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venerdì 23 maggio 2014

Cartoline dal carcere
Casa circondariale di Monza: per la nuova Area colloqui, una realizzazione a più voci
Carceri del Lazio- Parco di Vejo: insieme per la Via Francigena

Francobollo commemorativo della Via Francigena

Casa circondariale di Monza: per la nuova Area colloqui, una realizzazione a più voci

Domani, 24 maggio, nella Casa circondariale di Monza verrà inaugurata la nuova area colloqui dedicata agli incontri dei detenuti con i familiari. Domani, dunque, in tanti potranno apprezzare il lavoro nato dalla collaborazione di molte realtà, tutte con l’unico obiettivo: rendere gradevole quella manciata di ore che i familiari possono passare con i loro congiunti ristretti. In particolare, il pensiero durante la realizzazione è stato rivolto ai bambini che entreranno nel carcere per andare ad incontrare la mamma o il papà.

Ed ecco che i detenuti-falegnami della Cooperativa Sociale 2000 con la sua Falegnameria Legnamèe hanno preparato tavoli e panche in legno massello, gli scenografi e i decoratori della Rai di Milano hanno progettato lo spazio, utilizzando prevalentemente materiale di scarto, predisposto le scenografie colorate e decorate, condividendo l’attività con gli stessi detenuti della Falegnameria. E mentre questo lavoro si materializzava e cresceva, alcuni fotografi  -coinvolti dalla Cooperativa Sociale 2000- ne hanno scandito  le fasi.

Quindi, domani, coloro che parteciperanno all’inaugurazione dell’Area esterna colloqui, frutto (ci piace ripeterlo) di una ibrida collaborazione fra il dentro e il fuori: Direzione del carcere, Cooperativa Sociale 2000 con la sua falegnameria Legnamèe del Carcere di Monza e RAI di Milano insieme al Centro di produzione, potranno non solo apprezzare il risultato finale ma anche seguire, attraverso la mostra fotografica, i passaggi che hanno portato alla realizzazione degli arredi.

 

Carceri del Lazio- Ente Parco di Vejo: insieme per la Via Francigena

La Via Francigena è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, dalla Francia in particolare, a Roma. I primi documenti che ne parlano risalgono al IX secolo. Nel Medioevo Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell'apostolo Pietro era una delle tre peregrinationes maiores, insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela. Negli anni settanta ci si rese conto che, dopo il ritrovato cammino di Santiago, anche in Italia esisteva un percorso di pellegrinaggio, sebbene spesso coperto dall’asfalto delle rete viaria. Pian piano si sono formati gruppi di moderni pellegrini che hanno cominciato a scoprirne tratti sempre più lunghi, anche se talvolta hanno dovuto ovviamente deviare il percorso. Oggi è sempre più facile trovare cartelli che indicano tratti di percorso dell’antico pellegrinaggio e il Lazio, fra le regioni interessate, ha investito molto sulla via Francigena, con un occhio alla storia ed uno alla risorsa in termini di turismo.

Proprio ieri, presso il Museo criminologico, è stato siglato un protocollo tra l’Amministrazione del Parco regionale di Vejo e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nella veste del Provveditore del Lazio Maria Claudia di Paolo, con il quale le parti impegnano nell’attività di manutenzione dei sentieri dello storico pellegrinaggio i detenuti degli istituti della regione. Di durata triennale, il Protocollo permetterà dunque all’Ente Parco di aumentare le risorse umane a disposizione per la custodia della riserva naturale, agevolando così anche l’inclusione sociale di persone svantaggiate. Giacomo Sandri, Commissario straordinario del Parco, vede in questa opportunità anche la possibilità di difendere meglio il territorio affidato al suo controllo dall’abuso di chi lo considera come una discarica. A tale scopo, ha dichiarato di voler riservare proprio ai detenuti che saranno impegnati in questa attività di tutela, alcuni posti nei corsi di formazione professionale che verranno organizzati.
 

[FEA]