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lunedì 16 luglio 2012

Emergenza carceri: Severino,  la fantasia aiuta la sicurezza dei cittadini

Paola Severino, ministro della Giustizia, a colloquio con Donatella Stasio, per Il Sole 24ore, sul grande tema delle carceri. Anzi sulle "emergenze" carceri. Tante e diverse: dal numero di detenuti, che anche se inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2011 (66.528 al 12 luglio 2012: poco più di 26mila imputati e quasi 39mila condannati), presenta comunque un esubero di 18mila unità rispetto ai posti disponibili. L'emergenza suicidi, già 28 dall'inizio dell'anno. L'emergenza celle, e non solo per il sovraffollamento: strutture vetuste, impianti vecchi, caldo insopportabile, a volte scarseggia l'acqua. "Ho visto la sofferenza e con il caldo si soffre ancora di più", dice la ministro, ricordando una delle sue recenti visite alle carceri italiane. Ma l'emergenza alla quale la guardasigilli vuole dare battaglia vera, é quella rappresentata da una pena, qualunque pena, che é troppo uguale per tutti. Dice di aver  sollecitato la Commissione Giustizia della Camera ad accelerare l'iter del ddl del Governo su depenalizzazione, messa alla prova, ricorso a misure alternative al carcere,  perchè "quel ddl si sofrza di portare un pizzico di fantasia nel catalogo delle pene".

 
Può sembrare eccentrico, ma il termine "fantasia" ricorre spesso in questo colloquio: la fantasia aiuta la sicurezza dei cittadini, per esempio. Le statistiche restituiscono numeri incoraggianti sulla recidiva di detenuti che hanno avuto la possibilità di lavorare, studiare, fruire di muisure alternative: cala dei 2/3 il ritorno a delinquere di chi ha riconquistato la libertà. Fantasia l'ha messa anche nelle visite che ha fatto, abbandonando spesso la "guida rossa", arrivando non attesa o solamente uscendo dal percorso studiato e andando a visitare padiglioni non contemplati. E' donna che vuole vedere con i propri occhi, ascoltare con le proprie orecchie, ma "quando c'é stato un applauso" da uno dei raggi di San Vittore, che l'ha commossa, ha pensato di non meritarlo. Ancora.


La fantasia che chiede alla Commissione giustizia é la stessa che pretende dall'amministrazione penitenziaria e dai suoi responsabili, Tamburino e Pagano, capo e vice capo del dipartimento, padri del progetto Bollate, rimasto però nel tempo solo una vetrina, perchè poi non c'é stato il seguito sperato. Ora in una circolare, il DAP ha stabilito regole nuove per il tempo esterno (fuori dalle celle), la socialità, i corsi, che si trasformeranno poi in misure alternative, naturale prosecuzione di quanto realizzato dentro.

Il colloquio é partito dal libro di Sandra Bonvissuto, "Dentro", fresco di stampa, del quale la guardasigilli, dopo aver promesso di leggerlo al più presto, sottoscrive alcuni passaggi: "C'é molta più fantasia nel crimine che nella pena", perchè, scrive la Bonvissuto "In carcere é come se dessero la stessa medicina a tutti i malati, anche se affetti da malattie diverse". E' proprio sulla scorta di questo pensiero, che Paola Severino, la ministro della Giustizia, chiede ai detenuti responsabilità nell'affrontare il loro personale recupero, ma alla società chiede fantasia nel comprendere che la pena deve essere adeguata all'errore commesso e deve tendere al recupero e alla ripartenza di chi se n'é macchiato.


[FEA]