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giovedì 30 aprile 2015

Expo dà una mano al Pianeta carcere. Ma è vero anche il contrario

Pensando ExpoSitivo

Siamo a un passo dall'inaugurazione dell'Expo Milano 2015, l'Esposizione Universale che l'Italia ospiterà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 e, come sappiamo oramai tutti, sarà il più grande evento sull'alimentazione e la nutrizione mai realizzato. La Home page del sito web recita: "i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie  per dare una risposta concreta a un'esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri".

A questa iniziativa mondiale non poteva mancare la realtà carceraria, con le sue cooperative sociali e le attività lavorative che sono uno dei punti di contatto più vicino al dettato costituzionale dell'art. 27 che recita: "Le pene non possono essere contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". E' per questo che gli istuti milanesi di San Vittore, Bollate e Opera ospiteranno una serie di iniziative in sintonia con il leit motiv di Expo.

A San Vittore, nel primo raggio, nell'ambito della iniziativa "Pensando Expositivo", 25 istituti penitenziari proporranno realtà made in jail: una vetrina dell'economia penitenziaria che genera posti di lavoro e realizza inclusione sociale. Secondo i dati ufficiali, infatti, chi é impegnato in un'attività lavorativa durante la detenzione ha, una volta fuori dal carcere, una recidiva del solo 2%, a fronte del 70%. Prodotti alimentari che in molti casi hanno guadagnato la ribalta delle tavole raffinate per gusto e qualita vengono presentati e, in alcuni casi, offerti anche alla degustazione: i vini della casa circondariale di Velletri; i dolci della Banda Biscotti di Verbania; il miele di Galeghiotto di Isili e Mamone in Sardegna; il caffè Lazzarelle di Napoli e Pausa caffè della casa circondariale di Torino. E ancora i panettoni Giotto del carcere di Padova e i Dolci Libertà di Busto Arsizio (di cui abbiamo parlato la settimana scorsa). Molto altro ancora troveranno i visitatori a San Vittore che, se vorranno potranno partecipare anche ai SanviTour, una serie di incontri con aperitivo che permetteranno loro di visitare, accompagnati e guidati dagli stessi detenuti, il cuore dell'Istituto - La Rotonda - ed i suoi sei raggi: 70 persone ogni volta per molti appuntamenti che iniziano il 14 maggio e vanno avanti fino all'ultimo che sarà l'8 ottobre.

Inoltre presso il panopticon di San Vittore domani, 1 maggio, circa 160 persone potranno seguire in diretta la rappresentazione della prima della Turandot, che  dal Teatro alla Scala  e con la direzione di Riccardo Chailly inaugura l'Expo. L'iniziativa si deve alla collaborazione tra l'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, la sottocommissione consiliare per le carceri, il Dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria e le direzioni degli istituti di pena milanesi. Anche Opera e Bollate proietteranno l'evento nei rispettivi teatri, nel primo caso l'evento sarà aperto anche agli esterni.

Bollate proporrà inoltre Jail Expo: dall'8 maggio al 31 ottobre una mostra di artisti provenienti per lo più dall'Accademia di Brera che, insieme ai detenuti, coloreranno il carcere. E poi ancora mostre ogni venerdì e bancarelle con cibo preparato dai detenuti e concerti e tanto ancora da scoprire, come le visite guidate tradotte in inglese francese, spagnolo, cinese e arabo. Il carcere di Opera, invece, a giugno e luglio, realizzerà spettacoli teatrali presso il Minotti di Milano.

E se finora abbiamo parlato di come Expo entri dentro l'istituzione carceraria e l'aiuti a mettersi in mostra, permettendo ad imprenditori dei vari settori di conoscere la vasta produzione di qualità, non possiamo tacere che il rapporto osmotico prevede anche il percorso inverso, tant'é che grazie ad un Protocollo d'Intesa siglato dal Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano Pasquale Nobile De Santis e il Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria per la Lombardia Aldo Fabozzi, cento detenuti, uomini e donne, italiani e stranieri, supporteranno le diverse attività di logistica, accoglienza e assistenza ai visitatori. Come sancito dal Protocollo: saranno "adeguatamente e preventivamente formati" e "verranno pagati a mercede, con uno stipendio inferiore di un terzo rispetto ai contratti collettivi nazionali, come previsto dalla Legge 354 del 1975". Dunque, come nella migliore delle tradizioni, si alzi il sipario e si vada ad iniziare.
 


[FEA]