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venerdì 20 febbraio 2015

Tramariglio: la storia dei detenuti
e dell'archivio salvato

Colonia penale di Tramariglio (Tre soldi, Rai Radio 3)

Il programma Tre soldi in onda su Rai Radio 3 trasmette oggi, venerdì 20 febbraio, l'ultima di un ciclo di puntate dedicate al lavoro compiuto da un gruppo di detenuti dell'Istituto penitenziario San Sebastiano di Sassari (oramai chiuso) sull'archivio dell'ex colonia penale di Tramariglio. La storia di Tramariglio come colonia penale nasce nella prima metà del secolo scorso e si colloca all'interno delle trasformazioni del territorio algherese circostante, che dalla fine dell' '800 si trova al centro di un programma di colonizzazioni agricole: "l'utilizzo della mano d'opera dei detenuti per i lavori di bonifica di alcuni territori della Sardegna che venivano assegnati a famiglie di coloni era, infatti, regolata dalla legge 30 novembre 1933, n. 1719..." (da La colonia di Tramariglio, 1^ edizione della collana I quaderni del Parco di Porto Conte, Carlo Delfino editore). Il meccanismo consisteva nell'impegnare i detenuti nella bonifica di territori periferici ed insalubri e nella loro successiva messa a coltura. Successivamente, i terreni così recuperati venivano assegnati a famiglie di coloni e i detenuti trasferiti in altre zone ove occorressero attività di bonifica. Dunque, l'attività dei detenuti risultava doppiamente efficace: le zone venivano bonificate e consegnate alle famiglie di coloni e, allo stesso tempo, l'attività lavorativa poteva essere uno strumento efficace per la loro riabilitazione che venivano così "incentivati a far ritorno nelle campagne, evitando di riversarsi nei centri urbani, dove appariva sempre più difficile mantenere l'ordine pubblico" (da "La colonia di Tramariglio" prec. cit.). Fino al 1961 lo stabilimento penale di Tramariglio funzionò a pieno regime: 120 ettari circa per una popolazione carceraria di 400 detenuti. Nell'arco dei suoi 22 anni di funzionamento furono 4800 i detenuti che vi transitarono. Successivamente venne restituito all'ETFAS, un ente regionale che negli anni '50 aveva assorbito i precedenti organismi e ricevuto i beni patrimoniali.

 Il documentario, realizzato da Daria Corrias in collaborazione con Stefano Tedde, racconta l'esperienza fatta da sei detenuti che hanno riportato a galla la memoria dell'oramai dismessa colonia penale. Il progetto, sviluppatosi dal marzo 2012 al settembre del 2014, nasce grazie ad un Protocollo d'Intesa sottoscritto dal Parco di Porto Conte, dall'Archivio di Stato e dalla Casa circondariale di Sassari. I detenuti, assunti da cooperative sociali del territorio, hano seguito un ciclo di lezioni teoriche e poi si sono dedicati alle ricerche nei sotterranei del carcere sassarese in cui gli archivi di Tramariglio erano stati trasportati dopo la sua chiusura: sono stati letti, schedati e riordinati ben 1400 registri ed oltre 5000 fascicoli. Il lavoro é stato lungo, delicato ed anche emozionante, quando i detenuti hanno avuto l'opportunità di uscire dalla struttura detentiva per recarsi nei locali del Parco, dove hanno iniziato la digitalizzazione delle carte e la trascrizione di alcuni documenti, scelti fra i molti.

Dove un tempo erano celle, ora sta nascendo un Museo della memoria carceraria, con percorsi di vario livello: testuale, con pannelli luminosi che illustrano gli argomenti trattati, visuale, con teche che racchiudono documenti e manufatti originali dei detenuti, orale, con registrazioni di testimonianze di coloro che quella vita hanno vissuto che vengono proiettate nelle celle, canti dei detenuti. Una raccolta di giornali dell'epoca, utile alla contestualizzazione del periodo storico e delle vicende locali, può essere consultata attraverso touchscreen.


[FEA]