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mercoledì 24 dicembre 2014

Rebibbia: per Natale un pranzo d'amore

L'ALTrA cucina e la solidarietà per un pranzo d'amore

Filippo La Mantia trascorrerà il 24 dicembre, la vigilia di Natale,  nel carcere romano di Rebibbia con le 340 detenute e i loro bambini, cucinando assieme il pranzo  per il giorno di Natale.

Impegno, solidarietà, un modo di intendere la vita, la voglia di regalare alle detenute un momento di serenità ma, soprattutto, ai loro piccoli il ricordo del calore di una casa che lentamente si riempie dei profumi della cucina,  di fuochi accesi che appannano i vetri nei giorni freddi di dicembre. Un ricordo che ha scaldato il cuore del giovane La Mantia quando, trovandosi a vivere lui stesso un periodo di detenzione, da innocente, vi fece appello per resistere: iniziò a pensare alla propria vita familiare, ricordò  i profumi del cibo e le mescolanze dei più diversi ingredienti. Da quel momento, da quei ricordi, Filippo La Mantia si é incamminato sulla strada che lo ha portato ad essere uno dei cuochi più famosi nel panorama internazionale. Ma il 24 dicembre é rimasto speciale nel suo cuore e nella sua memoria perchè  Giovanni Falcone dispose la sua liberazione proprio alla vigilia di Natale ed ora lui quel giorno lo mette a disposizione di chi ha avuto meno fortuna e di chi, nella difficile realtà che sta vivendo, ha coinvolto anche piccole vite innocenti.

Il "pranzo d'amore", dal titolo L'ALTrA cucina e la solidarietà per un pranzo d'amore,  si deve anche all'impegno e alla solidarietà dei volontari e degli amici di Prison Fellowship Italia tra i quali, come racconta la presidente Marcella Reni "si é scatenata una vera e propria gara di solidarietà. Anche molti volti noti dello spettacolo e del mondo dello sport hanno accettato di indossare il grembiule e servire ai tavoli."


[FEA]