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venerdì 17 ottobre 2014

Premio Lunezia 2014
L'affetto carcerato: un concorso per rifletterci su

Premio Lunezia 2014

Premio Lunezia 2014: concorso per poeti detenuti

Pochi giorni fa una conferenza stampa presso la Camera dei deputati ha nuovamente acceso i riflettori sul Premio Lunezia."Parole liberate: oltre il muro del carcere - prima edizione" é il titolo del "Concorso per poeti della canzone riservato alle persone detenute" presentato il 20 maggio di quest'anno proprio alla Camera e che è un'autentica novità per il Premio, ora alla sua XIX edizione.

Nasce ad Aulla nel 1996 grazie allo spezzino Stefano De Martino e viene tenuto a battesimo da Fernanda Pivano; oggi é ad un altro spezzino, Duccio Parodi,  che si deve l'idea di questa nuova sezione. In collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, questo concorso ha voluto stimolare il mondo dei detenuti, proponendogli di scrivere in forma di strofe e ritornelli i propri pensieri, le emozioni, le esperienze vissute. Il bando recitava:  "Il materiale sarà selezionato da una preposta commissione sino a determinare trenta liriche finaliste che saranno annunciate mediaticamente: tre di esse saranno declamate sul palco del Premio Lunezia. Sempre in sede di spettacolo, la lirica vincitrice sarà interpretata da un attore professionista e successivamente musicata da un autore italiano."

Si arriva dunque a Marina di Carrara - 18, 19 e 20 luglio - dove si conclude la prima fase con la premiazione della più bella lirica: Clown fail composta da un detenuto della Casa Circondariale di Milano "San Vittore", che ha firmato con lo pseudonimo di Lupetto. Stefano De Martino lo ha definito: "Di straordinaria intensità e molto musicale".

Pochi giorni fa dunque durante una conferenza stampa si è compiuto "l'abbinamento": a musicare la lirica vincitrice sarà Ron "un maestro dell'arte-canzone", come lo ha definito il patron del premio De Martino e Riccardo Monopoli durante la presentazione.

Generalmente l'assegnazione del premio viene fatta seguire dalla lettura delle motivazioni che l'hanno deerminata. In questo caso, invece, ci piace riportare la motivazione che ha spinto coloro che questa nuova sezione hanno voluto creare:

"Si vuole così contribuire a dare concreta espressione all’articolo 27 della Costituzione (Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”), attraverso l’apertura di un nuovo canale di comunicazione tra carcere e società civile, sollecitando la creatività delle persone detenute: non a caso, il termine “poesia” deriva dal greco ποίησις, creazione. Attraverso la partecipazione al concorso, il detenuto viene invitato a esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni portandoli all’esterno, “oltre il muro del carcere”, mentre le persone libere, grazie a una maggiore e diversa conoscenza della realtà penitenziaria, veicolata attraverso un registro inedito, apprendono a non cadere nella “mostrificazione” del detenuto in quanto errante e, quindi, “diverso”.

[FEA]

 

L'affetto carcerato: un concorso per rifletterci su

La redazione di "Ristretti Orizzonti" ha promosso il concorso nazionale "Per qualche metro e un po' di amore in più nelle carceri - Un Concorso per riflettere su carceri e affetti", rivolto alle persone detenute, ai loro familiari e ad altri soggetti interessati alla tematica del concorso.