salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 25 aprile 2014

Cartoline dal carcere
Bolzano. Resistere per esistere: sulle t-shirt i detenuti raccontano la loro storia
Novara. I detenuti per il “Recupero del patrimonio ambientale”

Festival delle resistenze 2014

Bolzano. Resistere per esistere: sulle t-shirt i detenuti raccontano la loro storia
Il Festival delle resistenze contemporanee, alla sua quarta edizione, si tiene a Bolzano dal 22 aprile al 1° maggio ed ha, oltre al suo bellissimo titolo, un sottotitolo che è un augurio, meglio, un obiettivo: “L’Europa delle persone”.

Questa edizione, come dice il comunicato stampa, “rifletterà sul tema Europa per riempirlo di un significato che parta dal nostro tessuto sociale. Perche la dimensione entro la quale agiamo quotidianamente non è soltanto locale o nazionale ma ha una rilevanza anche europea.” Christian Tomassini, vicepresidente della Provincia di Bolzano, aggiunge: “Oggi più che mai l’Europa gioca un ruolo importante nella vita di ognuno di noi e questo perché ogni singolo cittadino, attraverso le sue azioni ne costituisce l’identità stessa”.

L’associazione Libera Terra, per il Festival, ha voluto coinvolgere Antonino Benincasa della Facoltà di Design Lub e una dozzina di detenuti della Casa circondariale di Bolzano perchè realizzassero t-shirt serigrafate da loro stessi e alcuni manifesti simboleggianti le loro storie, ciò che è stato ieri e ciò che sarà domani attraverso l'oggi. Credo che il progetto proposto dall’associazione Libera Terra abbia voluto cogliere esattamente questo passaggio: a ciascun cittadino si deve chiedere di partecipare, con la propria identità, alla realizzazione del contesto sociale in cui vive. Nel caso specifico a loro, ristretti e lontani, si chiede e si offre coinvolgimento e compartecipazione in quella che auspicabilmente prima o poi sarà, in forma libera e attiva, anche la loro società.

L’inclusione sociale ha esattamente questo proposito, questo auspicio, e quello che gli si offre attraverso la possibilità di praticare un’attività all’interno delle strutture carcerarie é lo sviluppo della capacità di “Resistere in assenza di libertà”, come dice anche la direttrice della struttura Anna Rita Nuzzaci che, prosegue, dicendo: “crediamo nel reinserimento e siamo impegnati in vari progetti: è dimostrato che quelli che partecipano a queste iniziative sono fortemente motivati a reinserirsi nella società”. Antonino Benincasa ha trovato qui dentro artisti-detenuti ma anche detenuti che hanno scoperto l'arte, dalle mille provenienze e dalle tante culture: ciascuno di loro ha trasferito in questo progetto la disperazione, la tristezza, la speranza che ogni giorno governano il cuore e la mente. Hanno deciso stile, disegni e colori, li hanno preparati su carta, trasferiti su computer e quindi con telaio e colori ecologici hanno realizzato le magliette che porteranno al Festival e distribuiranno in cambio di una offerta libera. Una immagine per tutte: un uomo e una donna che si librano in volo e accanto la scritta “forza, amore, volontà”. 

Molti di loro provano a mettercela tutta per uscire migliori e pronti a rientrare nella società. A noi è chiesto di guardarli con sentimento solidale e rispettoso per gli sforzi che compiono. A noi è chiesto di non lasciarli indietro, ci sentiremmo più pesanti nel tentare il volo.

 

Novara – i detenuti per il “Recupero del patrimonio ambientale”

Le giornate del “Recupero del patrimonio ambientale” hanno visto impegnati in questi giorni anche una squadra di detenuti della Casa circondariale di Novara che, grazie al protocollo d’intesa siglato tra Comune, magistratura di sorveglianza, Ufficio per le esecuzioni penali esterne e ASSA (una SpA del Comune di Novara per i servizi igienici ambientali), sono stati assegnati alla pulizia straordinaria di alcune aree critiche o di maggior fruizione della città. Grazie al loro impegno, grandi quantitativi di rifiuti urbani ingombranti, abbandonati abusivamente, sono stati rimossi e aree verdi sono state bonificate e decespugliate.

[FEA]