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venerdì 16 gennaio 2015

Cartoline dal carcere
Cene galeotte, racconti in musica, allenatori e buone azioni.

Premio Lunezia 2014

E' appena iniziato l'anno nuovo e, come si conviene, tiriamo le fila di quanto detto, riannodiamo qualche linea di racconto, facciamo buoni propositi e ci concediamo anche un passaggio all'estero.

Abbiamo parlato il 17 ottobre del Premio Lunezia Parole liberate: oltre il muro del carcere, nato ad Aulla grazie allo spezzino De Martino e tenuto a battesimo da una Fata che per tutta la vita ha dispensato doni speciali, Fernanda Pivano. Riassumendo, si tratta di un concorso riservato a persone detenute alle quali é stato chiesto di scrivere in strofa "i propri pensieri, le emozioni, le esperienze vissute". Lunedì 19 gennaio alle 15 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, in veste di presidente della giuria, premierà Lupetto, nome d'arte dell'autore del testo vincitore Clown fail, ed ex detenuto del Carcere di San Vittore. Della giuria fa anche parte il giornalista e grande esperto musicale Ernesto Assante e prenderà parte alla cerimonia Ron, musicista e cantautore, che dal brano ha già tratto una splendida canzone non ancora pubblicata.

Saranno presenti anche, fra gli altri, Enrico Maria Papes, storica voce baritonale della musica leggera italiana con il gruppo de I Giganti, Michele De Lucia, direttore artistico di Parole Liberate, Duccio Parodi, ideatore del Premio, e Gloria Manzelli, direttore della Casa circondariale San Vittore. L'ingresso, per chi fosse interessato, è libero.

A breve tornano le Cene Galeotte, delle quali abbiamo parlato più volte, e dunque vi ricordiamo che i detenuti impegnati nella loro realizzazione (dalla cucina alla sala) sono regolarmente assunti e retribuiti dalla Unicoop di Firenze e che il ricavato viene devoluto interamente alla fondazione Il cuore si scioglie onlus. Gli appuntamenti previsti sono quattro da venerdì 27 marzo a venerdì 26 giugno, uno ogni mese, e si tengono presso la Casa circondariale di Volterra. L'organizzazione delle cene é affidata a quattro tra i più famosi chef del momento: Roy Caceres, Filippo La Mantia, Alessandro dal Degan e Cristina Bowerman.

E ora un ringraziamento e un buon proposito, riassunto nelle righe di una lettera che 13 detenuti hanno scritto alla fine di un corso ideato due anni fa. Dicono fra l'altro: "auspichiamo che il nostro impegno, il nostro entusiasmo...servano a dare la stessa opportunità ad altri come noi che si trovano in situazioni difficili...grazie a voi, avremo tutti indistintamente arricchito il nostro bagaglio personale e saremo uomini migliori".  Questo atteggiamento positivo, questa speranza, l'hanno accesi il primo corso per allenatori di calcio, che é stato organizzato presso la Casa circondariale di Potenza. Hanno concorso alla realizzazione una serie di figure e di strutture: il direttore della del carcere Michele Ferrandina, la sezione lucana dell'Associazione Italiana allenatori di calcio, il Comitato regionale FIGC della Basilicata, l'ideatore Gerardo Passarella. TRATTAmenti, così si chiama il corso, é in tutto e per tutto identico ai corsi organizzati "all'aria aperta": stesse materie dei corsi UEFA B, stessi esami, uguale l'impegno richiesto. Tanto che, Renzo Ulivieri, allenatore storico e presidente di tutti gli allenatori italiani, é voluto entrare per vedere con i suoi occhi come andassero le cose. Ne é uscito soddisfatto e con lui anche gli organizzatori, tanto che hanno immediatamente fissato un altro corso che sta per iniziare: tre incontri settimanali e 146 ore previste. Una tifosa d'eccezione é Paola Stella, giudice di sorveglianza, che ha voluto partecipare alla consegna delle panchine d'argento ai diplomati allenatori.

E infine, Fort Lauderdale in Florida. Molto brevemente: Franklin e Jamal sono nella stessa stanza, quando il primo all'improvviso si sente male, cade a terra in preda a fortissimi dolori al petto; Jamal non perde un attimo e battendo con i pugni sulla porta chiusa, cerca di chiedere aiuto ai colleghi di Franklin che si trovano là attorno. Tutto va bene e si muove alla perfezione: viene allertato il pronto soccorso più vicino, arrivano i medici, lo trasportano d'urgenza in ospedale. L'agente Franklin Foulks si salva e deve la sua vita al detenuto Jamal Rutledge che, nonostante fosse ammanettato, ha immediatamente chiesto aiuto. Verrà premiato dalle autorità locali.
 


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