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domenica 11 marzo 2012

Carceri: Tamburino, calano i detenuti in Italia

L'effetto della nuova legge in materia di sovraffollamento carcerario, definita dal Governo Salva-carceri, e la diminuzione dei reati puniti con la detenzione stanno portando ad una flessione lieve, ma costante, del numero di detenuti in Italia. Giovanni Tamburino, scelto come nuovo capo del Dap dalla guardasigilli Severino, nell'intervista rilasciata a Liana Milella, giornalista del quotidiano la Repubblica, dichiara che il nostro paese "è nella media europea quanto al rapporto popolazione-detenuti, mentre è molto al di sotto in quello posti carceri-detenuti" e ribadisce la necessità di costruire nuovi istituti penitenziari, auspicando un avanzamento culturale nel rapporto tra Stato e detenuto che migliorerebbe le condizioni di sicurezza oltre che la vita all'interno del carcere stesso.

"Un modello a cui ispirarsi - continua il capo del Dap - è il carcere di Bollate", una sorta di detenzione leggera in cui "il soggetto resta 'libero' per buona parte della giornata e lavora". Secondo Tamburino, infatti, "l'equazione 'più sicurezza più carcere' è falsa. La cella è una medicina pesante e con molti effetti collaterali. Va somministrata solo in caso di effettiva necessità". Ovviamente, conclude il nuovo dirigente delle carceri italiane, "non penso assolutamente a quel tipo di detenzione per mafiosi e violenti", ma a quei circa 20mila detenuti definitivi "in grado di assumere un impegno e rispettarlo".
 

[MVC]