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venerdì 11 luglio 2014

Casa circondariale di Rebibbia: notte prima degli esami
Istituto a Custodia Attenuata di Pozzale: tutti al fresco...a teatro 

Giustizia-Regione Liguria: parte la prima iniziativa post Protocollo d'Intesa

Mio figlio professore

Casa circondariale di Rebibbia: notte prima degli esami

La Casa circondariale di Rebibbia sembra, anzi, è diventata in questi primi giorni di luglio come uno dei tanti istituti scolastici dove in questo periodo si svolgono gli esami di maturità; un istituto un po’ particolare per la sua architettura e per le regole che la governano; forse la campanella della ricreazione non suona e quelle aule non hanno mai visto un bidello passare classe per classe a dare il “finis” come Aldo Fabrizi nel meraviglioso film di Renato Castellani, “Mio figlio professore”, ma dove, forse, si respirano le stesse preoccupazioni, le identiche paure, le medesime tensioni di tutti gli studenti che si trovano di fronte alla prova finale del loro percorso di studi.

Proprio in questi giorni le sette detenute che hanno seguito il corso di decorazione pittorica del Liceo artistico “Enzo Rossi”, hanno conseguito la maturità; tra loro addirittura c’è chi ha preso un impegnativo quanto ambito 96. Tre di loro hanno già deciso di voler continuare gli studi, iscrivendosi chi alla Facoltà di Lingue e chi invece a quella di Formazione e sviluppo delle risorse umane, mentre la terza vuole proseguire il suo corso di studi iscrivendosi alla Accademia di Belle Arti.

Ma sempre nell’istituto di Rebibbia c’è chi le ha precedute nel percorso di studio: in questi giorni infatti si sono svolte le sedute di laurea dei primi tre detenuti. Avrebbero dovuto in verità essere quattro, ma uno di loro ha ottenuto il trasferimento in Albania e la sua tesi la discuterà via skype, in accordo con l’Ambasciata di Tirana. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione avviata tra l’istituto penitenziario romano, l’Università di Tor Vergata e il Garante dei detenuti per il Lazio, Angiolo Marroni.

Gli studenti, nonostante siano reclusi nel reparto di massima sicurezza, hanno avuto la possibilità, grazie proprio a questo progetto, di seguire le lezioni e sostenere gli esami in modalità di teledidattica, cioè non spostandosi dalla struttura detentiva. La teledidattica è un settore importante del progetto Sistema Universitario Penitenziario e la collaborazione di molte figure istituzionali, come la Conferenza dei Rettori delle Università del Lazio, il DAP, la Regione Lazio, le università di Roma La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, della Tuscia, di Cassino hanno reso possibile un progetto molto ambizioso quanto degno di una società civile che, mentre vuole garantire a se stessa la certezza della pena, allo stesso tempo s'impegna per mettere a disposizione del detenuto strumenti idonei alla sua rieducazione. Attualmente sono circa 100 i detenuti che nel carcere romano frequentano corsi universitari e, grazie ai successi ottenuti, il Ministero della giustizia ha garantito che i detenuti che dovessero esprimere il desiderio di intraprendere studi universitari, potrebbero essere trasferiti proprio a Rebibbia.

Chissà se la notte prima degli esami è uguale per tutti? Chissà se questi studenti come tutti gli altri hanno avuto paura, se si sono emozionati, se quando si sono seduti davanti alla Commissione hanno immediatamente sentito una gran voglia di alzarsi, di essere invisibili o se hanno solo sperato che finisse tutto in fretta?

Questo verso della canzone di Antonello Venditti è anche per loro: “Si accendono le luci qui sul palco ma quanti amici intorno che viene voglia di cantare, forse cambiati, certo un po' diversi ma con la voglia ancora di cambiare”. E non c’è altro da dire.
 

[FEA]


Istituto a Custodia Attenuata di Pozzale

Tutti al fresco...a teatro

Una nuova prima volta per la rassegna "Estate ...al fresco": nel 2005 si teneva nella Casa circondariale femminile a custodia attenuata il primo spettacolo-concerto degli Yo Yo Mundi, gruppo musicale che nasce alla fine degli anni '80 fra le colline del Monferrato. Questo concerto fu il primo di una manifestazione che si svolgeva all'interno della struttura peniteziaria ma aperta al pubblico. Il richiamo era già nel nome "Estate ...al fresco": detenuti e spettatori esterni avrebbero condiviso gli stessi spazi, le emozioni, si sarebbero scambiati considerazioni su quel che ascoltavano e vedevano. Evidente l'entusiasmo per la prima edizione fa sì che un'altro appuntamento si tenga nel 2006, poi il silenzio cade.

Oggi, 11 luglio 2014, rinasce l'idea, la voglia o "solo" la possibilità e si organizza una nuova edizione che comprenderà tre serate: la prima, questa sera, manda in scena lo spettacolo della Compagnia teatrale Giallo Mare Minimal del Teatro di Empoli, che presenta "Amor dammi quel fazzolettino", una rielaborazione assai libera dell'Otello di Shakespeare, per la regia di Teresa Delogu e Rossella Parrucci.

La commistione che é uno dei pilastri di questa idea non riguarda solo quella detenuti-spettatori ma anche le protagoniste dello spettacolo: infatti la rappresentazione arriva alla conclusione di due percorsi teatrali compiuti dalle detenute e dalle allieve del liceo Il Pontormo di Empoli.

I prossimi appuntamenti sono previsti per martedì 22 luglio alle 20 con lo spettacolo "A corpo libero", una serata di esibizioni acrobatiche con il Circo Ribalta e Tessuti Aerei, e per mercoledì 30 luglio  alle 20 con le esibizioni di Nichel e Secondo appartamento, incursioni musicali fra pop e rock.

[FEA]



Giustizia-Regione Liguria: parte la prima iniziativa post Protocollo d'Intesa
Al Parco delle Cinque Terre i detenuti puliscono, proteggono, conservano

Era appena il 28 maggio quando i Ministri Andrea Orlando e Gian Luca Galletti, rispettivamente della Giustizia e dell'Ambiente, si misero seduti, qui in Via Arenula, nella stanza intitolata al magistrato ragazzino Rosario Maria Livatino, per firmare un protocollo con il quale intendevano vincolarsi ad attività, accordi, iniziative che favorissero il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro e, dunque, nella società civile, attraverso attività che andassero a beneficio della tutela delle risorse naturalistiche. In particolare l'articolo 1 del Protocollo d'Intesa parla di promozione dell'attività "a titolo volontario della popolazione detenuta o assoggettata a misura alternativa, per la pulizia, la manutenzione dei parchi ...".

A La Spezia l'8 luglio é stato firmato dal Sindaco Massimo Federici, dalla direttrice della casa circondariale Maria Cristina Bigi e dal Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre Vittorio Alessandro, un accordo che, in linea con quanto sancito dal protocollo del 28 maggio e con l'impulso dato dal Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, avviasse uno specifico programma di cura e manutenzione del proprio territorio e delle aree verdi dell'oasi naturalistica. Giusto per inciso, è bene ricordare che il Parco delle Cinque Terre può vantare l'inserimento nell'elenco del patrimonio mondiale, ambientale e cultura dell'UNESCO. Il presidente Vittorio Alessandro, ha riconosciuto per l'area affidata alla sua competenza "il vantaggio enorme...vista la necessità di interventi di cui ha bisogno il territorio", ma anche il ritorno etico della iniziativa, pensando alla possibilità offerta ai detenuti che, attraverso il lavoro, potranno recuperare dignità e consapevolezza di sè, operando per il futuro reinserimento nella società civile.

[FEA]