospita l'istituto feminile più grande d'Italia: 350 donne detenute e al femminile anche quasi tutto il mondo di operatrici e assistenti. Presenti in studio Francesco Cascini, capo Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità e Sergio D'Elia dell'associazione Nessuno to cchi Caino. Conduce Maria Rosaria Medici
 
"La  poesia é stata utile per capire come si scrive scrivere in italiano", dice Natasha, detenuta a Rebibbia, soprattutto "è servita a sfogarmi, perchè in cella non puoi sfogarti con niente, ti ammazzano soltanto i pensieri".
 
Berenice, detenuta brasiliana,  che a maggio uscirà dopo dieci anni di detenzione, si é diplomata in carcere " con ottimo voto" e pensa con emozione al titolo conseguito: "la cosa più importante della mia vita". 
 
C'é un'italiana, Annamaria, che si definisce "una rarità" e lo spiega così: "perchè sono grande, ho i capelli bianchi e sono romana". Ha preferito scrivere delle sensazioni più che delle poesie, fare un viaggio a ritroso nella sua vita e convintamente ci dice: "questo carcere per me é stato un tempo di grande riflessione". E ancora tante storie, di chi attraverso le poesie é riuscita a chiedre il perdono alla madre e di chi  invece, come Marianna, riesce a dimenticare per un po' di essere rinchiusa e lascia che la poesia la porti altrove.

La poesia, come il teatro, lo studio e il lavoro in generale permettono di intrattenere relazioni che "aiutano a pensare, invece del solito pensiero solitario che, generalmente, si fa in cella"  ha commentato Francesco Cascini in uno dei passaggi da studio.
 
[FEA]