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giovedì 2 ottobre 2014

TORINO - Casa circondariale Lorusso-Cutugno
Il p
remio Nonviolenza 2014 per il Kaki Tree Project
 Le detenute in RE: re-inventarsi per re-inserirsi
Casa circondariale di Bologna
Dozza-Ikea Gomito a gomito
     

L'albero di Kaki

TORINO - Casa circondariale Lorusso-Cutugno

Il p
remio Nonviolenza 2014 per il Kaki Tree Project
Partiamo dal 28 marzo di quest’anno  quando, presso la Casa circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, destinato alla Comunità Arcobaleno per detenuti tossicodipendenti, arriva il Kaki di Nagasaki per la piantumazione all’interno della struttura. Dietro questa iniziativa c’è la ASLTO 2 ed il suo direttore Enrico Teta. Oggi, 2 ottobre, a Roma è stato assegnato il premio Nonviolenza 2014 e, tra i vincitori, nella sezione Action Progetti  c’è anche il Servizio Dipendenze Area Penale del Dipartimento Dipendenze 1 della ASL TO2 proprio per questa iniziativa.

Il premio è stato assegnato dalle organizzazioni internazionali Greenpeace e Mondo senza guerre e senza violenza, che hanno riconosciuto il grande valore del Kaki tree project, progetto internazionale nato in Giappone, che ha inteso utilizzare il Kaki della Pace di Nagasaki, sopravvissuto alla esplosione del 1945, come veicolo simbolico di conciliazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni, tanto più che, come ha spiegato Enrico Teta: “Abbiamo interpretato questo progetto internazionale come un mezzo di conciliazione tra la realtà interna al carcere e il mondo esterno, per creare un ponte tra due realtà estranee”.


 Le detenute in RE: re-inventarsi per re-inserirsi


Fumneindependent,  progetto de Lacasadipinocchio, associazione culturale che opera all’interno della casa circondariale Lorusso-Cutugno, nasce per accompagnare e sostenere le donne detenute attraverso un percorso di re-invenzione di sé stesse e di re-inserimento nella società che le aspetta là fuori.  Organizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo, coinvolgerà quaranta detenute nell’arco di due anni: un primo ciclo ha già diplomato sarte parrucchiere, orafe artigiane e dog-sitter .

La responsabile del progetto, Monica Cristina Gallo, spiega che "con questo progetto lavoriamo per ricostruire un futuro per le donne detenute, puntando al reinserimento in società".


Casa circondariale di Bologna
Dozza-Ikea
Gomito a gomito

Se andate nel grande magazzino che Ikea ha aperto a Casalecchio di Reno e vi viene voglia di acquistare una tovaglia o un grembiule e volete modificare un orlo o un merletto, il laboratorio sartoriale Gomito a gomito vi darà una mano. Realizzato nel 2010 dall'Amministrazione penitenziaria e dalla cooperativa"Siamo qua, ha la sua sede presso il carcere della Dozza a Bologna e vi operano da quattro anni per quattro ore al giorno tre detenute, alle quali se ne aggiungeranno a breve altre due, come tirocinanti.

La collaborazione con il colosso svedese dell'arredamento va avanti già da un anno, da quando cioè al laboratorio sono state donate stoffe e altro materiale dal quale le apprendiste sarte hanno realizzato borse e sciarpe, vendute poi all'interno del negozio e "da cui abbiamo ricavato quasi 5mila euro" come racconta Enrica Morandini della cooperativa Siamo qua. Dopo questo primo contatto é nata l'iniziativa che ha portato ad affidare alle sarte della Gomito a gomito i lavori di personalizzazione che i clienti di Ikea richiedono. Il ricavato dei lavori rimarrà alla sartoria per pagare stipendi e acquistare tutto il materiale e le attrezzature che servono per incrementare l'attività e, come spera Claudia Clementi direttrice del carcere "ampliare gli spazi a disposizione e consentire alle ragazze di poter lavorare meglio e non più gomito a gomito". Anche se Gomito a gomito rimarra comunque il nome del laboratorio, perchè oltre a prendere lo spunto dal nome della via dove si trova il carcere e dal poco spazio in cui si trovano a lavorare, evoca anche quel senso di solidarietà, di compartecipazione di progetti, fatica e risultati, che tutti assieme possono tradursi in lavoro, una volta uscite dal carcere. 

 

[FEA]