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mercoledì 4 novembre 2009

Servizio giustizia: efficienza e trasparenza

Stefano Aprile, direttore generale dei Sistemi Informativi Automatizzati

Giustizia civile più efficiente e trasparente. Dai primi di ottobre è attivo un portale web per consentire a cittadini e avvocati di presentare ricorsi al giudice di pace per via telematica. L'iniziativa, illustrata oggi dai ministri Alfano e Brunetta, consente di evitare code allo sportello e di seguire da casa o da studio l'andamento del processo.

Il nuovo servizio web, realizzato esclusivamente con risorse interne del ministero, è il primo esempio concreto di apertura a cittadini e utenti qualificati. Ne parliamo con il direttore generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, Stefano Aprile, nell'intervista in esclusiva per
Giustizia news on line.









Fino a ieri il rapporto fra i cittadini e il giudice di pace di via Teulada poteva definirsi teso e controverso: lo scorso anno le file chilometriche davanti all’ufficio notifiche avevano fatto scalpore destando l’attenzione dei quotidiani nazionali. Evidentemente, l’informatizzazione del tribunale di Roma (che come ricorda il ministro Brunetta è fra i più grandi d’Europa) consentirà un’accelerazione delle tempistiche: in che modo e quali sono le aspettative di funzionalità?

Sicuramente un’accelerazione delle tempistiche è auspicata e prevista: il fatto stesso che il cittadino o l’avvocato possano, con riferimento alle opposizioni di fronte il giudice di pace, seguire l’iter del procedimento dopo la sua effettiva iscrizione nei registri della cancelleria, produce una maggiore efficienza del sistema, oltre che una maggiore fruibilità.

L’informatizzazione d’altra parte, è funzionale tanto ai cittadini che alla cancelleria del giudice di Pace di Roma: i primi infatti sentono la giustizia più vicina, grazie ad una parziale semplificazione del procedimento di presentazione dei ricorsi, mentre i secondi, i dipendenti insomma, esprimono  una grande soddisfazione  dovuta soprattutto ad un risparmio in termini di tempo. Ad oggi, per iscrivere un ricorso, un impiegato impiega mediamente 5 secondi: prima occorrevano almeno 5 minuti per svolgere la stessa mansione. Infine, guardando sempre tanto agli utenti che agli erogatori del servizio, l’informatizzazione semplifica il lavoro di entrambe le categorie: la modalità di consultazione a distanza infatti, riduce notevolmente il fenomeno delle file e dunque i disagi che da queste derivavano.

Questo risparmio di tempo ed energia è un ottimo esempio di efficienza e per questo mi auguro che il progetto conosca, a livello nazionale, la pubblicizzazione che merita, in modo da garantire tanto ai cittadini che agli addetti ai lavori la piena consapevolezza di questo innovativo servizio.


La riforma del processo civile, perfezionatasi nel luglio del 2009, ampliava ulteriormente le competenze del giudice di pace, pur essendo stata perseguita con l’intenzione di contenere i tempi dei processi civili. L’informatizzazione può considerarsi come un ulteriore passo avanti verso una maggiore efficienza della giustizia, considerando che i tempi dei nostri processi civili sono fra i più lunghi d’Europa?

Certamente l’informatizzazione si inserisce in un quadro più ampio, che però non riguarda solo i tempi della giustizia, soprattutto considerando che le regole di svolgimento del processo sono prefissate o comunque redatte dal Parlamento.

Quello che è utile sottolineare, è che l’innovazione informatica che è stata avviata risponde in primo luogo ad un’esigenza di trasparenza. Chiunque ne abbia l’intenzione e l’interesse, può seguire attentamente l’andamento del processo, ricevendo anche, previa richiesta, comunicazioni tramite posta elettronica. Gli avvocati di Roma hanno adesso la possibilità  di consultare  tutte le sentenze del tribunale civile direttamente dai loro studi professionali, evitando le code in cancelleria.


Come si concilia l’informatizzazione con la denunciata carenza di personale negli uffici di Roma?

La scarsità di personale è un argomento che conosco molto bene; per anni ho diretto l’Ufficio terzo piante organiche alle dirette dipendenze dell’Ufficio dell’organizzazione giudiziaria, preoccupandomi personalmente della gestione ottimale del personale. C’è da dire che, pur constatando l’esistenza del problema, questo può essere alleviato sfruttando le novità del mondo contemporaneo a nostro vantaggio: se è vero infatti che innovare non significa limitarsi a posizionare un computer su un tavolo, è altrettanto vero che i moderni sistemi informatici consentono una migliore gestione del personale disponibile.

Tutto questo è possibile farlo solo mediante un valido processo formativo. A questo proposito, ci tengo a sottolineare che la formazione avviata ha sortito degli ottimi risultati, non solo per quanto concerne  l’apprendimento degli strumenti informatici di base, ma anche per ciò che riguarda la gestione degli applicativi più delicati.

Infine vorrei aggiungere che il servizio web che offriamo è stato interamente realizzato dal personale informatico della direzione generale sistemi informativi, ai quali va riconosciuto l’eccellente lavoro svolto, anche in un’ottica di incentivo per rendere la PA sempre più efficiente e innovativa.


Il fatto che il software sia stato realizzato solo utilizzando risorse interne garantisce una maggiore tutela della privacy?

Una maggiore tutela della privacy viene garantita espressamente dal fatto che il personale preposto alla cura del sito e al trattamento dei dati sia interno: come dicevo, non ci siamo rivolti ad aziende specializzate, perché l’organico della DGSIA ha dimostrato di essere altamente competente. Inoltre, i dati sensibili vengono  custoditi in strutture protette, come quella sita in via Damiano Chiesa, a Roma, cosa che si pone a ulteriore garanzia di sicurezza.

L’iniziativa che promuoviamo in questi giorni, anticipa un cambiamento più grande (sia per quanto riguarda il processo civile che quello penale), giacché l’obiettivo di medio periodo  è quello di poter fornire agli addetti ai lavori documenti oltre che dati. Nel perseguimento di questa finalità, l’attenzione alla privacy e al trattamento dei dati personali deve essere massima.


Quali i progetti per il futuro? Quanto tempo occorrerà per informatizzare tutti i tribunali d’Italia?

Partendo dal presupposto che in molti tribunali d’Italia l’informatizzazione è un fatto che già coinvolge gli avvocati, l’obiettivo più immediato è certamente quello di garantire la fruibilità dello stesso servizio anche ai cittadini. È certamente un progetto ambizioso, perché riguarda la quantità e la qualità dei dati trattati dai tribunali, ma guardare alle iniziative di successo che già sono partite (come questa di Roma), rappresenta senza dubbio un valido incentivo per lavorare di più e meglio.

Nel lungo periodo invece, uno degli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere è l’ulteriore diminuzione dei costi del settore informatico: fino ad oggi siamo infatti riusciti a ridurre le spese mantenendo il servizio inalterato e in molti casi migliorandolo.


[RS]