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venerdì 20 marzo 2015

Carcere di Poggioreale
Il Papa a pranzo con i lupi

Il lupo

Oramai mancano poche ore al suo arrivo. Domani, 21 marzo, Papa Francesco, andrà a far visita ai detenuti del carcere di Poggioreale, intitolato a Giuseppe Salvia, il vice direttore ucciso in un agguato di mafia. I lavori, che hanno impegnato tutti i detenuti dell'istituto, stanno rallentando il ritmo, mancano solo gli ultimi ritocchi: la statua di Francesco, il poverello di Assisi, con accanto un lupo (con il quale i detenuti, emarginati e rifiutati, si sono voluti immedesimare) é pronta ed é stata collocata nel giardino realizzato davanti alla cappella; le pareti della chiesa sono state ridipinte; il pranzo, semplice come Papa Francesco ha chiesto, sarà preparato e servito dai detenuti che già lavorano nelle cucine e che hanno seguito un corso con lo chef che li coordinerà per l'occasione; la tavola, allestita in chiesa, sarà apparecchiata con le tovaglie cucite a mano dalle detenute di Santa Maria Capua a Vetere.

Al pranzo parteciperanno 120 detenuti, una parte dei quali proveniente anche da altre strutture detentive (Secondigliano, Aversa, Nisida); per i detenuti di Poggioreale si é resa necessaria un'estrazione a sorte fra coloro che hanno partecipato, negli ultimi mesi, ai gruppi di catechesi, perché per tutti non ci sarebbe stato posto. Ci saranno inoltre circa 300 detenuti che potranno comunque vedere il Santo Padre e forse parlargli, ricevere una carezza, scambiare uno sguardo.

"Sabato sarò contento di essere detenuto qui a Poggioreale", questo il commento di un detenuto che il direttore del carcere di Poggioreale, Antonio Fullone, ha voluto riferito e che racconta la gioia che l'annuncio della visita ha creato. E' veramente tutto pronto: la pasta al forno, l'arrosto di vitello con le patate e le cime di rapa e le sfogliatelle saranno l'ultima cosa da curare. Ma sono pronti soprattutto loro, quegli uomini che là dentro aspettano di vedere, incontrare, abbracciare Papa Francesco. Forse avranno preparato qualcosa da dirgli, un'emozione da fargli portar fuori dalle mura, storie che probabilmente non avranno il tempo di raccontargli e che il Papa avrà soltanto il tempo di immaginare: loro sono pronti ad allargare il cuore, domani, a un gesto tanto grande e così semplice da sembrare un sogno. A Francesco sarà donata una statuina di Pulcinella, simbolo della città di Napoli e di una giornata che non sarà facile dimenticare.


[FEA]