salta al contenuto

www.giustizia.it

lunedì 6 ottobre 2014

16 ottobre 1943
Regina Coeli: un ulivo per ricordare e per sperare

Targa piantumazione ulivo Regina Coeli

Questa storia che di giustizia non ne ha affatto e sono anni che fatichiamo a capirne la natura e a sopportarne il peso calato su tutto il genere umano, ci riporta indietro nel tempo, a quel 16 ottobre del 1943 quando su Roma si oscurò il cielo e le strade e le case del ghetto ebraico furono ferite a morte dalla follia nazista. Centinaia di uomini di religione ebraica furono arrestati e, prima di essere caricati sui treni che li avrebbero deportati ad Auschwitz, da dove troppo pochi tornarono indietro, furono rinchiusi nel carcere romano di Regina Coeli.

Oggi, nell'ambito delle celebrazioni per la ricorrenza del 71° anniversario del rastrellamento, si é svolta all'interno della struttura carceraria una simbolica cerimonia di piantumazione di un albero d'ulivo donato dal Keren Kayemeth. La scelta dell'ulivo e del luogo da parte dell'Ente nazionale ebraico per l'ambiente, é ben spiegata dal Presidente Raffaele Sassun, che lo descrive quale "simbolo universale non solo di pace e di solidarietà, ma anche di speranza a persone in situazioni di difficoltà".

Solo pochi numeri per non dimenticare: sabato 16 ottobre 1943, ore 5,30 del mattino, 300 soldati tedeschi muniti di elenchi dettagliati con nomi e indirizzi di tutte le famiglie che di lì a poco sarebbero state arrestate. Alla fine di quel sabato furono registrati 1.024 arresti fra donne, uomini e bambini. Da Auschwitz torneranno solamente 15 uomini e una donna. Nessun bambino è tornato.

[FEA]