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venerdì 15 gennaio 2010

Pianoforte senza frontiere: la musica parte da Rebibbia
Siena: falsi d’arte in mostra dal carcere

Lilit Grigoryan, Pianoforte senza frontiere - notiziarioitaliano.it

Pianoforte senza frontiere: la musica parte da Rebibbia

"La musica si esprime con il vocabolario internazionale delle note senza tempo e senza frontiere e può diventare anche uno strumento di aggregazione e socializzazione". Così Ludovica Rossi Purini, direttore artistico del progetto Pianoforte senza frontiere.

Mai location fu più appropriata per poter espletare lo scopo della rassegna musicale: il primo appuntamento è, infatti, con una lezione-concerto della pianista armena Lilit Grigoryan, al carcere di Rebibbia, il 19 gennaio alle ore 16:30.

Il progetto, realizzato con il patrocinio e il sostegno dell'assessorato alle politiche culturali e della comunicazione del Comune di Roma, è promosso dalla Compagnia per la Musica di Roma in collaborazione con il Keyboard Charitable Trust di Londra, associazione nata dalla volontà di maestri come Claudio Abbado e Alfred Brendel per la creazione di una rete internazionale di sale da concerto dove si possano esibire grandi promesse del pianoforte.

La rassegna romana si svolge in quattro differenti Municipi della capitale (V, IV, XV e VIII) dove a turno si esibiranno i pianisti in programma. Tutti i concerti sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti, ad eccezione di quello del carcere di Rebibbia dove è necessaria una prenotazione. La conduzione è di Valentina Lo Surdo.

In programma a febbraio l'esibizione del brasiliano Pablo Rossi, quella della malesiana Mei Yi Foo a marzo e un concerto straordinario in chiusura, il 19 marzo, di Gesualdo Coggi, una delle maggiori rivelazioni pianistiche italiane. In occasione delle esibizioni i giovani pianisti incontreranno le scolaresche di mattina, senza le abituali ritualità da concerto. Durante l'appuntamento pomeridiano il pubblico potrà dialogare con gli artisti.  

Campioni del pianoforte, vincitori di importanti competizioni internazionali, e solitamente confinati nei templi musicali delle loro città, in questa occasione raggiungono il pubblico lì dove vive ed abita, perfino in un carcere. 


Siena: falsi d’arte in mostra dal carcere

Nel Cortile del Podestà del Palazzo Comunale di Siena è stata inaugurata l’esposizione A mano libera, una mostra di pittura per combattere, attraverso la creatività, l'isolamento che caratterizza la vita nelle carceri.

L’allestimento, realizzato con le opere dei detenuti del carcere di Santo Spirito, è il frutto del laboratorio d’arte del carcere che ha iniziato la sua attività alla metà degli anni '90 ed è stato possibile grazie al sostegno del Comune di Siena, dell’Uisp e della Croce Rossa e con l’intervento della Fondazione Montepaschi. Si tratta di una trentina di quadri, copie di celebri dipinti conservati nei maggiori musei italiani. Gli artisti-detenuti hanno un’età compresa tra i 20 e i 25 anni e hanno partecipato tutti al laboratorio delle maestre d’arte Monica Minucci e Simonetta Caniggia.

“Negli anni scorsi abbiamo fatto altre mostre e iniziative", dice Anna Maria Visone, direttore della casa circondariale. "Fa parte di un programma di riabilitazione che attraverso le opere d’arte permette uno scambio comunicativo che porta fuori dal carcere la voce dei detenuti, della loro dignità e dei loro sentimenti come persone”. In occasione dell’inaugurazione, è stata inoltre presentata una pubblicazione con le immagini dei dipinti e gli interventi di alcuni detenuti. 


[BT]