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domenica 23 dicembre 2012

Severino: lavoro da finire ma poi torno avvocato e professore

“L’avventura non è ancora finita. Abbiamo molte cose da fare”. Ma, per il futuro, la ministro Paola Severino ha le idee molto chiare: “Torno al mio lavoro di avvocato e di professore”. Aule in entrambe i casi ma di tutt’altro genere, giudiziarie e universitarie le sue, dove l’aria è diversa e, almeno nelle prime “tutto è sacrale”.

Però le linee con le quali tratteggia la propria esperienza disegnano un quadro impegnativo, magari duro all’inizio (“nessuno ti spiega gli aspetti pratici del nuovo ruolo”), ma che la riconsegnerà al suo mondo con un bagaglio di esperienze di cui fare anche “gran tesoro”: "ho visto parlamentari discutere come fosse l’ultima volta che si rivolgevano la parola. Ed invece il giorno dopo ho visto gli stessi parlamentari che riprendevano le trattative politiche come se nulla fosse". E poi i provvedimenti attuati di cui va fiera: l’anticorruzione, apprezzato anche dall’Ocse, e la geografia giudiziaria, dalle forme pressoché inalterate sin dall’Unità d’Italia.

La prima donna guardasigilli d’Italia inizia a riguadagnare la riva dopo tredici mesi di navigazione e assieme a lei il suo staff, al quale proprio non si sente di chiedere sforzi ulteriori, dopo averlo "spremuto come più non si poteva, perché le cose da fare erano tante e poco il tempo". Ora, quindi, ancora qualche mese di lavoro serio e concentrato, perché c’è “da terminare il percorso del risparmio per le spese del Ministero”, e poi tornerà al suo studio e agli studenti. Ma prima un lungo viaggio in Madagascar. E’ un po’ stanca, questo sì.

[FEA]