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venerdì 17 luglio 2015

Merano: il Comune e il reinserimento sociale dei condannati
Roma: Piazza Cairoli viene messa alla prova
Nel Carcere di Bollate i detenuti si trasformano in libri viventi

Merano

Merano: il Comune e il reinserimento sociale dei condannati

Anche il Comune di Merano si aggiunge alla lista di istituzioni che hanno stipulato convenzioni con l'Amministrazione penitenziaria per il reinserimento sociale delle persone coinvolte in attività criminose e condannate a scontare pene detentive o misure alternative. L'intento della Giunta comunale é quello di creare dei legami di solidarietà e delle opportunità di riparazione fra queste persone e la collettività che ha subito la lesione. I condannati che verranno inseriti nel progetto potranno svolgere attività gratuita presso istituti scolastici, uffici o spazi verdi comuni, dove si occuperanno della pulizia;  mense comunali,  dove collaboreranno alla preparazione ed alla distribuzione dei pasti; potranno accompagnare gli anziani presso i centri diurni; collaborare con le biblioteche i musei o gli uffici del Palazzo municipale. La Convenzione, della durata di un anno, prevede l'avvio di progetti che andranno da un minimo di 6 ore ad un massimo di 40 ore settimanali di attività e saranno gestiti dall'ufficio del personale del Comune e dal dirigente del servizio che, di volta in volta, sarà coinvolto. Non é prevista alcuna retribuzione ma verrà stipulata una assicurazione Inail a copertura di eventuali incidenti.

 

Roma: Piazza Cairoli viene messa alla prova

Anche il Comune di Roma sigla un protocollo di intesa con il Tribunale. Il Dipartimento per le Politiche sociali ha raccolto la richiesta di aiuto dei residenti della zona in cui si trova l'area verde di Largo Cairoli, compresa fra Largo Argentina e Via de' Giubbonari, sempre più abbandonata e degradata. La convenzione, che avrà la durata di due anni, prevede la presenza di quattro cittadini condannati a pene non gravi che abbiamo aderito alla commutazione delle stesse in servizi di pubblica utilità, che si occuperanno di falciare, pulire, innaffiare l'erba, sette giorni su sette, garantendo, di fatto, un presidio fisso all'interno dell'area. Non andranno a sostituire il lavoro dei dipendenti delle aziende municipalizzate che passeranno comunque la sera a raccogliere quanto raccolto durante la pulizia della giornata. Anche in questo caso si ragiona in termini di attività che rivesta i caratteri del risarcimento nei confronti della collettività colpita dal reato commesso.

 

Nel Carcere di Bollate i detenuti si trasformano in libri viventi

Questa sera, tra le 19 e le 23, sarà possibile entrare nella Casa di reclusione per sfogliare i detenuti che, solo per oggi, si trasformeranno in libri umani. Una biblioteca vivente nella quale ciascun detenuto avrà scelto un libro del quale vestiranno il titolo: forse li rispecchierà, magari sarà un libro tanto amato. E avranno una quarta di copertina con poche righe che descriveranno qualcosa della loro storia. A chi, incuriosito dal titolo, li sceglierà,  regaleranno racconti di mondi a volte dolenti, o forse fatti di sogni e speranze. Questa performance riporta alla memoria un'altra immagine, quella della scena finale di Farenheit 451 in cui uomini trasformati in libri andavano declamando a memoria, camminando in un bosco, le pagine del testo che avevano scelto, per sottrarlo alla distruzione del fuoco. In questo caso il racconto di una vita sconosciuta ad uno sconosciuto dà la possibilità di rimuovere il pregiudizio: sono detenuti con storie impegnative e condanne pesanti che cercano però, faticosamente, di essere ancora persone.


[FEA]