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venerdì 28 ottobre 2016

Torino: Liberamensa e Freedhome, due facce della stessa medaglia.
Il lavoro é dignità, anche in carcere

Freedhome - Creativi dentro

Prenotate anche voi il vostro posto in carcere: nella Casa circondariale di Torino  Lorusso e Cutugno dal 21 ottobre é stato inaugurato il ristorante Liberamensa che due volte a settimana, venerdì e sabato, accetta prenotazioni dall'esterno. L'ingresso sarà dalle 20 alle 20,30 e solo se avrete lasciato informazioni dettagliate, non solo nome e cognome ma anche data e luogo di nascita.

La sala che ospita il ristorante, aperto tutti i giorni per coloro che in carcere lavorano, é stata ristrutturata gratuitamente dagli architetti Andrea Marcante e Adelaide Testa con fondi messi a disposizione dalla Fondazione San Paolo e da sponsor privati e ha conservato intatte le caratteristiche originarie: le grate, che non sono state rimosse ma addolcite con vetri colorati, e il pavimento in marmette.


I detenuti assunti regolarmente sono 16 - tra cuochi e personale di sala -  e il menu é a degustazione e cambia ogni tre settimane; i prodotti utilizzati arrivano prevalentemente dalla produzione interna, come il pane che viene dal forno del carcere, le erbe aromatiche e lo zafferano dalle coltivazioni dei detenuti, mentre carni e verdure sono fornite da produttori locali.

Fra il personale di sala del Liberamensa, anche Carmelo, che é il nostro "grado di separazione" da Freedhome: negozio aperto a Torino in Via Milano 2/c, per raccogliere gran parte della produzione carceraria, da nord a sud, e proporne la vendita in un solo conceptstore. Carmelo, come abbiamo detto, serve ai tavoli del ristorante, ma ha anche ristrutturato il locale con la cooperativa Extraliberi -composta da detenuti del Lorusso e Cutugno- che ha accolto il primo store di economia carceraria, ceduto in comodato d'uso gratuito dal Comune di Torino al Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria.

Freedhome é soprattutto un marchio che ha raccolto in rete diverse realtà aziendali e cooperative, per creare aggregazione laddove generalmente alberga frammentarietà e inidividualismo, come dicono gli stessi ideatori - Marco Gilardello, già creatore di Banda Biscotti della Casa circondariale di Verbania, e Irma Carpiniello, torrefazione Le lazzarelle del carcere femminile di Pozzuoli.

I 13 marchi che seguono sono quelli che ad oggi fanno parte del progetto e che dimostrano ogni giorno come il lavoro sia veramente "la chiave di volta per ripensare in modo più efficace il sistema penitenziario":

Banda Biscotti, Casa Circondariale di Verbania
Campo dei Miracoli, Casa Circondariale di Trani
Sprigioniamo Sapori, Casa Circondariale di Ragusa
Caffè Lazzarelle, Casa Circondariale di Pozzuoli, Napoli
Rio Terà dei Pensieri, Casa Circondariale e Carcere Femminile di Venezia
Dolci Evasioni, Casa Circondariale di Siracusa
Extraliberi, Casa Circondariale di Torino
Dolci Libertà, Casa Circondariale di Busto Arsizio, Varese
La Bottega solidale, Casa Circondariale di Marassi, Genova
Cibo Agricolo Libero, Casa Circondariale di Rebibbia, Roma
Brutti e Buoni, Casa Circondariale di Brissogne, Aosta
Carta Manolibera, Casa Circondariale di Forlì  
La Terra promessa, Casa circondariale di Novara


[FEA]